mercoledì 24 maggio 2017

WWW.. Wednesday! #54

Se vi ricordate, io stavo aspettando un miracolo
Voi l'avete visto? No? Nemmeno io. 
Già, perché a quanto pare la stampante è da buttare e io davvero non so se sto diventando elettromagnetica o cosa, ma in casa mia ormai sono davvero pochi gli oggetti che ancora non hanno smesso di funzionare. 

Vi assicuro che però il contagio non si trasmette virtualmente e, detto questo, passiamo alle mie letture della settimana.
    


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


La mia ultima lettura - con tanto di lacrime - è stata Sweethearts di Sara Zarr. È un libro dai toni dolceamari, che parla di amicizia e separazioni e forza interiore - e di amore in un certo senso, ma non in senso classico. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


L'ho iniziato lunedì e ieri notte ho superato la metà abbondante di Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano - che mannaggia la puzzola, sono arrivata ad un punto che quasi volevo farmi la nottata insonne pur di andare avanti. E niente, mi sta piacendo davvero tanto. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Come avevo promesso a mia madre, leggerò uno dei suoi libri e il libro in questione sarà Sei casi al BarLume di Marco Malvaldi - che le ho regalato per la festa della mamma. Gli altri della serie non li ho letti, ma non è un problema: questi sono sei racconti che si trovavano in altrettante antologie e quindi sono "slegati" dalla serie. Oltretutto so di andare sul sicuro perché a mia madre tutti i libri del BarLume sono piaciuti tantissimo e in più di un'occasione ha riso così tanto da piangere - leggendo poi a voce alta a me e mio padre diversi spezzoni dei vari romanzi. 
Infine torno alla lingua inglese con un libro che però è stato tradotto in italiano alla fine dell'anno scorso, ovvero Simon vs. the Homo Sapiens Agenda di Becky Albertalli - alias Non so chi sei, ma io sono qui della Mondadori. 

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Eccoci giunti alla fine di questo appuntamento #54 con il WWW Wednesday! 
Mentre mi scrivete nei commenti le vostre letture o mi lasciate il link dei vostri post - poi passo a ricambiare - io intanto mi attivo per cercare la quarta stampante della mia vita. *sospiro di esasperazione misto a rassegnazione*
Cheers!

martedì 23 maggio 2017

Teaser Tuesday #11 | "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano

Oggi vi lascio con un piccolo estratto del libro che ho cominciato ieri mentre attendo - magari invano - che il tecnico mi richiami per farmi sapere della mia stampante che ha in ostaggio da lunedì scorso.   

Che pazienza.  

Teaser Tuesday è una rubrica del martedì ideata dal blog Should be Reading con lo scopo di condividere con voi lettori uno spezzone di un libro che abbiamo attualmente in lettura.

1. Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso
2. Condividi un breve estratto da quella pagina
3. Attenzione a non fare spoiler!
4. Riporta anche il titolo e l'autore del libro così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.


Gioia è sempre stata abituata a sapere, almeno vagamente, quello che fa. Non le è mai capitato quello che le è appena successo: cioè di fare qualcosa senza nemmeno sapere bene perché. È solo che a un certo punto, la sua mano così vicina, il suo viso e quello spicchio di luce sugli occhi di lui, quel momento in cui tutto è stato buio... be', le è venuta fuori una paura come non ne ha avuta mai. Paura vera, e strana, perché in fondo le piaceva quello che stava succedendo - per quanto non stesse succedendo niente di che, lui le ha sfiorato la mano per un paio di secondi, forse anche meno - però le piaceva, e al tempo stesso le faceva paura, e tanta.     

(Enrico Galiano - Eppure cadiamo felici)

lunedì 22 maggio 2017

Chi ben comincia... #5 | "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano

Sono qui, con decisamente troppe poche ore di sonno alle spalle, per mostrarvi con questo nuovo appuntamento della rubrica Chi ben comincia... il libro che ho iniziato oggi. E di cui ho già letto quasi un centinaio di pagine tanto scorre bene. 

Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Ad ogni appuntamento viene presentato l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da aiutarci a capire se il libro merita la nostra attenzione.

1.Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
2. Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
3. Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
4.Aspettate i commenti



   LUCA TI AMERÒ PER SEMPRE

   SPATARO VECCHIO PORCO
 
   L’AMORE È COME IL PROFUMO FACILE DA METTERE DIFFICILE DA TOGLIERE IMPOSSIBILE DA DIMENTICARE

   IERI HO SCOPATO CON CASALI 3ª C E STATO BELLISSIMO

   DIMENTICHI LA COSA PIÙ IMPORTANTE: DIMENSIONI?

   ALMENO METTI L’ACCENTO SULLA E, ANALFABETA!

   Le conosce ormai a memoria queste scritte, Gioia Spada, eppure ogni mattina non riesce a fare a meno di rileggerle una per una, mentre mastica la sua brioche al mirtillo, seduta a gambe incrociate sulla tazza del water.
   Fuori dalla porta, le voci di almeno sei o sette delle sue compagne che ridono, si truccano e si chiedono consigli su cosa scrivere a quello stronzo che non si fa sentire mai.
   Che poi ci scommetterebbe tutta la sua collezione di vinili dei Pink Floyd: è stato quello scemo di Casali a scriverla, quella frase. È proprio il tipo capace di entrare di nascosto nel bagno delle femmine col pennarello in mano a vergare una tale perla di saggezza, per far credere a tutte le ragazze della scuola di essere un vero maschio alfa. Una specie di operazione di marketing, in pratica. Anche abbastanza astuta, va bene: ma che più squallida non si può.
   E poi, quella E senza accento: una specie di firma, per un ignorante figlio di papà come lui.
   Suona la prima campanella: le sue compagne sgattaiolano fuori ridendo e Gioia ha ancora da finire mezza brioche. Si sfiora, come fa sempre, la piccola cicatrice che ha dietro l’orecchio destro, mentre conta i secondi che servono per uscire senza essere vista da nessuno.
   La colazione la fa a scuola perché a casa, be’, è meglio esserci solo da non svegli. L’ideale sarebbe forse esserci da non vivi, perché probabilmente solo un morto sarebbe a suo a gio nel suo ambiente familiare: così da qualche mese a questa parte arriva a scuola prima, si chiude in bagno, e mangia lì.
   Gioia Spada: diciassette anni, capelli rossi naturali, una pioggia di lentiggini che dal naso scende giù fino agli zigomi. Due occhi che sono due grandi laghi blu, di quelli che sembrano sempre lucidi, anche quando non lo sono. Camicia di flanella a quadrettoni sempre addosso, insieme a un paio di jeans strappati e sgualciti, ma non di quelli strappati e sgualciti che in realtà costano come due mesi di affitto: sono semplicemente vecchissimi, e sono gli unici che ha. Fisico anche abbastanza asciutto, se non fosse per gli standard che si ritrova intorno, che la fanno sembrare costantemente un paio di chili sopra la media. Lei, del resto, non ci sta neanche attenta, o per essere più esatti non gliene frega proprio niente: non si è mai truccata in vita sua, e dedica alle operazioni del pettinarsi e vestirsi lo stesso tempo che vi dedicherebbe un maschio, forse anche meno.

