lunedì 31 luglio 2017

[Recensione] "After: un cuore in mille pezzi" di Anna Todd

Ed eccomi qua, più tardi di quanto avrei voluto con questa recensione - ma lavoro come minimo otto ore e mezzo anche la domenica e leggo solo nei ritagli di tempo, questo quando non decido di dare la priorità al sonno. 

Comunque, veniamo alla parte migliore di questo post. 


Titolo: After: un cuore in mille pezzi
Titolo originale: After We Collided

Serie: After #2
Autrice: Anna Todd
Data di uscita: 7 luglio 2015
Data di uscita originale: 25 novembre 2014
Pagine: 540 (copertina rigida)
Editore: Sperling & Kupfer

Trama: Dopo il loro incontro, niente è stato più come prima. Superato un inizio burrascoso, Tessa e Hardin sembravano sulla strada giusta per far funzionare le cose. Tessa si era ormai arresa al fatto che Hardin… è Hardin. Con il suo carattere, la sua rabbia. Ma anche simpatico, divertente, dolce – quando vuole – e dannatamente sexy. Eppure la rivelazione sulle origini della loro relazione ha lo stesso l'effetto di una bomba.
Tessa è sconvolta. Chi è davvero Hardin? Vorrebbe allontanarsene. Ma non è così facile. Non con il ricordo delle sue braccia intorno a lei. Della sua pelle. Del suo tocco. Dei suoi baci affamati. Per lui, ha messo tutta la sua vita tra parentesi – l’università, gli amici, il rapporto con sua madre, un ragazzo che l’amava sul serio, e forse anche una promettente carriera nell’editoria. Ora però deve andare avanti. Con o senza di lui.
Hardin sa di aver commesso un errore, forse il più grande della sua vita. Non ha più niente da perdere, tranne lei. E non si arrenderà senza combattere. Ma saprà cambiare… per amore?


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Fondamentalmente in questo secondo volume non succede nulla. 

Nulla

Alla fine del primo eravamo alla vigilia della vacanze di Natale e queste 464 pagine coprono un tempo che varia dalle due alle tre settimane - sappiamo che è cominciato il nuovo semestre all'università e che fa ancora freddo, ma non abbiamo nessuna indicazione se sia ancora gennaio oppure febbraio. 
Onestamente, non capita nulla ma la Todd te lo infarcisce talmente tanto questo nulla di segreti e tradimenti e bugie e lacrime e scenate e chissà che altro che sembrano essere passati dieci anni.

Il primo volume era finito con una rivelazione di quelle che, nel mio caso, avrebbero comportato una badilata sui denti al LUI in questione. 
Una badilata sui denti tanto per cominciare

E sì, come c'era da aspettarsi e come è naturale che sia, Tessa piange e soffre.
Per 59 pagine. 
Questo perché poi a pagina 60 tornano in scena gli addominali mozzafiato di Hardin e quindi gioco, partita, incontro - Tessa è di nuovo nel mondo dell'ammmmore.

Dopodiché è tutto un tira e molla tra questi due, bipolari come sempre se non di più, che si accusano di cose a vicenda e si chiedono scusa a vicenda e promettono di cambiare e comunicare di più in maniera civile - ma anche no.
Tessa oscilla sempre tra il "lo amo e so che lui mi ama, ma so che mi sta mentendo e quindi non mi ama" - che davvero, aiutatemi. Tessa ha la spina dorsale e l'amor proprio di un mollusco, promette sempre di stare alla larga da Hardin e che l'ultima bugia o parola offensiva stavolta sarà davvero l'ultima ma poi striscia sempre da lui - oppure è lui a strisciare e lei lo accoglie a braccia aperte. 

Ma se Tessa a sprazzi riesce a mantenere le sue promesse - per poco eh, ma comunque sempre di più rispetto al volume precedente - e ad aggrapparsi alla sua determinazione mostrando un minimo di crescita, Hardin assolutamente no. 
Hardin continua ad essere violento, rissoso, bugiardo, incurante delle conseguenze delle sue azioni e per niente disposto ad assumersi le sue responsabilità, sempre pronto ad incolpare gli altri e ad aspettarsi che Tessa lo perdoni o gli risolva i problemi e possessivo in maniera patologica - prego Hardin, quella è la porta. 

Cioè, ma quanto deve essere stancante una "relazione" del genere?  
Che poi, Tessa è sempre stata descritta come strana e bigotta e quant'altro, ma allora qualcuno mi spiega perché improvvisamente sono tutti innamorati persi di lei e tutti cadono come mosche al suo passaggio? 
Cioè, posso "capire" Hardin che si è "innamorato" - ma gli altri? 
Hardin la tiene a guinzaglio così stretto, dicendole anche chi può e non può vedere e cercando di stabilire il ritmo della sua vita e il suo futuro, che non vedo come lei possa essersi fatta "conoscere" così tanto da dire che tutti cadono ai suoi piedi. 
Vabbè, sarà un limite mio. 

Un'altra cosa che non ho apprezzato è il fatto che la Todd molte cose le lasci celate per poi svelarle dopo e creare il dramma. 
Per esempio, c'era una conversazione che mi sarebbe piaciuto "vedere" tra Tessa e sua madre, ma invece salta fuori che questa conversazione la Todd non ce l'ha mostrata e viene buttata a bomba in un litigio tanto per creare ancora più confusione. 
Esattamente come con gli stessi Tessa e Hardin: la Todd mostra solo i litigi snervanti e solo dopo, nell'ennesima separazione con tanto di lacrime, Tessa racconta al lettore i momenti felici e spensierati che hanno vissuto in coppia. 
E raccontameli, santo cielo, almeno varierebbe un po' il tema del romanzo! 

