lunedì 24 luglio 2017

What's on my bedside table? #23 | "After: un cuore in mille pezzi" di Anna Todd

Torno dopo un'assenza di svariati giorni perché il lavoro nel weekend mi ha letteralmente messa KO e quel poco tempo che ho avuto l'ho passato dormendo oppure recuperando qualche episodio di telefilm che sono stata costretta a registrare essendo fuori casa - non ho nemmeno avuto il tempo di avvisare coloro che ho nominato per il Liebster Award. O di accendere il computer, se è per questo. 

Quindi potete immaginare benissimo quanto io sia indietro con la lettura.  
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"After: un cuore in mille pezzi" di Anna Todd
L'ho iniziato... giovedì? Venerdì? Ora non me lo ricordo, ma so per certo che, avendo iniziato a lavorare, nel weekend non ho nemmeno aperto il libro. 


SONO A... 
Pagina 223. Fondamentalmente non sta succedendo nulla - il che mi va benissimo visti i miei ritmi attuali. Tessa e Hardin non fanno altro che litigare e riappacificarsi e mentre sono al lavoro non mi tormento neanche perché sono lontana dal libro - so che quando arriverò a casa potrò riprendere la lettura senza sforzarmi di ricordare tutto quello che è avvenuto prima perché, in fondo, non è accaduto veramente nulla.


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... perché ho iniziato la serie e voglio portarla a termine.

sabato 22 luglio 2017

Liebster Award 2017

Buon weekend a tutti voi! 
Questo post va online in differita e mentre voi starete leggendo quanto segue, io invece sono a lavorare. Ma bando alle ciance e veniamo al dunque! 



L'anno scorso, pochi mesi dopo aver creato il blog, sono stata nominata per il Liebster Award (il premio per i blog con meno di 200 lettori ritenuti interessanti e meritevoli) e sono davvero onorata di aver ricevuto una nomina anche quest'anno - per questo ringrazio moltissimo Alisya del blog Un libro nel cassetto

QUI e QUI trovate i post dell'anno scorso e senza indugio passiamo alle domande poste da Alisya - e prometto che cercherò di non essere prolissa!

--- ---

1. Quale libro non leggeresti mai e perché?
Mh, mi sa che qui tendo a ripetermi dicendo la trilogia di Cinquanta sfumature di E.L. James - ma, come già detto, non amo l'erotico fine a se stesso.  

2. Sei un tipo superstizioso?
Sì e no. Diciamo che spesso non credo alle coincidenze, ma se parliamo di superstizioni "classiche" a me non porta sfortuna il venerdì 17, bensì il giovedì 16. E ho sviluppato una fobia per il martedì 15 - ma questa è una storia disgustosa e voi non la volete sapere, fidatevi. 

3. C'è un film tratto da un romanzo che ami?
Devo amare anche il libro? Perché se il libro può anche non essermi piaciuto, allora ho amato alla follia il film Drive di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling tratto dall'omonimo romanzo di James Sallis - il film è tutto un altro livello. 
Va da sé che se invece devo dire che ho amato anche il libro, Orgoglio e Pregiudizio è scontato.  

4. Oltre alla lettura quali hobby hai?
Guardo un sacco di serie televisive (anche troppe) e ascolto musica. Quando mi prende l'ispirazione invece esco a fare fotografie. 

5. Come scegli i libri da leggere?
Istinto, a seconda dell'umore del momento oppure se sono davvero in vena di un determinato argomento. 

6. Pro o contro autori self?
Pro, anche se devo ammettere che comunque ne conosco e ne ho letti pochi. 

7. Ebook o cartaceo?
Cartaceo. Devo ammettere che però, da quando ho il dispositivo mobile della Vodafone che mi permette di connettermi in wi-fi, riesco a sincronizzare l'app Kindle sul tablet e ora leggo più spesso di prima in digitale - ma comunque non sarà mai la mia prima scelta.

8. Qual è il giorno dell'anno che preferisci?
Mh, non credo di averne uno preferito - semmai posso elencarne diversi che detesto. Forse direi il mio compleanno, ma da un po' a questa parte significa che sto invecchiando quindi non ne sono più tanto sicura! Però ora che ci penso ci sono due bei motivi che mi fanno dire 4 settembre. 

9. Se dovessi descriverti con tre parole quale sarebbero?
Ansiosa. Testarda. Curiosa. 

10. Qual è il tuo cavallo di battaglia in cucina?
Ahem, premesso che detesto cucinare, c'è però una torta al cioccolato per la quale tutte le mie amiche vanno matte. 