(Enrico Galiano - Eppure cadiamo felici)

domenica 21 maggio 2017

[Recensione] "Sweethearts" di Sara Zarr

Una recensione di domenica è insolita, ma dovevo proprio scriverla non appena ho finito il libro - è stata una necessità impellente. 

Non ricordo come e quando ho scoperto questo libro per la prima volta. 
Ricordo solamente che è stato uno dei primi libri che ho visto su Goodreads quando mi sono iscritta nel 2013 e in quel periodo cercavo la fine triste o dolceamara in qualsiasi libro che leggessi o in qualunque film guardassi - e Sweethearts sembrava proprio corrispondere ai requisiti da me cercati.


Titolo: Sweethearts
Autrice: Sara Zarr
Data di uscita: 1 gennaio 2009
Data di uscita originale: 1 febbraio 2008
Pagine: 217 (copertina flessibile)
Editore: Little Brown Books for Young Readers

Trama [tradotta da me]: Da bambini, Jennifer Harris e Cameron Quick erano entrambi degli esclusi. Erano anche l'unico amico l'uno dell'altra. Così quando Cameron scompare senza nessun avvertimento, Jennifer pensa di aver perso l'unica persona che l'avrebbe sempre capita. Ora alle superiori, Jennifer si è trasformata. Conosciuta come Jenna, lei è popolare, felice ed esce con qualcuno - tutto quello che "Jennifer" non poteva essere. Ma ancora non riesce a liberarsi del ricordo del suo amico perduto da tempo.
Quando Cameron ricompare improvvisamente, entrambi devono affrontare i ricordi del loro passato condiviso e le direzioni drasticamente diverse che le loro vite hanno preso.


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Le tag-line, se pensate e scelte con cura, su di me hanno sempre l'effetto desiderato: mi fanno sempre sentire come un pesce preso all'amo.  
Questa non è stata da meno. 


"Certain people come into your life...and leave a mark."

Jenna Vaughn non si è sempre chiamata così. 

Il suo nome era Jennifer Harris: una bambina con qualche chilo di troppo, un padre che se n'è andato quando aveva due o tre anni e una madre sempre assente tra il lavoro alla tavola calda e la scuola da infermiera. 
Il suo unico amico era Cameron Quick, un bambino lasciato in disparte come lei dai loro compagni di scuola e l'unico sempre pronto a difenderla dalle angherie dei bulletti. E Cameron era l'unico che la conoscesse davvero e a volerle bene per quella che era. Cameron era il suo porto sicuro nella tempesta - questo fino al giorno in cui è semplicemente svanito e la sua personale aguzzina Jordana le ha detto che era morto. 
Jennifer ovviamente non ci poteva credere, ma quando ha cercato conforto in sua madre si è semplicemente sentita rispondere "mi dispiace"

Con un funerale immaginario nella sua testa a Cameron, Jennifer decide di seppellire anche quella versione di se stessa. Decide di perdere peso, si allena per correggere i difetti di pronuncia, ignora le battute e i commenti di Jordana e Matt. E quando intorno alla seconda media sua madre sposa il suo nuovo compagno Alan e si trasferiscono in un nuovo distretto scolastico, Jennifer decide di cambiare nome e di diventare Jenna Vaughn - una ragazza che non piange più, sempre affidabile e sorridente e disponibile. Una ragazza la cui vita è facile e lineare e con diversi amici e da tre mesi un ragazzo. 

Non ha mai dimenticato Cameron, ma la sensazione diventa più intensa nel giorno del suo diciassettesimo compleanno. Jenna ha sempre odiato il suo compleanno sin da quando ha compiuto nove anni e a lei e Cameron è accaduto qualcosa di terribile - qualcosa che lei non ha mai confessato a sua madre, qualcosa di cui lei e Cameron non avrebbero mai parlato prima che lui sparisse, qualcosa che noi scopriamo poco alla volta perché Jenna non è pronta a ricordare l'evento nell'insieme tutto in un colpo. 

E proprio nel giorno del suo compleanno Cameron rientra nella vita di Jenna, prima con un biglietto di auguri indirizzato a Jennifer Harris e poi presentandosi nella sua scuola - mandando quindi in frantumi la convinzione che Cameron fosse morto degli ultimi otto anni. Con Cameron, un po' di Jennifer Harris torna in superficie e questo mette Jenna di fronte al suo passato e alla sua vita presente, mandando anche un po' in crisi i rapporti con i suoi amici e il suo ragazzo. 


Questa è una storia d'amore, ma non vi aspettate l'amore romantico. 
Quello che lega Jenna a Cameron - e quello che lega Cameron a Jenna - anche dopo otto anni di lontananza e silenzio è un tipo di amore che va al di là dell'amore romantico o del rapporto tra fratello e sorella. La stessa Jenna dice che non esiste una definizione, che niente sarà mai abbastanza e che ci sarà sempre qualcosa di più tra di loro - qualcosa che ha origine in quello che hanno condiviso e quello a cui sono sopravvissuti e che nessuno può capire. 
Quello che lega Jenna e Cameron è l'amore di qualcosa mai risolto, lasciato in sospeso - una sensazione che entrambi si porteranno sempre nel cuore fino al loro ultimo respiro. 