Vabbè, comunque finisce ovviamente con una specie di colpo di scena (anche se non ai livelli del precedente), forse più di Hardin odio solo la madre di Tessa e quella povera anima di Landon - preso tra i due fuochi delle paturnie di Tessa e le crisi di rabbia e pentimento di Hardin - mi fa una grandissima pena. 

Ed ero quasi tentata di dare una stella, ma c'è ancora tempo con i prossimi. 

giovedì 27 luglio 2017

Liebster Award 2017 | Parte #2

Il weekend è quasi alle porte e oggi sono qui (con un post programmato perché in questo momento la mia camera sta per essere imbiancata e io sono mezza in trasferta in altre parti della casa) perché sono felice di aver ricevuto altre due nomination per questo premio e per queste due nomination devo ringraziare Annamaria del blog La contessa rampante - praticamente ci siamo nominate a vicenda e io lo scorso weekend non ho avuto tempo ed energie di avvisare i nominati - e Eva del blog La libreria di Eva

Ma ora, senza indugio, passo a rispondere alla domande!



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Le domande di Annamaria


1. Qual è il libro che ha segnato la tua passione per la lettura?
Ricordo mia madre che mi leggeva Le mille e una notte quando ero piccola - forse la mia passione è nata da lì. Ricordo i vari libri della collana Il Battello a Vapore della Piemme presi in biblioteca - tra cui i vari Inkiostrik. Ho cominciato a fare mia quella passione con i libri della collana Le Ragazzine e quelli della collana Il club delle baby-sitter. Però se devo indicare il libro che ha lasciato il segno... beh, ne nomino due: Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen e Ciglia d'oro di Gladys Engely.

2. Qual è libro più brutto che tu abbia mai letto?
Ci sarebbe una storia a cui ho dato una sola stella su Goodreads, ma si tratta di una novella. Come libro vero e proprio direi Un incantevole imprevisto di Marianne Kavanagh - due protagonisti insopportabili e una storia che si snoda in dieci anni senza divisione in capitoli e senza che accada veramente nulla di rilevante. Un taglio della metà di quegli anni sarebbe stato l'ideale.

3. Fai le orecchiette ai romanzi che possiedi?
Assolutamente no. Ammetto che sottolineo le frasi che mi piacciono di più - se dovessi trascrivere tutto quello che sottolineo, finirei sommersa dalla carta e puntualmente non troverei mai le citazioni che cerco e/o mi servono e poi, ehi, le sottolineature sono belle dritte e ordinate con il righello e rigorosamente a matita - ma le orecchie proprio no.

4. C'è un autore che proprio non sopporti?
Che proprio non sopporto forse no, ma diciamo che ho letto due romanzi di Marianne Kavanagh e trovo il suo modo di raccontare una storia troppo lungo e pesante.

5. Qual è, secondo il tuo parere, il film più bello tratto da un romanzo?
Perché volete costringermi a scrivere sempre le stesse cose? Argh! Comunque non dirò Orgoglio e Pregiudizio del 2005 e non dirò nemmeno Drive perché l'ho già detto l'altra volta, quindi dico Resta anche domani - tratto dall'omonimo romanzo di Gayle Forman e molto fedele al libro.

6. Qual è il tuo personaggio femminile letterario preferito?
Scontatissima: Elizabeth Bennett. Per la sua sagacia, per la sua determinazione e ovviamente per Mr. Darcy.

7. Qual è il libro che hai riletto più volte?
Quando ancora non avevo montagne di libri su una mensola ad aspettarmi e avevo il tempo di rileggere qualcosa, penso che uno dei libri che io abbia riletto più spesso sia stato Io sono Judith di Anke de Vries - o forse Emily di Christa Laas.

8. Qual è il libro più divertente che tu abbia letto?
Come ammazzare la moglie e perché e il suo companion Come ammazzare il marito senza tanti perché di Antonio Amurri, due libri ironici e spiritosi in cui l'autore porta all'estremo tutti i peggiori difetti e le peggiori abitudini del coniuge e suggerisce i modi più rapidi e congeniali per farlo fuori.

9. Qual è la saga più emozionante che tu abbia letto?
La risposta scontata sarebbe ovviamente Harry Potter di J.K. Rowling. Ma per variare un po', mi tengo Harry Potter per la mia versione bambina/adolescente e per la mia versione adulta dico Red Rising di Pierce Brown - so che in Italia deve ancora uscire il terzo volume, ma mi sta davvero piacendo tantissimo.

10. Se potessi portare su un'isola deserta solo un libro con te, quale sceglieresti?
Tanto per non essere scontati (aka Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen), dico High Fidelity di Nick Hornby. Ehi, alla fine sono scontata comunque. 

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Le domande di Eva


1. Qual è il romanzo che racconta una storia che vorresti vivere? Tenendo ben presente però che alla fine ritornerai alla tua vita di oggi...
Vorrei vivere la storia di Nick e Norah in Tutto accadde in una notte di David Levithan e Rachel Cohn - una New York notturna con angoli e band sconosciute alla maggior parte della gente.

2. Se potessi trasformarti in un personaggio letterario maschile, quale sceglieresti e perché? 
Ci sono molti personaggi maschili che ho amato, da quelli tragici e problematici di Matthew Quick e al mio amato Rob Fleming creato da Nick Hornby - che è un po' la mia anima gemella, un po' la mia controparte al maschile, un po' il mio gemello separato alla nascita. Rob Fleming, non Nick Hornby - e sì, io e Rob Fleming abbiamo una relazione complicata. COMUNQUE. Se potessi trasformarmi in un personaggio maschile, credo che sceglierei Quentin di Paper Towns (aka Città di Carta) di John Green. Entrambi ci siamo innamorati dell'idea di una persona e l'abbiamo idealizzata prima di capire che, alla fine, una persona è solo una persona. E vorrei essere lui per il viaggio on the road che ha fatto con i suoi amici, nato con l'intenzione di ritrovare Margo ma che alla fine gli ha fatto scoprire se stesso. Oppure chissà, magari sceglierei Jay Gatsby di F. Scott Fitzgerald - anche con lui ho in comune l'amore per una persona lontana nel passato.