11. Qual è il tuo colore preferito?
Rosso. Ma ho attraversato anche le fasi del giallo, dell'azzurro e del nero - quindi vengo sempre calamitata verso quei colori quando osservo qualcosa, anche se il rosso resta sempre quello con la priorità. 

--- ---

Ora è il momento delle nomine, quindi ecco gli 11 blog che ho scelto - e non è stato affatto semplice perché ormai ne conosco pochi di blog con meno di 200 followers. 



Curiosi di conoscere le domande? 

1. Credi nelle coincidenze?
2. Se potessi trasferirti in un luogo a tua scelta, dove andresti?
3. C'è una lingua straniera che vorresti parlare?
4. Dolce o salato?
5. La tua migliore qualità?
6. E il tuo peggior difetto?
7. Se potessi leggere un solo libro per tutta la vita... quale sarebbe?
8. Quali sono i cinque libri che ancora non hai letto, ma che desideri di più?
9. La tua coppia cinematografica preferita? E quella librosa?
10. Quale personaggio famoso vorresti incontrare più di tutti?
11. Il regalo più bello che hai mai ricevuto?

--- ---

Fine! :)

venerdì 21 luglio 2017

Strange (Bookish) Things #6 - Perché nessuno mi ha detto che era una trilogia?!

I libri protagonisti di oggi ve li presento nel sesto appuntamento ma, a dire il vero, erano stati proprio loro a darmi - in parte - l'idea di questa rubrica 
E loro rientrano decisamente nelle (dis)avventure letterarie.  

Strange (Bookish) Things è una rubrica creata da me, a cadenza casuale, nella quale vengono riportate coincidenze, similitudini, curiosità o comunque qualsiasi stranezza venga notata tra uno o più libri. Sono comprese anche le (dis)avventure letterarie.

Ma non ve li ho ancora mostrati, vero? Eccoli qui. 


Si tratta della trilogia Nightshade di Andrea Cremer. E vi premetto che non ho ancora letto nessuno dei tre libri sopra. 


Il tutto è iniziato con... una fanfiction. Strano, eh? 

Tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012 stavo facendo il tirocinio universitario nella biblioteca del mio paese e in un pomeriggio nel quale c'era poco movimento - e a questo punto mi viene da pensare che fosse già dicembre o gennaio dal momento che non avevo nemmeno più la tesi da scrivere e che questa era dal relatore per i controlli finali - mi sono messa a leggere fanfiction su AO3
Non ricordo da che fandom stavo uscendo, ma ero alla ricerca di qualcosa di nuovo anche per imparare a leggere meglio in inglese e cercando fanfiction per tag, sono capitata nel fandom di Teen Wolf - leggendone una così, totalmente random. Ma la storia era scritta così bene e i personaggi così approfonditi che sono rimasta incuriosita e in un battibaleno ho deciso di recuperare la prima stagione. 
E da lì è stato amore - soprattutto per Dylan O'Brien. 

Cosa c'entra tutto questo, direte voi? Ora ci arrivo. 

Il punto è che quella serie televisiva è diventata la mia ossessione. 
Nel periodo in cui avevo appena ricominciato a leggere uscendo dal blocco durato anni, un giorno sono andata al centro commerciale con i miei genitori e lì l'ho visto. 

I dati del libro mi informano che Wolfsbane è uscito il 27 settembre 2012 per DeAgostini, quindi presumo che io l'abbia acquistato a ridosso di quella data perché era collocato ancora nelle novità. 

Il punto è che ero talmente ossessionata con Teen Wolf che mi è bastato vedere il titolo del libro - Wolfsbane, come l'episodio 1x09 dela serie - e sapere che parlava di licantropi per volerlo. 

Il punto è che mi sono accorta solo a casa, leggendo la trama con calma, che si trattava del secondo volume. 
E che quindi a me mancava il primo. 

Morale della favola? L'ho messo in stand-by e, lo ammetto, me ne sono dimenticata. 

Un paio di anni dopo, con la mia amica di Milano qui giù in vacanza in estate, sono entrata nell'unica libreria vicina a me - senza farmi quindi 40 minuti di macchina per andare in città. 
Non ci stavo neanche davvero pensando, ma sono capitata nella sezione del genere a cui appartiene questa trilogia e nello spazio in cui sono soliti tenere le copie vendute meno o di "scorta" nel caso a scaffale finiscano - in quello spazio angusto tra ultimo scaffale e pavimento - ho visto Nightshade, ovvero il primo volume. Questa non è neanche la sua cover originale perché, a quanto leggo, la DeAgostini sembrerebbe aver ristampato il primo volume e l'avrebbe fatto uscire lo stesso giorno di Wolfsbane

A questo punto avrei dovuto mettermi a leggere, vero? 
Oh sì, peccato che poco tempo dopo ho scoperto che ne esisteva un terzo e questo grazie probabilmente a santo Goodreads, al quale ero iscritta da un anno. 