Cameron torna nella sua vita otto anni dopo, più alto e più forte, emancipato e indipendente e riluttante a chiedere aiuto. Torna deciso a ricambiare Jenna per quella volta a nove anni in cui lei gli ha salvato la vita, mostrandole e ricordandole la sua forza e il suo coraggio - tratti che appartenevano a Jennifer e che Jenna sembra aver dimenticato nel corso della sua trasformazione. 
Il loro è ora un rapporto fatto di silenzi, sguardi e ancora esclusivo come otto anni prima perché ancora si conoscono meglio di come li conoscono gli altri, ma riconoscono anche quello che è cambiato l'una nell'altro e c'è quell'urgenza di voler stare insieme e riscoprirsi colmando tutte le lacune - specialmente da parte di Jenna. 
Jenna vorrebbe salvarlo ancora una volta, ma si rende conto che non tutti sono disposti a farsi salvare e che non sempre è comunque possibile farlo. Cameron imparerà da solo a cavarsela, come ha fatto negli anni precedenti, e capirà qual è la cosa giusta da fare osservando Jenna nella sua nuova vita e in famiglia, prendendo come modello Alan. 

Alan, il patrigno di Jenna, mi è piaciuto davvero tanto. Lui e Jenna hanno un bellissimo rapporto e lui sembra molto più percettivo e attento nei suoi confronti di quanto lo sia sua madre, che invece non mi è piaciuta. Non mi è piaciuta soprattutto quando, anche una volta saputa la verità, per sopire i suoi sensi di colpa ha ignorato ancora una volta i bisogni di Jenna pur di non ammettere i suoi fallimenti come madre e preoccupandosi solamente di Cameron. Che, per carità, Cameron ha passato l'inferno ma comunque ha imparato a farcela da solo.

Questo libro parla di amore, di un amore così intenso che è impossibile dargli un nome o un'appartenenza specifici. Il romanzo è permeato di quel senso di nostalgia, malinconia e di "e se..." al pensiero di come sarebbero potute essere le loro vite se non si fossero separati. Jenna e Cameron condividono ancora quel legame che nessuno può comprendere, ma allo stesso tempo devono fare i conti con le vite che si sono costruiti e incontrandosi di nuovo hanno entrambi restituito uno all'altro le persone che sono state e la forza di accettare chi sono stati, chi sono ora e chi diventeranno anche lontani. 

Lo ripeto: non si tratta di un amore romantico. Lo è sotto alcuni aspetti, ma non lo è nel senso canonico di coppia. Ho pianto in diversi punti e ho compreso Jenna ad un livello che solo una persona che ha provato a seppellire chi era stata per diventare qualcuno di diverso può capire. Perché l'ho fatto anche io, perché anche io ho provato la scomodità di sentire quella vecchia versione di me stessa che si risvegliava e ho provato la paura di non riuscire a gestirla e a rimetterla a nanna perché non la accettavo. 
Sara Zarr - anche se in sole 217 pagine - parla di problemi con il cibo, bullismo, immagine e percezione di sé, abuso di minore e trascuratezza da parte dei genitori e dell'impatto che tutto questo ha sulla crescita mostrandoci il disagio che Jenna tace e che nessuno dei suoi amici prova ad ascoltare.

Ci sono persone che lasciano dei segni nelle nostre vite, ma con il passare degli anni restano nella nostra memoria solo i gesti da loro compiuti oppure le parole pronunciate perché la persona in sé perde di significato e perché avrebbe potuto essere qualcun altro, ma il gesto che ci ha segnati sarebbe rimasto invariato.
E poi ci sono quelle persone che sono diventate parte di noi e della nostra anima, quelle il cui nome ancora ci fa sussultare, quelle con cui non si hai mai una conclusione definitiva perché le cose da dire a riguardo sembrano non finire mai e i ricordi si confondono, si mescolano in ordine temporale o sono incompleti ma ancora non riusciamo a toglierci di dosso quel senso di insoddisfazione - quel senso di qualcosa lasciato in sospeso. 


venerdì 19 maggio 2017

[Release Blitz] "Cassia" (Deceptive Hunters #3) di Giovanna Roma

E dopo il cover reveal di inizio mese, eccoci qua finalmente con il release blitz di Cassia di Giovanna Roma, terza installazione della serie Deceptive Hunters
Continuate a leggere perché Giovanna ha pensato ad una sorpresa per voi. 


Ma procediamo per gradi e vediamo prima tutti i dati del libro!


Titolo: Cassia
Serie: Deceptive Hunters #3
Autrice: Giovanna Roma
Editore: Self-pubblishing
Genere: Dark romance
Data di pubblicazione: 16 maggio 2017
Prezzo: € 2,99


Sinossi: Non posso tornare indietro, né procedere con la mia vita.
Sono stata classificata inadatta a vivere nella società. Rinchiusa come un animale.
E questo ha attirato la loro attenzione.
Stanno venendo a prendermi.
Uno dei due vuole quello che nascondo nella testa. Vuole scagliarmi contro la sua preda.
L'altro vuole togliermi di mezzo per sempre.
Entrambi mi spingono verso il precipizio e io sono costretta all'impensabile.
La loro offerta non ha affatto il gusto di un'offerta.
Uscirne è impossibile.
Divengo parte di un piano già in atto.
Divengo l'ultima creatura nella quale pensavo di tramutarmi per continuare a vivere.
Divengo una cacciatrice. 


>> Attenzione<< Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente, linguaggio forte e rapporti sessuali di dubbio consenso o non consensuali. Non adatto a persone sensibili al dolore e alla schiavitù. Non sono frasi fatte, è la verità. Si prega di seguire l'avvertimento.