3. Qual è l'ultimo libro che hai letto al di fuori della tua "comfort zone" letteraria?
Malaparte. Morte come me di Rita Monaldi & Francesco Sorti, letto per il progetto "Nel nome della Strega" creato da Annamaria del blog La contessa rampante. Sebbene l'aspetto storico sia stato davvero molto interessante, il protagonista era assolutamente insopportabile e il romanzo assolutamente troppo lungo e prolisso.

4. Parlaci di un "viaggio letterario" che hai amato molto... cioè un posto che ti è piaciuto dove senti quasi di essere stata, pur avendone solo letto.
Le Smoky Mountains di The Distance Between Lost and Found di Kathryn Holmes, con i suoi boschi e temporali improvvisi pericolosi e potenzialmente letali ma anche con la pace, il silenzio e la bellezza che la loro natura sanno offrire. Altrimenti il Wisconsin descritto da Nickolas Butler in Shotgun Lovesongs - quello costituito dal paese in cui ti conoscono tutti e dalle amicizie che durano una vita nonostante tutto.

5. Al contrario, qual è un luogo (o un tempo) terribile dove ringrazi di essere stata solo tramite le pagine di un libro?
A questa domanda risponderei con 1984 di George Orwell. Il libro mi è piaciuto davvero moltissimo, uno di quei libri che andrebbero letti assolutamente almeno una volta nella vita però non vorrei mai vivere sotto l'occhio del Grande Fratello, privata di tutto - compreso il libero arbitrio.

6. Un tuo autore o autrice (vivente) "feticcio"? Cioè, di cui compri a scatola chiusa ogni suo nuovo titolo?
Solo uno? Courtney Summers. Ma anche Matthew Quick e Nick Hornby - aka chiamatemi "Miss Prevedibilità".

7. Rileggi mai libri? Sia in caso di risposta affermativa, sia negativa... perché?
Li rileggevo anni fa, quando ero molto più piccola e quando non avevo montagne di libri ad aspettarmi su una mensola. Oggi al massimo rileggo le frasi sottolineate e che mi avevano più colpito di un libro ma no, non rileggo: come ho detto, ho davvero troppi libri in casa che aspettano di essere letti per la prima volta e preferisco dare la priorità a loro piuttosto che rileggere qualcosa di già letto.

8. Perché hai aperto un blog letterario?
Quando ho ricominciato a leggere dopo anni di blocco mi sono accorta che l'argomento libri stava prendendo uno spazio sempre più grande nel mio blog personale e così ho deciso di dedicargli un posto tutto loro.

9. Quando acquisti un libro, qual è l'aspetto che ti influenza di più? La copertina, la trama, l'edizione, il prezzo...
La trama, sicuramente. Se tocca uno degli argomenti a me più cari o se alcune recensioni su Goodreads sono davvero buone, allora me lo appunto. Anche il prezzo influisce ovviamente e questo mi porta a valutare l'opzione dell'acquisto in lingua o meno.

10. Il libro che stai leggendo in questo momento: perché proprio quello? Com'è arrivato a te?
Sto finendo di leggere After: un cuore in mille pezzi di Anna Todd perché è il sequel di una serie che mi sono messa in testa di leggere per togliermi la curiosità e l'ho preso in prestito in biblioteca.

11. Elenca cinque libri che leggerai quest'estate in vacanza.
Premesso che io in vacanza non ci vado perché nonostante io abiti al mare, sono gli altri a venire in vacanza qui e io invece lavorerò tutto agosto, sulla mia TBR estiva ci sono: 

   - Ragdoll di Daniel Cole
   - The Chemist di Stephenie Meyer
   - The Heartbreakers 2. Cuori di carta di Ali Novak
   - Wolf. La ragazza che sfidò il destino di Ryan Graudin
   - Wolf 2. Il giorno della vendetta di Ryan Graudin

Ma visti i miei ritmi e orari è assai improbabile che ce la faccia.

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Fine! :)

mercoledì 26 luglio 2017

WWW.. Wednesday! #63

Ultimo mercoledì di luglio e onestamente non so se la cosa mi faccia piacere o meno. È quasi già ora di un nuovo recap mensile e mi sembra ieri che ho preparato quello di giugno - come vola il tempo. 
E sempre a proposito di tempo, cercherò di trovarne sempre un po' per tenere aggiornato il blog e per distrarmi dalla follia della gente qui in vacanza.



WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Credevo che avrei finito anche il secondo volume, ma alla fine ho concluso solo After di Anna Todd perché mi hanno chiamata a lavorare prima del previsto. Due personaggi bipolari che non fanno altro che strillarsi in faccia tutto il tempo - e masochista pure io che sto andando anche avanti. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Sto leggendo il secondo volume della serie di Anna Todd, Un cuore in mille pezzi. Mi mancano circa 150 pagine, ma vi posso dire che nelle precedenti 310 non è successo assolutamente nulla - il che è l'ideale per quando torno a casa stanca, non ho nemmeno da andare a ripassare i punti salienti perché è il tipo di lettura che posso lasciare giù e riprendere dopo quasi dieci ore (se non di più) senza crisi da "ommioddio, cosa mi sono dimenticata mentre ero al lavoro?"



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


So che può sembrare masochista il fatto che io continui con la serie e che quindi poi sia il turno di Come mondi lontani e di Anime perdute, ma il mio cervello - nonostante bipolarismo estremo e protagonisti che prenderei a sassate - è grato per la lettura assai poco impegnativa. 