Oh suvvia, ero ancora fresca di uscita post-blocco del lettore, non sapevo ancora cosa volevo leggere con precisione e intanto i miei gusti stavano cambiando e non frequentavo nessun blog letterario. 

Morale della favola? Ho messo il tutto in stand-by ancora una volta.

E arriviamo al settembre dell'anno scorso quando, durante un'outlet di IBS - o Amazon aveva gli stessi prezzi in quel momento? - ne ho approfittato e mi sono portata a casa Bloodrose, il terzo (e ultimo, si spera!) volume con poco più di cinque euro. 

Ovviamente non ho ancora pianificato quando leggerli, ma dopo una "raccolta" proseguita per quattro anni e con tre libri provenienti da tre luoghi diversi, sicuramente quando verrà il momento mi sentirò molto soddisfatta. 

Cioè, Ulisse e il tuo viaggio per tornare ad Itaca, levate proprio che nessuno come me ci ha mai messo quattro anni per mettere insieme una trilogia già pubblicata. O qualcuno di voi ci ha messo anche di più?

giovedì 20 luglio 2017

[Recensione] "After" di Anna Todd

Onestamente non pensavo di farci una recensione - la mia idea iniziale era quella di fare magari un post in cui parlavo in generale della serie perché temevo di non avere molto da dire riguardo al singolo libro, ma dall'altra parte poi temevo che venisse troppo a lungo. 

Insomma, dopo tante indecisioni, alla fine eccoci qui con una recensione che però sarà più corta rispetto alle mie solite. 


Titolo: After
Titolo originale: After

Serie: After #1
Autrice: Anna Todd
Data di uscita: 9 giugno 2015
Data di uscita originale: 2014
Pagine: 450 (copertina rigida)
Editore: Sperling & Kupfer

Trama: Acqua e sapone, ottimi voti e con un ragazzo perfetto che l’aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita. Al primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato... Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s’imbatte in Hardin. E da allora niente è come prima.
Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi. È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto. Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui, non può fare a meno di baciarlo. Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile. Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca. Nonostante Hardin, per ogni passo verso di lei, con un altro poi retroceda. Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani.
Quello che c’è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l’inizio di un amore infinito?


--- ---

Come ho ripetuto più volte, ho perso la vena romantica molti anni fa. 
È difficile quindi che un romanzo riesca a farmi sciogliere - a meno che questo non sia davvero eccezionale. 
E no, se ve lo state chiedendo, non mi sono sciolta. 

Credo che l'ultimo new adult su questo genere che ho letto risalga all'estate scorsa. Quindi per me queste sono proprio letture estive che tendo a fare una volta all'anno perché tendono ad annoiarmi facilmente e dopo un po' mi sembrano tutte uguali. 

Ne avevo sentite di tutti i colori su questa serie e alla fine ho voluto accontentare la mia curiosità e farmi una mia opinione. 

Tessa Young è una ragazza di diciotto anni al primo anno di college. Cresciuta da una madre rigida che pretende sempre la perfezione e il cui hobby preferito è criticare la figlia dopo che il padre le ha abbandonate, Tessa risulta anche lei rigida e un po' bacchettona - tanto che alla vista della sua compagna di stanza Steph e dei suoi amici pieni di piercing e tatuaggi pensa di essere finita all'inferno e a momenti sviene. Ma se gli altri sono più o meno cordiali nonostante la ritengano strana perché così diversa da loro, Hardin Scott non si fa alcuno scrupolo a prenderla in giro ad ogni occasione ed è sempre uno scontro continuo tra loro due.  
Questo fino a quando decidono di stabilire una sorta di tregua e di provare ad essere amici, ma l'attrazione è ormai troppo forte da tenere imbrigliata. 

Dunque, premetto che mi sono sembrati tutti bipolari. 

Hardin ha un carattere terribile, sbalzi d'umore che fanno girare la testa e, per citare Tessa, perlomeno cinque personalità. È maleducato, arrogante, pieno di rabbia, prepotente e rissoso e nemmeno scoprire qualcosa di più sulle sofferenze del suo passato mi ha aiutata a concedergli il beneficio del dubbio. 
Tratta malissimo Tessa, si scusa, è gentile per qualche ora e poi ricomincia ad insultarla. 