 
Estratto: 
   Adam non ribatte, prende del tempo per osservarmi. Persino quando tace incute soggezione. Non sa cosa dire, ho vinto. Ne sono convinta finché il suo pollice preme intimidatorio sulla mia gola.
   «Non tirare la corda.» Il fumo esce dalla sua bocca e mi lacrima gli occhi. Quando il volto ricompare dalla foschia, avrei preferito rimanerne nascosta. «Perché si spezza» sussurra sotto i miei colpi di tosse. Infine allunga un braccio indietro e restituisce il bicchiere a Kirill.
   «Cassia non è pronta per la missione. La sua incapacità di sottostare alle direttive di un superiore è evidente.» L'amico afferra il calice. Ormai Adam mi dà le spalle. Le mani iniziano a sudarmi. «Non ti improvvisi sicario dall'oggi al domani.» Kirill si sposta per liberargli l'uscita. «Non capisci cosa siano il duro lavoro e la disciplina.»
   Spegne la sigaretta con un gesto brusco sul portacenere del carrello dei liquori. Mi condanna senza guardarmi. Ho l'assurdo senso di panico quando deludo qualcuno, quando temo che mi stiano abbandonando perché non mi sono impegnata abbastanza. Il nodo alla base della gola è difficile da mandare giù.
   «Aspetta!» urlo d'impulso. Non ci penso. Se l'avessi fatto, mi sarei tappata la bocca con entrambe le mani. Adam si irrigidisce, ma attende che prosegua per
onorarmi dei suoi occhi. Sperava nella mia resa?
   «Sono pronta a lavorare...» La sua testa si inclina, lo sguardo intercetta la mia figura. «Per Razov.» E i suoi smeraldi diventano selvaggi e abissali.  
   Il mio petto riprende a gonfiarsi d'aria, il sangue a fluire misurato nelle vene.
   Lavorerò per lui, non per te.
   Mai per te.
© "Deceptive Hunters Series" - "Cassia" di Giovanna Roma

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E ora è il momento del regalo che Giovanna ha pensato per voi! 

 
Il giveaway prevede ben tre copie digitali del romanzo "Cassia". Il contest durerà dal 16 al 23 maggio. Il 24 maggio Giovanna estrarrà il vincitore attraverso i suoi canali social e consegnerà i premi il giorno stesso sui loro Kindle.
 
Partecipare è semplice e sono certa molti passaggi li abbiate già fatti:
 
- #Like alla sua pagina autrice su FB;
- #Condividere il post fisso della sua pagina  sulla vostra bacheca FB in modalità PUBBLICA;
- #Commentare il  suo post fisso con i link (o screen) di entrambe le vostre recensioni per "Adam" e "Razov" su Amazon. Capite bene che si tratta dell'ultimo romanzo di una serie e Giovanna vorrebbe evitare che vi roviniate il finale. :)
 
Entrare nel suo gruppo Giovanna Roma's News non è obbligatorio, ma molto apprezzato. 

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L'autrice:
Nata e cresciuta in Italia, Giovanna Roma ha viaggiato sin da bambina. I generi che legge spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non la convince, concede sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. 
Giovanna è autrice dei romanzi La mia vendetta con te e il suo sequel Il Siberiano e lo storico Il patto del marchese

Dove trovarla: Blog | Goodreads | Facebook | Twitter | Pinterest | Google+ | YouTube | Pagina Amazon

mercoledì 17 maggio 2017

WWW.. Wednesday! #53

Mentre continuo ad aspettare un miracolo per la stampante - miracolo che deve avvenire visto che avevamo appena sostituito la cartuccia del colore *inserire imprecazione a piacere*, torniamo oggi sul blog con un nuovo appuntamento della rubrica più famosa del mercoledì: il WWW. 

Perché oggi è mercoledì, vero? Ultimamente le cose si sono fatte confuse tra un #mainagioia e un altro.
    


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Sono riuscita a leggere due libri in questa settimana. 
Il primo è stato The List di Siobhan Vivian - e no, voi non volete che io parta con un altro monologo come quello della recensione. Che, tra parentesi, trovate QUI
Il secondo, concluso lunedì notte anche se poi ieri mi sono alzata alle 6:30 del mattino - come oggi - e con tre ore scarse di sonno alle spalle, è stato Dreamwalker: la ragazza che camminava nei sogni di Mariachiara Cabrini. È diverso dalle sue precedenti opere, ma a me è piaciuto. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho letto sì e no una decina di pagine di Sweethearts di Sara Zarr, ma quando sono arrivata a casa ieri sera ero troppo stanca e il mio cervello si rifiutava di collaborare e di fornirmi un po' di concentrazione. Oggi però conto di andare avanti. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Il prossimo titolo sul mio comodino è Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano, il cui incipit mi aveva riportata immediatamente ai miei anni di liceo. 
Poi non lo so, immagino che forse accontenterò mia madre che vuole che legga un libro dei suoi. Quello che io le ho regalato per la festa della mamma. E sì, lo so che è stata solo tre giorni fa, ma che vi devo dire: è una scheggia. 

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E anche questo post è programmato perché sono fuori casa pure oggi, anche se spero che sarà meno un tour de force. 
Ma non preoccupatevi, non mancherò di rispondere ai commenti con le vostre letture o con i link dei vostri post - fermo restando che dei commenti ci siano! xD
Cheers! :)

martedì 16 maggio 2017

[Recensione] "Dreamwalker: la ragazza che camminava nei sogni" di Mariachiara Cabrini

Alla fine ho fatto una super-maratona notturna e l'ho finito - in fondo le mie occhiaie violacee non sono storia nuova per nessuno e io dovevo sapere
Questo post è programmato perché in questo momento io sono fuori casa e rientrerò soltanto stasera, ma sentitevi pure liberi di leggere questa recensione e scorazzare a vostro piacimento per il blog!