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Bene, mentre voi state leggendo questo post, io sono già in partenza oppure già al lavoro. Ma non temete: se mi scrivete nei commenti le vostre letture della settimana oppure se mi lasciate i link dei vostri WWW, prometto che al primo momento libero in cui ho tempo di stare al computer passo a ricambiare! 
Cheers! :)

lunedì 24 luglio 2017

What's on my bedside table? #23 | "After: un cuore in mille pezzi" di Anna Todd

Torno dopo un'assenza di svariati giorni perché il lavoro nel weekend mi ha letteralmente messa KO e quel poco tempo che ho avuto l'ho passato dormendo oppure recuperando qualche episodio di telefilm che sono stata costretta a registrare essendo fuori casa - non ho nemmeno avuto il tempo di avvisare coloro che ho nominato per il Liebster Award. O di accendere il computer, se è per questo. 

Quindi potete immaginare benissimo quanto io sia indietro con la lettura.  
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"After: un cuore in mille pezzi" di Anna Todd
L'ho iniziato... giovedì? Venerdì? Ora non me lo ricordo, ma so per certo che, avendo iniziato a lavorare, nel weekend non ho nemmeno aperto il libro. 


SONO A... 
Pagina 223. Fondamentalmente non sta succedendo nulla - il che mi va benissimo visti i miei ritmi attuali. Tessa e Hardin non fanno altro che litigare e riappacificarsi e mentre sono al lavoro non mi tormento neanche perché sono lontana dal libro - so che quando arriverò a casa potrò riprendere la lettura senza sforzarmi di ricordare tutto quello che è avvenuto prima perché, in fondo, non è accaduto veramente nulla.


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... perché ho iniziato la serie e voglio portarla a termine.

sabato 22 luglio 2017

Liebster Award 2017

Buon weekend a tutti voi! 
Questo post va online in differita e mentre voi starete leggendo quanto segue, io invece sono a lavorare. Ma bando alle ciance e veniamo al dunque! 



L'anno scorso, pochi mesi dopo aver creato il blog, sono stata nominata per il Liebster Award (il premio per i blog con meno di 200 lettori ritenuti interessanti e meritevoli) e sono davvero onorata di aver ricevuto una nomina anche quest'anno - per questo ringrazio moltissimo Alisya del blog Un libro nel cassetto

QUI e QUI trovate i post dell'anno scorso e senza indugio passiamo alle domande poste da Alisya - e prometto che cercherò di non essere prolissa!

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1. Quale libro non leggeresti mai e perché?
Mh, mi sa che qui tendo a ripetermi dicendo la trilogia di Cinquanta sfumature di E.L. James - ma, come già detto, non amo l'erotico fine a se stesso.  

2. Sei un tipo superstizioso?
Sì e no. Diciamo che spesso non credo alle coincidenze, ma se parliamo di superstizioni "classiche" a me non porta sfortuna il venerdì 17, bensì il giovedì 16. E ho sviluppato una fobia per il martedì 15 - ma questa è una storia disgustosa e voi non la volete sapere, fidatevi. 

3. C'è un film tratto da un romanzo che ami?
Devo amare anche il libro? Perché se il libro può anche non essermi piaciuto, allora ho amato alla follia il film Drive di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling tratto dall'omonimo romanzo di James Sallis - il film è tutto un altro livello. 
Va da sé che se invece devo dire che ho amato anche il libro, Orgoglio e Pregiudizio è scontato.  

4. Oltre alla lettura quali hobby hai?
Guardo un sacco di serie televisive (anche troppe) e ascolto musica. Quando mi prende l'ispirazione invece esco a fare fotografie. 

5. Come scegli i libri da leggere?
Istinto, a seconda dell'umore del momento oppure se sono davvero in vena di un determinato argomento. 

6. Pro o contro autori self?
Pro, anche se devo ammettere che comunque ne conosco e ne ho letti pochi. 

7. Ebook o cartaceo?
Cartaceo. Devo ammettere che però, da quando ho il dispositivo mobile della Vodafone che mi permette di connettermi in wi-fi, riesco a sincronizzare l'app Kindle sul tablet e ora leggo più spesso di prima in digitale - ma comunque non sarà mai la mia prima scelta.

8. Qual è il giorno dell'anno che preferisci?
Mh, non credo di averne uno preferito - semmai posso elencarne diversi che detesto. Forse direi il mio compleanno, ma da un po' a questa parte significa che sto invecchiando quindi non ne sono più tanto sicura! Però ora che ci penso ci sono due bei motivi che mi fanno dire 4 settembre. 

9. Se dovessi descriverti con tre parole quale sarebbero?
Ansiosa. Testarda. Curiosa. 

10. Qual è il tuo cavallo di battaglia in cucina?
Ahem, premesso che detesto cucinare, c'è però una torta al cioccolato per la quale tutte le mie amiche vanno matte. 

11. Qual è il tuo colore preferito?
Rosso. Ma ho attraversato anche le fasi del giallo, dell'azzurro e del nero - quindi vengo sempre calamitata verso quei colori quando osservo qualcosa, anche se il rosso resta sempre quello con la priorità. 

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Ora è il momento delle nomine, quindi ecco gli 11 blog che ho scelto - e non è stato affatto semplice perché ormai ne conosco pochi di blog con meno di 200 followers. 



Curiosi di conoscere le domande? 

1. Credi nelle coincidenze?
2. Se potessi trasferirti in un luogo a tua scelta, dove andresti?
3. C'è una lingua straniera che vorresti parlare?
4. Dolce o salato?
5. La tua migliore qualità?
6. E il tuo peggior difetto?
7. Se potessi leggere un solo libro per tutta la vita... quale sarebbe?
8. Quali sono i cinque libri che ancora non hai letto, ma che desideri di più?
9. La tua coppia cinematografica preferita? E quella librosa?
10. Quale personaggio famoso vorresti incontrare più di tutti?
11. Il regalo più bello che hai mai ricevuto?