Tessa, dal canto suo, perde un po' di quella rigidità - o forse ne perde così tanta da risultare senza spina dorsale. Continua a dirsi di stare lontana da Hardin, di evitarlo e di non rivolgergli la parola, ma inevitabilmente le basta incrociare i suoi occhi verdi per sciogliersi come cera sotto il suo tocco. E giuro che se sento ancora la descrizione dei muscoli di Hardin mi metto ad urlare. 
Un'altra cosa che ho mal sopportato di Tessa è il costante piangere. Si rende conto che Hardin la umilia e le dice cattiverie solo per ferirla, ma ancora lei vede redenzione per lui. Io direi che ci vorrebbe un esorcista. Che vi devo dire, sarà che io sono una persona cinica che alla minima cosa si prende su e se ne va perché certe cose non le tollero. Cioè, io personalmente Hardin l'avrei mandato a quel paese a un quarto del libro e avrei scosso Tessa per dirle di ripigliarsi, ma io sono io. 

Ovviamente si conclude con il cliffhanger e ti verrebbe da pensare che dopo quello che Hardin le ha fatto nel finale Tessa si dia finalmente una svegliata, ma visti i successivi quattro libri... ahahaha, ovviamente no. 

Quindi, non so se è perché io avrei tagliato la metà di quei tira e molla tutti uguali a se stessi, ma il tempo l'ho percepito in maniera strana. 
Inizia con l'arrivo di Tessa al college e quindi lo colloco a settembre/ottobre e si conclude a dicembre. In due mesi, pur ripetendosi gli stessi siparietti, ne combinano di ogni e si ha la sensazione che questi due mesi durino due anni per tutte le cose che la Todd ci infila dentro - i litigi, le feste, le lezioni, i compagni di corso, le riappacificazioni, lo stage di Tessa in una casa editrice - ma che allo stesso tempo siano davvero troppo pochi e che questi due stiano bruciando le tappe ad un livello da capogiro. 

L'ho letto in fretta, ma me lo aspettavo comunque più scorrevole - forse i litigi fin troppo frequenti e con le stesse accuse da parte di Tessa e le stesse scuse da parte di Hardin fanno in modo che la lettura si trascini un po' come appesantita dalla zavorra. 
La vita al campus è quasi ignorata e non so come Tessa possa descrivere gli altri suoi "amici" quando comunque non passa mai tempo con loro e Hardin la nasconde per fare in modo che abbiano meno interazioni possibili. Ovviamente Hardin ha un motivo per fare questo, perché c'è qualcosa che non vuole che Tessa scopra, ma Tessa accetta la situazione protestando il minimo sindacale e per quanto dica ad Hardin di non darle ordini alla fine fa sempre come dice lui oppure si caccia nei guai. 
Davvero, se qualcuno aveva da ridire su Abby della serie Beautiful Disaster di Jamie McGuire, dovrebbe allora prima conoscere Tessa Young - cambierebbe idea.

E niente, quindi adesso proseguo e so che mi indignerò a morte per come Tessa perdonerà Hardin nel giro di cinque minuti perché tanto non riesce a resistergli e oddio, i muscoli e guarda che occhi verdi...

mercoledì 19 luglio 2017

WWW.. Wednesday! #62

Buon mercoledì a tutti voi, dalla mia stanza che tra un po' dovrebbe subire una bella pitturata di bianco alle pareti - ma siamo ancora indietro con i tempi e quindi io ho continuato a leggere imperterrita. 
Non che io abbia letto cinque libri in tre giorni, sia chiaro - non sono mia madre. 
Però dal momento lavorerò questi due weekend di luglio e poi tutto il mese di agosto dalla zia di mia madre, il tempo inizierà ad essere limitato e quindi voglio portarmi avanti il più possibile con le letture della mia TBR estiva. 

Vediamo a che punto sono? 
SPOILER: indietro, molto indietro.



WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Domenica sera ho finito di leggere Even in Paradise di Chelsey Philpot e mi sono lasciata conquistare dall'atmosfera alla Il Grande Gatsby. È un libro che mi ha lasciato addosso una sensazione dolceamara non indifferente. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho passato ieri la metà di After di Anna Todd. E niente, alzo gli occhi al cielo ogni mezza pagina perché mi sembrano tutti bipolari. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Se non cedo prima ho intenzione di continuare con la serie, quindi poi passerò a Un cuore in mille pezzi e poi a Come mondi lontani. L'unica cosa è che prevedo una ripetizione ad oltranza delle stesse scene, ma vedremo. 