Titolo: Dreamwalker: la ragazza che camminava nei sogni
Autrice: Mariachiara Cabrini
Data di uscita: 27 aprile 2017
Pagine: 306 (Kindle edition)
Editore: PubMe

Trama: Diana ha perso cinque anni della sua vita. Vorrebbe che non fosse accaduto, ma non può cambiare il passato, né cancellare le cicatrici che le ha lasciato. Può solo ricominciare da capo. Costruirsi una nuova identità, trovare nuovi amici, un nuovo scopo, e nascondere a tutti il suo segreto. Nessuno potrebbe mai immaginare che dietro i suoi abiti sempre coordinati, la sua quieta determinazione nello studio e l’abilità di creare dolci squisiti, si celi una paura che stenta a tenere a bada. Nemmeno Sebastiano, l’assistente del corso di giapponese che Diana ha iniziato da poco a seguire. Quando la guarda, lui vede solo una ragazza attraente, con gli occhi grigi più belli che abbia mai visto, ma quando lei lo guarda vede ciò che sta cercando disperatamente di lasciarsi alle spalle. Vede un incubo che le impedisce di dormire, un dolore che l’ha cambiata per sempre e che non vuole mai più provare. Amare è un rischio che non vuole correre di nuovo, ma la scelta non è unicamente nelle sue mani, e osare potrebbe permetterle di raggiungere un traguardo che non aveva mai neppure osato sognare.

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Avevo già letto due opere di Mariachiara e mi erano piaciute, quindi non ho esitato ad accettare quando mi ha proposto la lettura del suo ultimo lavoro e la ringrazio per la copia digitale. 

Mi sto chiedendo come fare a parlarvene senza fare spoiler. 

Il romance con un pizzico di paranormal non è un genere che leggo spesso - perlomeno non lo leggo assiduamente da diversi anni. C'era qualcosa però nella trama di Dreamwalker che ha stuzzicato la mia curiosità. 

Conosciamo Diana in un brutto periodo della sua vita, quello in cui ha veramente toccato il fondo. Ha fatto molti sbagli, ha commesso molte azioni deprecabili e tutte per sopravvivere e per punirsi e per anestetizzare i sensi di colpa che la tormentano. 
Sono la somma di cinque anni che vuole cancellare, ma ancora così tangibili da portarne addosso le cicatrici e le sofferenze. 

Diana è tornata a Verona cinque anni dopo che l'ha lasciata e sta cercando di tornare a vivere, tentando di trovare qualcosa il più simile possibile alla normalità che non avrà mai più. Rincorre il sogno che aveva da adolescente, quello di studiare lingue straniere e diventare traduttrice ed ecco che si iscrive all'Università - facendo un po' da mamma chioccia/sorella maggiore alla sua coinquilina Elisa e ai suoi vicini Roberto e Cristiano più giovani di lei di qualche anno e viziandoli con il suo talento nascosto per i dolci. 
E quando lo studio si fa troppo intenso, in alternativa alla cucina per rilassarsi va a correre e in palestra. 

E poi un giorno incrocia due occhi che le sono fin troppo famigliari e quelle poche certezze che aveva guadagnato crollano. 
Sebastiano assomiglia incredibilmente al suo primo amore, ma Diana sa che è impossibile - sa che non può essere lui. Razionalmente lo sa. 
E se le similitudini sono tante, altrettante lo sono le differenze e Diana non potrà impedirsi di lasciarsi catturare da quel sentimento che sta nascendo anche contro la sua volontà. 

Quest'opera di Mariachiara è diversa dalle altre e anche se manca quell'ironia che permetteva di ridere insieme alle sue protagoniste, lo stile adottato in questo romanzo fa entrare davvero in empatia con Diana - con la sua incertezza, con la sua confusione, con la sua tristezza, con il suo dolore. 
Anche se le pagine del mio Kindle erano scritte in modo fitto, mi sono ritrovata a leggere le parole tutte d'un fiato tanto scorrevano fluide nonostante qualche piccolo refuso. 

Questa è una storia di rinascita, coraggio, paura, sfida e speranza. 
È una storia in bilico tra sogno e realtà, tra quello che le distingue e quello a cui ci aggrappiamo quando è il momento di scegliere. 
È una storia di accettazione: di noi stessi, del nostro passato e dei nostri errori. Ma anche delle scelte degli altri e di quello che queste comportano. 
È una storia che parla di ciò a cui ci appoggiamo quando ne abbiamo bisogno e di ciò in cui scegliamo di credere - perché alla fine quella scelta è solo nostra. 

La ricerca che Mariachiara ha fatto per questo libro si vede perché ho riconosciuto molte cose - temi, situazioni e problemi - della serie televisiva Perception, che parla proprio di uno degli argomenti affrontati dalla protagonista. 

Diana è una ragazza forte, tenace ma anche consapevole dei propri limiti - anche se a volte tenta comunque di superarli perché non è mai stata capace di arrendersi. 
Anche i personaggi secondari sono degni apprezzamento: Marzio, oltre che ad essere un personal trainer che ti spreme fino al midollo, è anche un buonissimo amico e non potrete restare indifferenti a Federico, il suo fratello minore. 

È una storia che porta il lettore a chiedersi quale sia il sogno e quale sia la realtà insieme a Diana, a stare in ansia per il suo destino e a fare il tifo per lei - fino alla fine. Perché la speranza e la felicità esistono sempre, anche negli angoli più bui nei quali sono nascoste. 

lunedì 15 maggio 2017

What's on my bedside table? #18 | "Dreamwalker" di Mariachiara Cabrini

Avete presente quell'incredibile sfortuna che mi aveva colpita a marzo? 
Bene, oggi si è ripresentata. Avevo ben pensato di concludere il libro oggi ma ehi, si è rotta la stampante e sono corsa in paese - conciata come la peggiore barbona mai vista - a stampare in edicola quello che mi serviva, poi sono stata al telefono con il supporto tecnico - inutile come pochi - e poi con il tecnico che mi aveva aggiustato il cellulare, il quale poi mi ha indirizzata da un altro. E anche lì è stata un corsa per portargli la stampante prima che chiudesse e adesso recitate tutti una preghiera insieme a me. 
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Dreamwalker" di Mariachiara Cabrini
Il paranormal romance non è un genere che leggo abitualmente, ma questo mi ha intrigata sin dall'inizio


SONO A... 
Pagina al 61%. Giuro che pensavo di finirlo oggi e se non fosse insorta tutta la sfortuna contro di me, l'avrei anche concluso - a quest'ora però non ne sono più sicura e domattina mi devo svegliare anche alle 6:30. Comunque mi sta piacendo molto, uno stile semplice ma estremamente delicato e poetico e che fa davvero entrare in empatia con la sua protagonista. 