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Fine! :)

venerdì 21 luglio 2017

Strange (Bookish) Things #6 - Perché nessuno mi ha detto che era una trilogia?!

I libri protagonisti di oggi ve li presento nel sesto appuntamento ma, a dire il vero, erano stati proprio loro a darmi - in parte - l'idea di questa rubrica 
E loro rientrano decisamente nelle (dis)avventure letterarie.  

Strange (Bookish) Things è una rubrica creata da me, a cadenza casuale, nella quale vengono riportate coincidenze, similitudini, curiosità o comunque qualsiasi stranezza venga notata tra uno o più libri. Sono comprese anche le (dis)avventure letterarie.

Ma non ve li ho ancora mostrati, vero? Eccoli qui. 


Si tratta della trilogia Nightshade di Andrea Cremer. E vi premetto che non ho ancora letto nessuno dei tre libri sopra. 


Il tutto è iniziato con... una fanfiction. Strano, eh? 

Tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012 stavo facendo il tirocinio universitario nella biblioteca del mio paese e in un pomeriggio nel quale c'era poco movimento - e a questo punto mi viene da pensare che fosse già dicembre o gennaio dal momento che non avevo nemmeno più la tesi da scrivere e che questa era dal relatore per i controlli finali - mi sono messa a leggere fanfiction su AO3
Non ricordo da che fandom stavo uscendo, ma ero alla ricerca di qualcosa di nuovo anche per imparare a leggere meglio in inglese e cercando fanfiction per tag, sono capitata nel fandom di Teen Wolf - leggendone una così, totalmente random. Ma la storia era scritta così bene e i personaggi così approfonditi che sono rimasta incuriosita e in un battibaleno ho deciso di recuperare la prima stagione. 
E da lì è stato amore - soprattutto per Dylan O'Brien. 

Cosa c'entra tutto questo, direte voi? Ora ci arrivo. 

Il punto è che quella serie televisiva è diventata la mia ossessione. 
Nel periodo in cui avevo appena ricominciato a leggere uscendo dal blocco durato anni, un giorno sono andata al centro commerciale con i miei genitori e lì l'ho visto. 

I dati del libro mi informano che Wolfsbane è uscito il 27 settembre 2012 per DeAgostini, quindi presumo che io l'abbia acquistato a ridosso di quella data perché era collocato ancora nelle novità. 

Il punto è che ero talmente ossessionata con Teen Wolf che mi è bastato vedere il titolo del libro - Wolfsbane, come l'episodio 1x09 della serie - e sapere che parlava di licantropi per volerlo. 

Il punto è che mi sono accorta solo a casa, leggendo la trama con calma, che si trattava del secondo volume. 
E che quindi a me mancava il primo. 

Morale della favola? L'ho messo in stand-by e, lo ammetto, me ne sono dimenticata. 

Un paio di anni dopo, con la mia amica di Milano qui giù in vacanza in estate, sono entrata nell'unica libreria vicina a me - senza farmi quindi 40 minuti di macchina per andare in città. 
Non ci stavo neanche davvero pensando, ma sono capitata nella sezione del genere a cui appartiene questa trilogia e nello spazio in cui sono soliti tenere le copie vendute meno o di "scorta" nel caso a scaffale finiscano - in quello spazio angusto tra ultimo scaffale e pavimento - ho visto Nightshade, ovvero il primo volume. Questa non è neanche la sua cover originale perché, a quanto leggo, la DeAgostini sembrerebbe aver ristampato il primo volume e l'avrebbe fatto uscire lo stesso giorno di Wolfsbane

A questo punto avrei dovuto mettermi a leggere, vero? 
Oh sì, peccato che poco tempo dopo ho scoperto che ne esisteva un terzo e questo grazie probabilmente a santo Goodreads, al quale ero iscritta da un anno. 

Oh suvvia, ero ancora fresca di uscita post-blocco del lettore, non sapevo ancora cosa volevo leggere con precisione e intanto i miei gusti stavano cambiando e non frequentavo nessun blog letterario. 

Morale della favola? Ho messo il tutto in stand-by ancora una volta.

E arriviamo al settembre dell'anno scorso quando, durante un'outlet di IBS - o Amazon aveva gli stessi prezzi in quel momento? - ne ho approfittato e mi sono portata a casa Bloodrose, il terzo (e ultimo, si spera!) volume con poco più di cinque euro. 

Ovviamente non ho ancora pianificato quando leggerli, ma dopo una "raccolta" proseguita per quattro anni e con tre libri provenienti da tre luoghi diversi, sicuramente quando verrà il momento mi sentirò molto soddisfatta. 

Cioè, Ulisse e il tuo viaggio per tornare ad Itaca, levate proprio che nessuno come me ci ha mai messo quattro anni per mettere insieme una trilogia già pubblicata. O qualcuno di voi ci ha messo anche di più?

giovedì 20 luglio 2017

[Recensione] "After" di Anna Todd

Onestamente non pensavo di farci una recensione - la mia idea iniziale era quella di fare magari un post in cui parlavo in generale della serie perché temevo di non avere molto da dire riguardo al singolo libro, ma dall'altra parte poi temevo che venisse troppo a lungo. 

Insomma, dopo tante indecisioni, alla fine eccoci qui con una recensione che però sarà più corta rispetto alle mie solite. 