---

E niente, immagino che siate quasi tutti in vacanza ma, per chi è ancora sul web, l'invito a scrivermi nei commenti le vostre letture della settimana oppure a lasciarmi il link dei vostri post è sempre valido.
E se restate ancora nei paraggi per un po', venerdì andrà online un nuovo appuntamento di Strange (Bookish) Things. ;)
Cheers! :)

lunedì 17 luglio 2017

[Recensione] "Even in Paradise" di Chelsey Philpot

Ciò che mi aveva attirata di questo libro in principio - anche se non ricordo dove l'ho visto la prima volta - è l'atmosfera alla Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald. 
E sì, tanto per essere frivoli, anche il fatto che il protagonista maschile si chiami Sebastian Buchanan - che suona come un magnifico incrocio di Sebastian Stan e James Buchanan "Bucky" Barnes (interpretato nel MCU proprio da Sebastian Stan). 
Forse in questo momento sembro una fangirl senza cervello, ma tant'è... 

Il libro è già stato tradotto dalla DeAgostini con il titolo Nemmeno in paradiso nel 2015. 


Titolo: Even in Paradise
Autrice: Chelsey Philpot
Data di uscita: 10 maggio 2016
Data di uscita originale: 14 ottobre 2014
Pagine: 384 (copertina flessibile)
Editore: HarperCollins

Trama [tradotta da me]: Quando Julia Buchanan si iscrive alla sua scuola, Charlotte Ryder non immagina che diventerà amica di questa nuova ragazza fuori dall'ordinario. Ma quasi immediatamente Charlotte è attirata nel mondo di Julia - un mondo di incontri a mezzanotte, feste impressionanti e case della vacanze che assomigliano a palazzi. Si ritrova persino ad innamorarsi di un ragazzo che prima non l'avrebbe degnata neanche di una seconda occhiata. Ma Charlotte presto si rende conto che Julia sta ancora soffrendo a causa di una tragedia. Una tragedia che tutta la famiglia Buchanan ha tenuto nascosta... fino a questo momento. 



--- ---

Questo libro, alla sua conclusione, mi ha lasciato una sensazione strana da descrivere. Mi ha lasciato una sorta di morsa allo stomaco dolceamara come aveva fatto il film Like Crazy con Anton Yelchin e Felicity Jones - con quella speranza per il lieto fine ma con, in fondo in fondo, quasi la consapevolezza e forse il desiderio per qualcosa di più amaro. 

Tutto inizia quando la protagonista Charlotte salva Julia Buchanan da una punizione esemplare per essere fuori dopo il coprifuoco e addirittura ubriaca fradicia sotto la finestra della sua camera al collegio St. Anne's. 
Di certo Charlotte non si aspettava che Julia la trascinasse nella sua vita senza neanche chiederle il permesso, incuriosita dal lato artistico di Charlie che osserva senza giudicare. E Julia è tanto indipendente e spigliata quanto introversa e bisognosa di attenzioni, restìa a condividere Charlotte con il resto della sua famiglia - considerata quasi l'aristocrazia del Massachusetts grazie al padre ex-senatore, ritiratosi dalla corsa a governatore dopo la morte della sorella di Julia. 
Charlotte vive quindi una vita completamente diversa da quella che aveva prima, costitutita dalla sua quasi adozione da parte del resto della famiglia Buchanan - con i loro nomignoli e ruoli ben specifici in quello che è chiamato "il circo", lo spettacolo che i Grandi Buchanan offrono di fronte al pubblico e feste che fanno da rivali a quelle descritte da Fitzgerald e viste in Gossip Girl in un tornado di colori e alcool. 

Anche le famiglie più in vista hanno dei segreti - anzi, forse ne hanno anche più delle altre e si mettono più d'impegno per nasconderli. 
E Charlotte lo scoprirà solo alla fine, solo quando i muri di Julia crolleranno e quando anche lei stessa crollerà - in parte scoprendo la verità e in parte perché la pressione di essere l'unica incaricata della felicità di qualcun altro è troppa da sopportare. 

Charlotte non sempre mi è piaciuta. Subisce talmente tanto il fascino di Julia e dei Buchanan da mollare le sue amiche di prima per stare sempre con lei e tutte le vacanze le trascorre ad Arcadia, in compagnia dei Buchanan. L'impressione è che, se i Buchanan l'hanno in qualche modo adottata - caricandola però di responsabilità e pressioni che non avrebbero dovuto essere sue dal principio - allo stesso modo lei ha adottato loro, praticamente dimenticandosi della sua famiglia. 
Non è neanche questione di soldi o ricchezza, è proprio il bisogno di stare con loro - con i loro fascino, con i loro soprannomi, con la loro eleganza, con la loro coesione che li rende così uniti e incapaci di passare inosservati ovunque vadano. 
Dico tanto, ma forse mi sarei fatta trascinare anche io in quella vita. 