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... perché la sua autrice è stata così gentile da mandarmene una copia in digitale e avevo già apprezzato due suoi precedenti lavori.

venerdì 12 maggio 2017

[Recensione] "The List" di Siobhan Vivian

Di questa autrice voi starete leggendo Noi, gli unici al mondo - che però a me non ispira. Mi ispirava invece questo suo romanzo precedente, che risale al 2012 e che è ancora inedito in Italia. 

Come fare a parlarvene senza scendere forse un po' nel personale è qualcosa che ormai ho smesso di chiedermi. E se la cosa vi dà fastidio, allora vi consiglio di saltare la prima parte di recensione dopo la trama.


Titolo: The List
Autrice: Siobhan Vivian
Data di uscita: 7 aprile 2016
Data di uscita originale: 1 aprile 2012
Pagine: 384 (copertina flessibile)
Editore: Mira Ink

Trama [tradotta da me]: Succede ogni settembre - LA LISTA viene distribuita in tutta la scuola. 

Due ragazze sono scelte da ogni anno. 

UNA RAGAZZA VIENE NOMINATA LA PIÙ BELLA. 
UNA LA PIÙ BRUTTA. 

Le ragazze che non sono scelte vengono dimenticate in fretta. 
Le ragazze che invece lo sono diventano il centro dell'attenzione e ognuna di loro reagisce in modo diverso all'esperienza. 

Quando scoprono di essere le vittime di quest'anno, Danielle, Abby, Candance, Lauren, Sarah, Bridget, Jennifer e Margo lottano contro i giudizi dei loro compagni. Dopotutto, più bella o più brutta, una volta che sei sulla lista non sarai mai più la stessa. 

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Presumo che ogni scuola superiore abbia le sue tradizioni. 
Presumo che per quanto si possano invidiare le scuole superiori americane che si vedono nei (tele)film, bisogna ammettere che anche le nostre non mancano di alcune loro caratteristiche e forse dovremmo essere grati di non averne altre. 

Non so come funzioni per chi vive in città, se le cose siano uguali o più facili oppure più difficili. Quella che vi posso offrire io è la mia esperienza e dalla mia prima liceo sono passati quattordici anni - anche se a volte sembra ieri. 
Quella che vi posso offrire io è la vita quattordici anni fa di una scuola superiore di paese: un polo scolastico con quattro indirizzi di studio diversi e circa 600 studenti provenienti dal paese stesso della scuola e da quelli limitrofi. 

Il punto è questo: se le medie sono state un inferno e speri di cambiare vita una volta al liceo, dovresti metterti in testa che se finisci nello stesso istituto (anche se in indirizzi diversi) con quelli che erano i tuoi compagni di classe, le cose di fatto non cambiano. Un po' perché le voci corrono e un po' perché nei tre mesi estivi tu non hai fatto tutto questo gran cambiamento radicale. 

Ma per tornare in tema di tradizioni, anche la mia le aveva: avevamo il concerto di Natale in aula magna, avevamo il Palio per Carnevale con tutti e quattro gli indirizzi che sceglievano un tema ed inevitabilmente vinceva sempre il liceo scientifico, avevamo la festa di fine anno in cui si poteva girare liberamente per la scuola nell'aria di festa ed estate che finalmente si respirava - e con qualche alcolico fatto entrare di straforo, ma questo non ditelo in giro. 

Ma per chi non era del paese e quindi non andava a scuola a piedi oppure in bicicletta, c'era un'altra tradizione - una tradizione temuta da tutti quelli del primo anno che andavano a scuola in treno oppure in pullman come la sottoscritta e tramandata di passaparola in passaparola da fratelli e sorelle più grandi. 
Noi la chiamavamo "fare il primino" e durava circa il primo mese di scuola, al massimo un mese e mezzo. In pratica consisteva in questo: i ragazzi di quinta prelevavano i "primini" e li portavano in fondo al pullman e magari li facevano cantare, scrivevano con il pennarello sulle loro braccia e qualche volta in faccia, ogni tanto li facevano "ballare" aggrappati al palo del pullman. Insomma, il "gioco" era quello di strapazzarli un po' e metterli in imbarazzo. 
C'era anche chi si offriva volontario perché prima ti sottoponevi al "primino" e prima ti liberavi dell'incombenza - difficilmente ti avrebbero scelto una seconda volta, ma capitava e non importava l'affermazione di averlo già fatto: se ti chiamavano, dovevi andare comunque. 
Io, per un miracolo che mi sto ancora a chiedere da dove sia venuto, l'ho scampata - c'è anche da dire che una volta sono scivolata così tanto sul sedile nella speranza di non fami vedere che ero praticamente seduta per terra. 
Forse ero ancora invisibile, forse ancora nessuno sapeva chi ero, forse non ero abbastanza interessante, forse non avevano ancora completamente realizzato il potenziale di divertimento che ci avrebbero ricavato a seguire nei mesi e negli anni successivi: non lo so. 


E proprio di tradizioni scolastiche si parla in questo libro, di una tradizione che non si ricorda nemmeno quando sia cominciata ma che viene aspettata - tra eccitazione oppure sconforto - ogni ultimo lunedì di settembre puntale come un orologio svizzero: La Lista.
Non si sa chi sia a scriverla, se un comitato di soli ragazzi o di sole ragazze oppure misto, se invece magari a scriverla è una sola persona che si elegge a giudice incontestabile. E proprio per assicurare la "legittimità" della Lista, nell'angolo in basso viene apposto il timbro della scuola rubato anni fa da un cassetto in presidenza. 

Oltre ai vari "figo/a" e "sfigato/a" che stavano ad indicare la bellezza e la popolarità o meno di uno studente, avevamo anche noi il vizio di fare di tutta l'erba un fascio e incasellare tutti a seconda dell'indirizzo che frequentavano. 