Titolo: After
Titolo originale: After

Serie: After #1
Autrice: Anna Todd
Data di uscita: 9 giugno 2015
Data di uscita originale: 2014
Pagine: 450 (copertina rigida)
Editore: Sperling & Kupfer

Trama: Acqua e sapone, ottimi voti e con un ragazzo perfetto che l’aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita. Al primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato... Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s’imbatte in Hardin. E da allora niente è come prima.
Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi. È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto. Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui, non può fare a meno di baciarlo. Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile. Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca. Nonostante Hardin, per ogni passo verso di lei, con un altro poi retroceda. Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani.
Quello che c’è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l’inizio di un amore infinito?


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Come ho ripetuto più volte, ho perso la vena romantica molti anni fa. 
È difficile quindi che un romanzo riesca a farmi sciogliere - a meno che questo non sia davvero eccezionale. 
E no, se ve lo state chiedendo, non mi sono sciolta. 

Credo che l'ultimo new adult su questo genere che ho letto risalga all'estate scorsa. Quindi per me queste sono proprio letture estive che tendo a fare una volta all'anno perché tendono ad annoiarmi facilmente e dopo un po' mi sembrano tutte uguali. 

Ne avevo sentite di tutti i colori su questa serie e alla fine ho voluto accontentare la mia curiosità e farmi una mia opinione. 

Tessa Young è una ragazza di diciotto anni al primo anno di college. Cresciuta da una madre rigida che pretende sempre la perfezione e il cui hobby preferito è criticare la figlia dopo che il padre le ha abbandonate, Tessa risulta anche lei rigida e un po' bacchettona - tanto che alla vista della sua compagna di stanza Steph e dei suoi amici pieni di piercing e tatuaggi pensa di essere finita all'inferno e a momenti sviene. Ma se gli altri sono più o meno cordiali nonostante la ritengano strana perché così diversa da loro, Hardin Scott non si fa alcuno scrupolo a prenderla in giro ad ogni occasione ed è sempre uno scontro continuo tra loro due.  
Questo fino a quando decidono di stabilire una sorta di tregua e di provare ad essere amici, ma l'attrazione è ormai troppo forte da tenere imbrigliata. 

Dunque, premetto che mi sono sembrati tutti bipolari. 

Hardin ha un carattere terribile, sbalzi d'umore che fanno girare la testa e, per citare Tessa, perlomeno cinque personalità. È maleducato, arrogante, pieno di rabbia, prepotente e rissoso e nemmeno scoprire qualcosa di più sulle sofferenze del suo passato mi ha aiutata a concedergli il beneficio del dubbio. 
Tratta malissimo Tessa, si scusa, è gentile per qualche ora e poi ricomincia ad insultarla. 

Tessa, dal canto suo, perde un po' di quella rigidità - o forse ne perde così tanta da risultare senza spina dorsale. Continua a dirsi di stare lontana da Hardin, di evitarlo e di non rivolgergli la parola, ma inevitabilmente le basta incrociare i suoi occhi verdi per sciogliersi come cera sotto il suo tocco. E giuro che se sento ancora la descrizione dei muscoli di Hardin mi metto ad urlare. 
Un'altra cosa che ho mal sopportato di Tessa è il costante piangere. Si rende conto che Hardin la umilia e le dice cattiverie solo per ferirla, ma ancora lei vede redenzione per lui. Io direi che ci vorrebbe un esorcista. Che vi devo dire, sarà che io sono una persona cinica che alla minima cosa si prende su e se ne va perché certe cose non le tollero. Cioè, io personalmente Hardin l'avrei mandato a quel paese a un quarto del libro e avrei scosso Tessa per dirle di ripigliarsi, ma io sono io. 

Ovviamente si conclude con il cliffhanger e ti verrebbe da pensare che dopo quello che Hardin le ha fatto nel finale Tessa si dia finalmente una svegliata, ma visti i successivi quattro libri... ahahaha, ovviamente no. 

Quindi, non so se è perché io avrei tagliato la metà di quei tira e molla tutti uguali a se stessi, ma il tempo l'ho percepito in maniera strana. 
Inizia con l'arrivo di Tessa al college e quindi lo colloco a settembre/ottobre e si conclude a dicembre. In due mesi, pur ripetendosi gli stessi siparietti, ne combinano di ogni e si ha la sensazione che questi due mesi durino due anni per tutte le cose che la Todd ci infila dentro - i litigi, le feste, le lezioni, i compagni di corso, le riappacificazioni, lo stage di Tessa in una casa editrice - ma che allo stesso tempo siano davvero troppo pochi e che questi due stiano bruciando le tappe ad un livello da capogiro. 

L'ho letto in fretta, ma me lo aspettavo comunque più scorrevole - forse i litigi fin troppo frequenti e con le stesse accuse da parte di Tessa e le stesse scuse da parte di Hardin fanno in modo che la lettura si trascini un po' come appesantita dalla zavorra. 
La vita al campus è quasi ignorata e non so come Tessa possa descrivere gli altri suoi "amici" quando comunque non passa mai tempo con loro e Hardin la nasconde per fare in modo che abbiano meno interazioni possibili. Ovviamente Hardin ha un motivo per fare questo, perché c'è qualcosa che non vuole che Tessa scopra, ma Tessa accetta la situazione protestando il minimo sindacale e per quanto dica ad Hardin di non darle ordini alla fine fa sempre come dice lui oppure si caccia nei guai. 
Davvero, se qualcuno aveva da ridire su Abby della serie Beautiful Disaster di Jamie McGuire, dovrebbe allora prima conoscere Tessa Young - cambierebbe idea.