Julia avrebbe dovuto piacermi ancora meno, con il pupazzo che si tira sempre dietro e il suo disordine e il bisogno viscerale di avere Charlotte tutta per sé. 
Eppure in qualche modo l'ho capita di più perché ho già visto ragazze come lei. 
Cerca tutto quello è possibile trovare sulla vita di sua sorella Augustine, di quelle parti in cui lei non è stata testimone - e in questo mi ha ricordato moltissimo Kiki di Wild Awake di Hilary T. Smith. Non solo me l'ha ricordata per questa ricerca spasmodica che a volte diventa il suo unico pensiero, ma anche per i momenti di folle entusiasmo alternati a momenti cupi di silenzio e dolore. 
E mi ha ricordato un po' anche le protagoniste dei romanzi di Courtney Summers, quelle che mettono su una facciata per tenere lontano le persone e nascondere quello che è davvero importante e quelle hanno comportamenti al limite dell'autodistruttivo per qualcosa che le rode dentro - a volte tutto contemporaneamente. 
E Julia Buchanan ha un po' tutte queste caratteristiche da ragazza Summers, solo un po' sbiadite perché non è lei la protagonista che parla. 

Ho subìto anche io il fascino dei Buchanan, anche se non come lo ha subìto Charlotte. 
Già ne Il Grande Gatsby amavo l'idea di quelle feste perché condividevo qualcosa con Jay Gatsby: quelle feste erano belle, eleganti e piene di vita, ma nascondevano comunque uno scopo. E vorrei viverla anche io una festa così, forse perché anche io avrei un altro scopo nascosto sotto la maschera. 
Ma quelle feste danno l'idea della gioia, della spensieratezza, del "per stasera i problemi non esistono" - danno l'idea della perfezione a cui sogniamo di avvicinarci almeno una volta. Amavo quelle feste nel libro di Fitzgerald e qui l'amtosfera è la stessa: un giardino, ospiti e un molo che si affaccia sull'acqua. 

Charlotte qui ha un po' la parte di Nick, che partecipa ma che sente comunque di non appartenere a quel mondo e Julia - non solo perché fa Buchanan di cognome - ha molto di Daisy per la sua fragilità e il suo scappare via. 

Confesso che, come Charlotte, mi sono anche io un po' innamorata di Sebastian - capace di essere affascinante, ma anche timido e molto goffo. 
Un po' mi vergogno ad ammettere che però sono stata assai influenzata dalle premesse all'inizio del post perché, sebbene le descrizioni fisiche non combaciassero praticamente in nulla, io continuavo ad immaginarmelo con l'aspetto di Sebastian Stan - esattamente con l'aspetto (non il carattere, sia chiaro!) che aveva quando interpretava Carter Baizen in Gossip Girl, quindi capite bene che la cosa non ha aiutato affatto ad impedirmi di sorridere come un'idiota ogni volta che compariva. 

Even in Paradise mi è piaciuto parecchio, ma non solo per le feste che appartengono ad una vita che non è la mia. 
A piacermi è stato il sogno che ha offerto anche se solo per poco tempo, la descrizione di come una famiglia ha reagito al dolore non sempre facendo la cosa giusta, il rapporto di co-dipendenza che alla fine ha portato Charlotte alla decisione di voler scoprire da sola il suo valore e il suo posto nel mondo - seppure con qualche cicatrice in più sul cuore e la consapevolezza che comunque avrebbe rifatto tutto nello stesso modo. 
Charlotte ha amato i Buchanan - Julia forse addirittura più di Sebastian - ma quel senso di costante incertezza e i troppo segreti alla fine sono stati troppo. 

Si parla di crescita, di amicizia, di cambiamento, di affermazione, di dolore, di famiglia.  
È un romanzo a cui ripenserò sempre con un nodo allo stomaco per quel senso di nostalgia e dolcezza mista ad amarezza - quella sensazione che si prova quando si ripensa ad un momento della nostra vita che ci ha segnato, indipendentemente da com'è andata a finire. Leggerlo in estate ha sicuramente contribuito a farmi entrare ancora di più nella storia e ad immergermi nell'atmosfera - un'atmosfera quasi triste, ma non per questo piena di rimpianti. 