Alla Mount Washington High tutte le categorie - atleti, sfigati, vergini, poco di buono, drogati, secchioni, eccentrici e qualunque altra categoria vi venga in mente - vengono annullate tranne due: la più bella e la più brutta di ogni grado scolastico. 

La lista che gli studenti trovano il lunedì mattina recita questo verdetto:
- per i freshmen la più brutta è Danielle DeMarco, paragonata ad un ragazzo in quanto a corporatura e la più bella è Abby Warner perché la genetica è stata più generosa con lei rispetto a sua sorella;
- per i sophomores la più brutta è Candace Kincaid perché non importa quanto sia bella la tua pelle, se sei brutta dentro si vede comunque e la più bella è Lauren Finn perché ha il fascino della nuova arrivata;
- per gli juniors la più brutta è Sarah Singer perché sembra stia cercando di essere il più brutta possibile e la più bella è Bridget Honeycutt perché guarda un po' che differenza ha fatto l'estate;
- per i seniors la più brutta è Jennifer Briggis e complimenti Jennifer, sei l'unica ragazza in tutta la storia della Mount Washington High ad essere comparsa sulla lista in questa categoria per quattro anni di fila e la più bella è Margo Gable, il che le garantisce già la vittoria come regina del ballo di inizio anno. 

Questo è un libro che affronta un tema per me spinoso: quello della bellezza e il modo in cui noi stessi ci vediamo, ma anche come veniamo giudicati dagli altri. 

Dimenticatevi i clichés perché se anche ci sono, sono talmente sfumati che è impossibile puntare il dito ed individuarne uno con precisione. 
Perché la mean girl non è esattamente una mean girl e quella che sembra una vittima finisce per essere la vera cattiva. 

Il punto è che, belle o brutte, la Lista crea il caos nella vita di ognuna di queste ragazze e se otto punti di vista vi possono sembrare eccessivi, lo sono solo perché coprendo un'unica settimana - quella dalla pubblicazione della Lista il lunedì al ballo del sabato sera - non abbiamo poi modo di sapere come si risolveranno le varie situazioni alla fine dell'anno. Questo è soltanto uno spaccato di vita, lo tsunami con solo una parte del disastro che si lascia alle spalle. 
Sono forse eccessivi perché in così poco tempo non sappiamo tanto del background delle ragazze, ma una volta letto il loro primo punto di vista poi è facile riconoscere le loro voci e riconoscere chi è in quale grado e in quale categoria - non ho nemmeno avuto bisogno di andare a vedere la Lista all'inizio del libro. 

Questa è una storia di bullismo, fondamentalmente. 
E lo è perché qualcuno si elegge a giudice supremo, valorizzando o sminuendo alcune ragazze in particolare per ragioni che non sono per niente obiettive e stabilite sulla base del perché è così - e sì, poi si scopre chi è che ha scritto la Lista. 
Si tratta di bullismo perché questa presunta obiettività con "ragioni del tutto valide" è cieca rispetto ai problemi pre-esistenti e a quelli che contribuirà a far nascere. 

La Lista mette i riflettori addosso ad Abby, una quattordicenne che improvvisamente viene notata da tutti i ragazzi più grandi e invitata alle feste, convinta che sia solo questo a distinguerla e che non importa lo studio - tanto tutta l'intelligenza ce l'ha sua sorella Fern. 
Danielle ha le spalle larghe perché è una nuotatrice che sta cercando di entrare nella squadra della scuola, ma da quando chi ha scritto la Lista ha puntato i riflettori sulla sua corporatura muscolosa tutti la chiamano con epiteti e aggettivi maschili e il suo ragazzo ha cominciato ad evitarla, senza neanche difenderla. 
Candace è bella e sa di esserlo, ma protesta vivacemente quando viene scelta come la ragazza più brutta dei sophomores. Ma lei è una vera mean girl e le sue amiche colgono l'occasione per piantarla in asso perché la Lista ha finalmente mostrato a tutti la vera natura di Candace. E ora tutte ruotano attorno a Lauren, che fino a quel momento era stata istruita a casa da sua madre e per lei è un mondo tutto nuovo e ha la tipica innocenza e curiosità dei bambini a scuola per la prima volta - ma se non fosse stato per la Lista forse nessuno si sarebbe accorto di lei. E Lauren è bella senza nemmeno provarci, ma avrei voluto davvero sapere di più del rapporto tra lei e sua madre perché è chiaro che c'è qualcosa che non va. 
Sarah è una ribelle, che fa la dura e odia tutti, ma non vuole ammettere che non ha mai superato il fatto che alle medie l'abbiano esclusa nonostante lei le abbia provate tutte per integrarsi. E come atto di protesta, dato che la Lista afferma che sta cercando di essere il più brutta possibile, si scrive "UGLY" in fronte e decide di non lavarsi per una settimana e di indossare gli stessi abiti, in modo da rovinare il ballo a tutti con la sua puzza e la sua ugliness
Bridget aveva iniziato ad avere problemi con il cibo all'inizio dell'estate quando le sembrava che il bikini la segnasse troppo, ma con il suo nome nella Lista come la più bella degli juniors cade dritta nell'anoressia, convinta che dopo il ballo riuscirà a riprendere a mangiare senza più la pressione dei giudizi.
Jennifer, al suo primo anno da ugliest girl, aveva fatto una scenata epocale che le aveva alienato tutti e da allora è quasi un obbligo metterla in Lista per vedere come reagirà. 
Margo... beh, è Margo. Era già stata la più bella al primo anno, l'anno scorso sua sorella era stata regina del ballo ed era naturale che toccasse a lei quest'anno. 

L'ho letto velocemente, per la voglia di sapere la prossima reazione di ognuna della ragazze e perché la struttura narrativa fa nascere nel lettore la curiosità. Ma se devo essere sincera, di alcune ragazze mi è importato più che di altre. 

Abby e Candace sono quelle che mi hanno dato più sui nervi. 