E niente, quindi adesso proseguo e so che mi indignerò a morte per come Tessa perdonerà Hardin nel giro di cinque minuti perché tanto non riesce a resistergli e oddio, i muscoli e guarda che occhi verdi...

mercoledì 19 luglio 2017

WWW.. Wednesday! #62

Buon mercoledì a tutti voi, dalla mia stanza che tra un po' dovrebbe subire una bella pitturata di bianco alle pareti - ma siamo ancora indietro con i tempi e quindi io ho continuato a leggere imperterrita. 
Non che io abbia letto cinque libri in tre giorni, sia chiaro - non sono mia madre. 
Però dal momento lavorerò questi due weekend di luglio e poi tutto il mese di agosto dalla zia di mia madre, il tempo inizierà ad essere limitato e quindi voglio portarmi avanti il più possibile con le letture della mia TBR estiva. 

Vediamo a che punto sono? 
SPOILER: indietro, molto indietro.



WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Domenica sera ho finito di leggere Even in Paradise di Chelsey Philpot e mi sono lasciata conquistare dall'atmosfera alla Il Grande Gatsby. È un libro che mi ha lasciato addosso una sensazione dolceamara non indifferente. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho passato ieri la metà di After di Anna Todd. E niente, alzo gli occhi al cielo ogni mezza pagina perché mi sembrano tutti bipolari. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Se non cedo prima ho intenzione di continuare con la serie, quindi poi passerò a Un cuore in mille pezzi e poi a Come mondi lontani. L'unica cosa è che prevedo una ripetizione ad oltranza delle stesse scene, ma vedremo. 

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E niente, immagino che siate quasi tutti in vacanza ma, per chi è ancora sul web, l'invito a scrivermi nei commenti le vostre letture della settimana oppure a lasciarmi il link dei vostri post è sempre valido.
E se restate ancora nei paraggi per un po', venerdì andrà online un nuovo appuntamento di Strange (Bookish) Things. ;)
Cheers! :)

lunedì 17 luglio 2017

[Recensione] "Even in Paradise" di Chelsey Philpot

Ciò che mi aveva attirata di questo libro in principio - anche se non ricordo dove l'ho visto la prima volta - è l'atmosfera alla Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald. 
E sì, tanto per essere frivoli, anche il fatto che il protagonista maschile si chiami Sebastian Buchanan - che suona come un magnifico incrocio di Sebastian Stan e James Buchanan "Bucky" Barnes (interpretato nel MCU proprio da Sebastian Stan). 
Forse in questo momento sembro una fangirl senza cervello, ma tant'è... 

Il libro è già stato tradotto dalla DeAgostini con il titolo Nemmeno in paradiso nel 2015. 


Titolo: Even in Paradise
Autrice: Chelsey Philpot
Data di uscita: 10 maggio 2016
Data di uscita originale: 14 ottobre 2014
Pagine: 384 (copertina flessibile)
Editore: HarperCollins

Trama [tradotta da me]: Quando Julia Buchanan si iscrive alla sua scuola, Charlotte Ryder non immagina che diventerà amica di questa nuova ragazza fuori dall'ordinario. Ma quasi immediatamente Charlotte è attirata nel mondo di Julia - un mondo di incontri a mezzanotte, feste impressionanti e case della vacanze che assomigliano a palazzi. Si ritrova persino ad innamorarsi di un ragazzo che prima non l'avrebbe degnata neanche di una seconda occhiata. Ma Charlotte presto si rende conto che Julia sta ancora soffrendo a causa di una tragedia. Una tragedia che tutta la famiglia Buchanan ha tenuto nascosta... fino a questo momento. 



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Questo libro, alla sua conclusione, mi ha lasciato una sensazione strana da descrivere. Mi ha lasciato una sorta di morsa allo stomaco dolceamara come aveva fatto il film Like Crazy con Anton Yelchin e Felicity Jones - con quella speranza per il lieto fine ma con, in fondo in fondo, quasi la consapevolezza e forse il desiderio per qualcosa di più amaro. 

Tutto inizia quando la protagonista Charlotte salva Julia Buchanan da una punizione esemplare per essere fuori dopo il coprifuoco e addirittura ubriaca fradicia sotto la finestra della sua camera al collegio St. Anne's. 
Di certo Charlotte non si aspettava che Julia la trascinasse nella sua vita senza neanche chiederle il permesso, incuriosita dal lato artistico di Charlie che osserva senza giudicare. E Julia è tanto indipendente e spigliata quanto introversa e bisognosa di attenzioni, restìa a condividere Charlotte con il resto della sua famiglia - considerata quasi l'aristocrazia del Massachusetts grazie al padre ex-senatore, ritiratosi dalla corsa a governatore dopo la morte della sorella di Julia. 
Charlotte vive quindi una vita completamente diversa da quella che aveva prima, costitutita dalla sua quasi adozione da parte del resto della famiglia Buchanan - con i loro nomignoli e ruoli ben specifici in quello che è chiamato "il circo", lo spettacolo che i Grandi Buchanan offrono di fronte al pubblico e feste che fanno da rivali a quelle descritte da Fitzgerald e viste in Gossip Girl in un tornado di colori e alcool. 

Anche le famiglie più in vista hanno dei segreti - anzi, forse ne hanno anche più delle altre e si mettono più d'impegno per nasconderli. 
E Charlotte lo scoprirà solo alla fine, solo quando i muri di Julia crolleranno e quando anche lei stessa crollerà - in parte scoprendo la verità e in parte perché la pressione di essere l'unica incaricata della felicità di qualcun altro è troppa da sopportare. 

Charlotte non sempre mi è piaciuta. Subisce talmente tanto il fascino di Julia e dei Buchanan da mollare le sue amiche di prima per stare sempre con lei e tutte le vacanze le trascorre ad Arcadia, in compagnia dei Buchanan. L'impressione è che, se i Buchanan l'hanno in qualche modo adottata - caricandola però di responsabilità e pressioni che non avrebbero dovuto essere sue dal principio - allo stesso modo lei ha adottato loro, praticamente dimenticandosi della sua famiglia. 
Non è neanche questione di soldi o ricchezza, è proprio il bisogno di stare con loro - con i loro fascino, con i loro soprannomi, con la loro eleganza, con la loro coesione che li rende così uniti e incapaci di passare inosservati ovunque vadano. 
Dico tanto, ma forse mi sarei fatta trascinare anche io in quella vita. 