Even in Paradise è uno spaccato di vita con un inizio, uno svolgimento e una fine - qualcosa di già accaduto che Charlotte ricorda, racconta e ogni tanto commenta. Voglio credere che se Julia alla fine sia riuscita in qualche modo a dare la spinta a Charlotte per prendere in mano la sua vita, allo stesso modo Charlotte sia riuscita a fare lo stesso per Julia - qualunque cosa porti il loro nuovo inizio.
E sia Julia che Charlotte con i loro sbagli, le loro paure, le loro incertezze, i loro sogni resteranno sempre con me perché questo romanzo è stato capace di attorcigliarmi lo stomaco con quella combinazione unica di nostalgia, malinconia, calore, desiderio e bramosia che si prova nell'adolescenza e che in qualche modo a volte ti resta dentro anche nella vita adulta. 

E questa recensione non è venuta affatto come avrei voluto e mi sembra di non essermi espressa al meglio delle mie capacità per rendervi partecipi di quello che mi ha tramesso questo romanzo. Perché se anche Charlotte e Julia non sono le protagoniste ideali, hanno quelle caratteristiche delle protagoniste che ho amato in altri romanzi e hanno anche qualcosa di me che resta quasi sempre nascosto.

mercoledì 12 luglio 2017

WWW.. Wednesday! #61

Sono giorni un po' caotici questi, in cui il tempo per leggere scarseggia. 
Ho iniziato un libro domenica, ma in questi ultimi due giorni ho letto davvero pochissimo - lunedì addirittura non ho letto neanche una parola. 
 
È che la settimana prossima dobbiamo dare il bianco in casa e sembra di essere nel bel mezzo di un trasloco - voi non avete la minima idea di quanti libri ho dovuto inscatolare. 

Vediamo però cos'ho fatto da mercoledì scorso fino ad oggi?



WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Brooklyn di Colm Tóibín era in lettura la settimana scorsa e l'ho finito anche prima di quanto mi aspettassi. Sebbene la protagonista mi sia sembrata un po' incolore e io non abbia condiviso molte delle sue scelte, il libro mi è comunque piaciuto tanto e tra qualche tempo metterò le mani anche sul film. Recensione QUI
Fuori programma perché è davvero breve, leggero e sottile - e io mi ero appena data lo smalto sulle unghie - ho letto È nata una star? di Nick Hornby, autore che io amo. Il film italiano che ne è stato tratto non l'ho visto, ma conoscevo la storia e nel leggerla ho riso come un cretina. Non ho scritto una recensione, ma ne ho parlato QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Ho iniziato domenica Even in Paradise di Chelsey Philpot - già tradotto in italiano dalla DeAgostini con il titolo Nemmeno in paradiso. Come vi dicevo sopra, causa apparente trasloco di quasi tutti i miei libri dovuto alla prossima imbiancata dei muri, non ho avuto molto tempo quindi non sono nemmeno ad un quarto del libro e non ho ancora nemmeno inquadrato i personaggi. Sebastian l'ho visto per tipo due pagine al momento. E visto quello che mi aspetta la settimana prossima, devo mettere mano alla lista trash di recuperi estivi. Il che mi porta a...



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Sì, ci vedete bene, si tratta di After di Anna Todd. E se avete delle espressioni stupite sui vostri volti - per la mia scelta, per il genere, per il fatto che non è da me - credetemi, ho anche io quella stessa vostra espressione. Ma sono settimane difficili e ho bisogno di qualcosa di poco impegnativo perché immagino che sarò esausta, quindi via di trash - sempre se i personaggi non mi faranno uscire fuori dai gangheri.

---

E siamo giunti alla fine... sempre se nel frattempo non siete svenuti per il mio WWW Future. Al massimo ci faremo una risata tutti insieme e ne ho sentite di cotte e di crude a proposito, quindi voglio leggere con i miei occhi. 
Comunque! 
L'invito è sempre quello di lasciarmi scritto nei commenti le vostre letture oppure il link del vostro post e tra uno scatolone e l'altro passo da voi! 
E stasera vado a vedere Spider-Man: Homecoming - come sono contenta! 
Cheers! :)

martedì 11 luglio 2017

Teaser Tuesday #13 | "Even in Paradise" di Chelsey Philpot

Ieri non ho letto neanche una singola parola - proprio non ho avuto tempo in primis e neanche la forza dopo, quindi sono ancora all'inizio del libro. 

Però un piccolo teaser tradotto da me c'è lo stesso.  

Teaser Tuesday è una rubrica del martedì ideata dal blog Should be Reading con lo scopo di condividere con voi lettori uno spezzone di un libro che abbiamo attualmente in lettura.

1. Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso
2. Condividi un breve estratto da quella pagina
3. Attenzione a non fare spoiler!
4. Riporta anche il titolo e l'autore del libro così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.