Abby per la sua ingenuità alla scoperta che lei sì, era stata nominata la più bella ma che sulla Lista ci fossero nominate anche delle ragazze brutte. 


"Ovviamente le dispiace che Danielle sia stata nominata la più brutta della loro classe, ma Danielle sembra tosta abbastanza da sopportarlo. E, spera, Danielle capirà che ci sono anche altre ragazze che avrebbero potuto essere nominate le più brutte. Come nel caso di Abby. È solo la fortuna del sorteggio."

Ma certo, Abby. Intanto tu sei stata nominata la più bella, che ne sai di cosa vuol dire essere additata da tutti come la più brutta? 
E Danielle potrà sembrare tosta, ma rischia di perdere il posto in squadra perché non riesce a concentrarsi e soffre per il comportamento del suo ragazzo. 

Candace è stata anche peggio perché secondo lei l'aspetto è quello che conta e che importa se sei brutta dentro come persona?


"«Non ha senso che io sia stata scelta come la ragazza più brutta del secondo anno.» [...] Candace vede, nello spazio di qualche secondo, almeno dieci ragazze che avrebbero dovuto essere scelte. Ragazze brutte che se lo meritano."

Il punto è che nessuno dovrebbe meritarselo. 

A qualcuno poi vengono i sensi di colpa per Jennifer e si cerca di promuovere questa campagna per farla diventare regina del ballo, ma non tutti la prendono bene. In quale mondo la ragazza più brutta può essere regina del ballo e spodestare la bella? 

Ho sofferto per Danielle, sono stata male per Bridget e ho sentito un'affinità con Sarah perché ho avuto anche io la mia fase ribelle da "odio tutti" - io però non avevo smesso di lavarmi. Capivo fin troppo bene l'essere stata esclusa alle medie e il voler poi diventare qualcuno che si discostasse completamente da tutte le altre pur continuando a provare una sorta di invidia. 

Quelle che mi hanno creato più conflitto interiore sono state Jennifer e Margo.
Margo e Jennifer erano migliori amiche prima delle superiori e il mio conflitto è nato nel momento in cui ho capito di essere stata entrambe. 
Avevo la mentalità di Margo nel momento in cui ha smesso di essere amica di Jennifer - quando questa la buttava giù con commenti apparentementi innocui che però ferivano Margo, quando Jennifer la soffocava e pretendeva di partecipare ad ogni uscita che Margo faceva con altri amici. Io avevo un'ex-amica così e capivo i sensi di colpa di Margo, ma anche il suo sollievo nel momento in cui la loro amicizia è finita. 
Ma sono (stata) anche Jennifer e se avessimo avuto anche noi una lista, niente mi avrebbe impedito di finirci sopra. E capivo il suo bisogno di avere qualcuno che la riconoscesse come bella per una volta. 

Non c'è giusto o sbagliato e si fa tanto presto a dire che la bellezza estetica non conta, ma sappiamo tutti che sono menzogne e che invece importa - importa tanto. 
Recentemente ho letto una recensione all'ultimo libro di Becky Albertalli (ancora inedito in Italia) in cui una blogger che seguo ha scritto che la protagonista non le è piaciuta perché cercava rassicurazioni negli altri sul fatto di essere bella, che l'autostima non poteva nascere nel momento in cui un ragazzo la trovava attraente. 
Credo che però questo grado di "validazione" cambi davvero da persona a persona. 
Oh, li conosco tutti i modi di dire - del tipo "nel momento in cui sei la prima a piacerti, poi anche gli altri lo noteranno". Credo però che quando passi l'adolescenza a sentirti dire che sei brutta, anche solo una persona che ti dica il contrario possa davvero fare la differenza nell'autostima - anche se magari non ci credi. Ma è già qualcosa. 

Questo libro parla di "bellezza", ma secondo me la questione è anche più complessa. 
Credo anche che il vissuto personale faccia davvero la differenza nel modo in cui alla fine viene percepito - e con questo non voglio dire che le ragazze belle che lo leggono lo percepiscano in modo diverso perché sono superficiali, proprio il contrario. Questo libro dimostra che anche essere etichettate come "belle" porta con sé dei problemi, più o meno grandi. 

Questo libro parla di "etichette" e conseguenze, di come quest'etichetta che ci viene appiccicata addosso da qualcun altro e che indica il nostro grado di bellezza alla fine non parla di tutto il resto - come se fossimo un oggetto e quell'etichetta ci indentifichi solo in base a quella caratteristica e non ci sia altro oltre a quello. 
In questo libro ci sono ragazze che non sanno di essere belle e vivono bene per questo oppure si distruggono mentre cercano di raggiungere un obiettivo impossibile e altre che lo sanno e ne fanno l'unica cosa sui cui puntare a dispetto di tutto il resto, ignorando chi è bella ma si sente uno schifo e chi è brutta e vorrebbe soltanto qualcuno che per una volta non glielo facesse notare. 

Questo libro parla di bellezza, ma in realtà si tratta solo di percezioni. 
Si tratta di persone che ti vedono in quel modo e altre che invece pensano il contrario e sta a te trovare quelle persone che vedono quella bellezza che è solo tua. 
Come Sarah nota ad un certo punto, non importa quello che fai - non importa se cambi modo di vestire o di acconciare i capelli o se perdi peso: quel gruppo di persone ha già scelto come vederti e niente farà cambiare loro idea. E questa è una cosa che ho provato sulla mia pelle perché nonostante i miei 28 anni ci sono persone che, quando le incontro, mi guardano e ancora vedono l'adolescente che sono stata. 

Ho scritto tantissimo e, più che una recensione, in realtà questa sembra una pagina di diario. Questo libro però ha smosso qualcosa dentro di me. 
Credo che sia un libro che smuova qualcosa dentro ognuno, che sia rabbia o tristezza o indignazione o sensi di colpa. Che da adolescenti siate state le belle ragazze popolari oppure quelle prese in giro, credo sia impossibile restare indifferenti di fronte a queste otto ragazze - l'unica pecca è non sapere come finiranno le loro storie e se risolveranno i loro problemi, lasciandosi poi alle spalle la Lista.