Julia avrebbe dovuto piacermi ancora meno, con il pupazzo che si tira sempre dietro e il suo disordine e il bisogno viscerale di avere Charlotte tutta per sé. 
Eppure in qualche modo l'ho capita di più perché ho già visto ragazze come lei. 
Cerca tutto quello è possibile trovare sulla vita di sua sorella Augustine, di quelle parti in cui lei non è stata testimone - e in questo mi ha ricordato moltissimo Kiki di Wild Awake di Hilary T. Smith. Non solo me l'ha ricordata per questa ricerca spasmodica che a volte diventa il suo unico pensiero, ma anche per i momenti di folle entusiasmo alternati a momenti cupi di silenzio e dolore. 
E mi ha ricordato un po' anche le protagoniste dei romanzi di Courtney Summers, quelle che mettono su una facciata per tenere lontano le persone e nascondere quello che è davvero importante e quelle che hanno comportamenti al limite dell'autodistruttivo per qualcosa che le rode dentro - a volte tutto contemporaneamente. 
E Julia Buchanan ha un po' tutte queste caratteristiche da ragazza Summers, solo un po' sbiadite perché non è lei la protagonista che parla. 

Ho subìto anche io il fascino dei Buchanan, anche se non come lo ha subìto Charlotte. 
Già ne Il Grande Gatsby amavo l'idea di quelle feste perché condividevo qualcosa con Jay Gatsby: quelle feste erano belle, eleganti e piene di vita, ma nascondevano comunque uno scopo. E vorrei viverla anche io una festa così, forse perché anche io avrei un altro scopo nascosto sotto la maschera. 
Ma quelle feste danno l'idea della gioia, della spensieratezza, del "per stasera i problemi non esistono" - danno l'idea della perfezione a cui sogniamo di avvicinarci almeno una volta. Amavo quelle feste nel libro di Fitzgerald e qui l'amtosfera è la stessa: un giardino, ospiti e un molo che si affaccia sull'acqua. 

Charlotte qui ha un po' la parte di Nick, che partecipa ma che sente comunque di non appartenere a quel mondo e Julia - non solo perché fa Buchanan di cognome - ha molto di Daisy per la sua fragilità e il suo scappare via. 

Confesso che, come Charlotte, mi sono anche io un po' innamorata di Sebastian - capace di essere affascinante, ma anche timido e molto goffo. 
Un po' mi vergogno ad ammettere che però sono stata assai influenzata dalle premesse all'inizio del post perché, sebbene le descrizioni fisiche non combaciassero praticamente in nulla, io continuavo ad immaginarmelo con l'aspetto di Sebastian Stan - esattamente con l'aspetto (non il carattere, sia chiaro!) che aveva quando interpretava Carter Baizen in Gossip Girl, quindi capite bene che la cosa non ha aiutato affatto ad impedirmi di sorridere come un'idiota ogni volta che compariva. 

Even in Paradise mi è piaciuto parecchio, ma non solo per le feste che appartengono ad una vita che non è la mia. 
A piacermi è stato il sogno che ha offerto anche se solo per poco tempo, la descrizione di come una famiglia ha reagito al dolore non sempre facendo la cosa giusta, il rapporto di co-dipendenza che alla fine ha portato Charlotte alla decisione di voler scoprire da sola il suo valore e il suo posto nel mondo - seppure con qualche cicatrice in più sul cuore e la consapevolezza che comunque avrebbe rifatto tutto nello stesso modo. 
Charlotte ha amato i Buchanan - Julia forse addirittura più di Sebastian - ma quel senso di costante incertezza e i troppo segreti alla fine sono stati troppo. 

Si parla di crescita, di amicizia, di cambiamento, di affermazione, di dolore, di famiglia.  
È un romanzo a cui ripenserò sempre con un nodo allo stomaco per quel senso di nostalgia e dolcezza mista ad amarezza - quella sensazione che si prova quando si ripensa ad un momento della nostra vita che ci ha segnato, indipendentemente da com'è andata a finire. Leggerlo in estate ha sicuramente contribuito a farmi entrare ancora di più nella storia e ad immergermi nell'atmosfera - un'atmosfera quasi triste, ma non per questo piena di rimpianti. 

Even in Paradise è uno spaccato di vita con un inizio, uno svolgimento e una fine - qualcosa di già accaduto che Charlotte ricorda, racconta e ogni tanto commenta. Voglio credere che se Julia alla fine sia riuscita in qualche modo a dare la spinta a Charlotte per prendere in mano la sua vita, allo stesso modo Charlotte sia riuscita a fare lo stesso per Julia - qualunque cosa porti il loro nuovo inizio.
E sia Julia che Charlotte con i loro sbagli, le loro paure, le loro incertezze, i loro sogni resteranno sempre con me perché questo romanzo è stato capace di attorcigliarmi lo stomaco con quella combinazione unica di nostalgia, malinconia, calore, desiderio e bramosia che si prova nell'adolescenza e che in qualche modo a volte ti resta dentro anche nella vita adulta. 

E questa recensione non è venuta affatto come avrei voluto e mi sembra di non essermi espressa al meglio delle mie capacità per rendervi partecipi di quello che mi ha tramesso questo romanzo. Perché se anche Charlotte e Julia non sono le protagoniste ideali, hanno quelle caratteristiche delle protagoniste che ho amato in altri romanzi e hanno anche qualcosa di me che resta quasi sempre nascosto.