"Julia," dissi, guardando in ogni fila prima di arrivare sul davanti. Non c'era. 
"Pssst." Sebbene Julia potesse aver avuto l'intenzione di sussurrare, il suono vibrò nello spazio immenso. "Di qua."
Rilasciai un respiro che non mi ero accorta di trattenere. Lei c'era. 
"Julia?" Mi voltai e camminai verso la fine della prima fila di panche, chinandomi per far scorrere le dita sul sedile lucido per abitudine. Il legno sembrava la superficie di uno specchio sotto le mie dita. 
"Fuochino," mi chiamò. "Fuochino. Fuocherello. Fuoco."
Arrivata al grande pilastro alla fine della fila, girai a destra e iniziai a muovermi verso le scale del seminterrato. 
"Acqua. Sempre più acqua. Tanta acqua."
Tornai indietro alla prima fila. "Sai," dissi, "tutto questo sarebbe molto più veloce se solo mi dicessi dove sei."

(Chelsey Philpot - Even in Paradise)

lunedì 10 luglio 2017

BRT: Breve Riassunto della Trama #4

Nuovo appuntamento con questa rubrica inventata da me e se siete nuovi di queste parti, potete leggere la divertente(?) origine del suo titolo QUI

Oggi solo tre titoli perché i libri brevi iniziano a scarseggiare e quindi me li tengo per la (momentanea) cinquina finale.  

BRT: Breve Riassunto della Trama è una rubrica inventata da me a cadenza assolutamente casuale nella quale, a gruppi di cinque - o quasi, vi offro la mia opinione su quei libri a cui non ho dedicato un post di recensione sul blog.

Alfie un gatto per amico di Rachel Wells

Letto a luglio e presente in questo WWW Wednesday

Non è il terzo volume delle avventure di Alfie, questa è una novella che - da alcuni dettagli - si capisce essere ambientata dopo gli eventi di Il gatto che insegnava a essere felici. Non è strettamente per adulti, quanto più per bambini - e sì, non mi vergogno di averla letta - e vede Alfie alle prese con una nuova famiglia che si è trasferita da poco nella via accanto alla sua: una famiglia distratta e che non passa più troppo tempo insieme, con i genitori concentrati quasi esclusivamente sul talento musicale della figlia maggiore Viola e che sembrano accorgersi del figlio Stanley solo quando questo combina qualche guaio. La missione di Alfie? Ovviamente riportare la serenità nella famiglia, a cominciare dai due fratelli. Una novella molto carina e Alfie mi è sembrato finalmente più gatto che umano. 


Alfie va in vacanza di Rachel Wells

Letto a luglio e presente in questo WWW Wednesday

Seconda novella con protagonista Alfie e la famiglia Clover, la quale riparte praticamente dal punto in cui si era interrotta la prima. Se la prima si concentrava di più su Stanley, questa punta i riflettori su Viola. Alfie sperimenta per la prima volta il campeggio e l'ostilità neanche tanto velata del gatto dei signori Green - i proprietari del campeggio - dopo essersi addormentato per caso dentro il camper, lontano come non è mai stato da casa sua e dalle sue famiglie. Alfie si trova anche ad escogitare sempre nuovi piani per fare in modo che Viola interagisca con gli altri e non si senta esclusa, specialmente quando sua madre la obbliga ad andare ad esercitarsi al pianoforte mentre tutti gli altri bambini sono alle prese con nuove avventure e divertimenti. All'antipatico signor Green avrei poi fatto inghiottire il fischietto insieme alle sue 300 e passa regole del campeggio - che, davvero? 


È nata una star? di Nick Hornby

Letto a luglio e presente in questo WWW Wednesday

Ormai è risaputo che adoro Nick Hornby - anche se per me è quasi un'eresia leggere qualcosa di suo in italiano, ma anche la prima short story sua che ho letto era tradotta e questo libro l'avevo trovato da Libraccio mesi fa e ne avevo approfittato. 
Conoscevo già la storia perché ne è stato tratto un film con Luciana Littizzetto e Rocco Papaleo - che però non ho visto. 
Per chi non la conoscesse, tutto comincia quando una vicina troppo impicciona consegna a Lynn una busta con dentro un biglietto e un film porno... con in copertina suo figlio. Per Lynn è uno shock vedere Mark in quelle (non) vesti e sarà costretta insieme al marito Dave a ripensare a tutti i segnali che hanno perso nel corso degli anni e della crescita del figlio - un figlio che, per loro stessa e colpevole ammissione, non hanno mai visto con nessun talento. Tra ironia, frasi e battute a doppio senso che ormai sembrano inevitabili anche quando non volute e dette con serietà e la consapevolezza che alla fine potrebbe esserci di peggio, una storia breve che mi ha fatta ridere come una deficiente. E come solo Nick Hornby sa fare.