lunedì 19 febbraio 2018

What's on my bedside table? #43 | "Autoboyography" di Christina Lauren

In questo piovoso lunedì di febbraio, torno dopo un paio di giorni di assenza. 
Avevo promesso un booktag e avevo anche detto che avrei iniziato questo libro mercoledì scorso, ma proprio quel giorno mi sono accorta che il mio computer aveva qualcosa che non andava. 
Ho passato quindi tutto il weekend a copiare/spostare file sull'hard-disk esterno (e chi immaginava di aver accumulato così tanta roba?!) e stamattina l'ho portato dal tecnico - infatti adesso scrivo dal computer dei miie genitori.

Quindi vi dico già da ora che sono così indietro con la lettura che questa settimana non ci sarà nessun WWW Wednesday. 
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Autoboyography" di Christina Lauren
Un inedito con protagonista un ragazzo bisessuale trasferitosi da un paio di anni nello Utah, lo stato Mormone per eccellenza.


SONO A... 
Pagina 118. Sono appena ad un quarto della storia e la dinamica mi sta già facendo sorridere e ricordare il mio unico colpo di fulmine. Allo stesso tempo tratta un tema molto delicato e importante: quello dell'omofobia quando è strettamente connessa alla religione.


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... mi sono innamorata a prima vista della cover e la trama ha fatto il resto.

venerdì 16 febbraio 2018

[Spotlight] "Betty Suicide" di Federico T. De Nardi

Eccoci finalmente al weekend e alla segnalazione di cui parlavo mercoledì nel WWW - assecondando quindi la vena di thriller che mi è presa ultimamente. 

“Betty Suicide”, romanzo di Federico T. De Nardi, è uno spy thriller ricco di azione e colpi di scena, con influenze noir e una sottotrama gialla; racconta le vicende di Anastasija Kalashnikova, personaggio letterario scoperto da Sergio Altieri (che fu il primo a pubblicarla in appendice al n.1572 di Segretissimo.)


Titolo: Betty Suicide
Autore: Federico T. De Nardi
Data di uscita: 27 novembre 2017
Pagine: 216 (copertina flessibile)
Editore: CrimeLine

Prezzo: 13,90€ (cartaceo) - 3,49€ (ebook)
Link Amazon: http://amzn.to/2Gg53Wv

Trama: Anastasija Kalashnikova si trova a Chicago per lavoro, un lavoro che sa fare molto bene. Ha studiato la città, ne conosce i dettagli, ogni minimo particolare, tutti gli incroci, potrebbe disegnarne a memoria una mappa. Anastasija, in arte Betty Suicide, è una spia, una spia a cui hanno dato una missione: recuperare una semplice chiavetta usb che contiene una formula, un'invenzione protetta da Segreto di Stato. Lei sa cosa fare, cosa dire, come muoversi, chi cercare. La donna contatta e adesca Costas Crowley, uno stimato scienziato americano che solo dopo mesi si rende conto di avere di fronte una spietata spia russa. Per la bellissima ragazza questo è solo l'inizio: tutti la cercano, tutti la vogliono uccidere, tutti desiderano quello che ha rubato. Comincerà così una fuga rocambolesca tra le strade della città, cercando di portare a casa la pelle, scappando da un assassino all'altro, in una Chicago stretta nella morsa della paura a causa di un assassino seriale che uccide belle e giovani bionde. Proprio come Anastasija.


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È pubblicato sia in ebook che in cartaceo da Crimeline, collana editoriale (diretta da Annalisa Rizzi e Federica Gaspari) che pubblica romanzi e raccolte di racconti di genere Giallo, Thriller, Mystery, Pulp, Hardboiled, Crime e Noir in tutte le loro sfumature e sottogeneri.

https://collanacrimeline.wixsite.com/crimeline (editore)
http://www.ombregialle.it (sito dell'autore curato da Maria Ester Nichele)

Presente negli store online - da Amazon a IBS, da Feltrinelli a GoodBook.

giovedì 15 febbraio 2018

[Recensione] "Acerrimi nemici" di Jack Weiss

Il weekend si avvicina e, un po' più in ritardo di quanto avessi previsto, vi porto la recensione del penultimo libro che ho letto - e per cui devo ringraziare Sonia del blog Il Salotto del Gatto Libraio e altri blogger per il giveaway che mi ha permesso di vincerlo.


Titolo: Acerrimi nemici
Autore: Jack Weiss
Data di uscita: 14 novembre 2017
Pagine: 308 (copertina flessibile)
Editore: Lettere Animate
Link Amazon: http://amzn.to/2nseJpj

Trama: Se ti trovassi in mezzo a una dozzina di cadaveri senza ricordare nulla del tuo passato, se poi ti risvegliassi in ospedale senza un nome e ti dicessero di essere il boss del più grande cartello di droga della città, se ti rivelassero di essere un criminale e un assassino senza scrupoli ricercato dalla polizia di tutto lo Stato e se infine scoprissi di avere un grosso debito con la mafia russa e che la Yakuza ti sta cercando per ucciderti, tu cosa faresti? Braccato dalla polizia e con una taglia sulla sua testa, Antonio La Marca, detto Tony "il Boss", sa che per scoprire la verità c'è soltanto una cosa da fare: scappare.


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La prima cosa ad avermi attirata di questo libro è stata la sua ambientazione: una città che quasi annega nella pioggia che sembra non smettere mai di cadere dal cielo e nel sangue che si riversa nelle strade. 

Damp City è una città i cui angoli sono macchiati di violenza, droga e prostituzione. Una città in cui metà del corpo di polizia è corrotto e l'altra metà resta a guardare oppure non sa cosa fare. Una città occupata e divisa da tre organizzazioni criminali: la mafia russa, la mafia giapponese e Antonio "Tony il Boss" La Marca.
Basta solo il nome per spiegare il potere che esercita Tony su tutta Damp City, un potere così grande e un controllo così ferreo che nemmeno gli altri due boss osano invadere il suo territorio e con cui esiste una sorta di co-esistenza e un patto di non-aggressione. 

Damp City mi ha ricordato la Gotham City della DC, quella protetta da quel pipistrello mascherato che risponde al nome di Batman di cui sono un po' innamorata da quando avevo cinque anni. Ma qui non c'è nessun vigilante a salvare i cittadini di Damp City dai tentacoli di Tony - che sembrano arrivare ovunque senza mai trovare ostacoli. 
E questo romanzo mi ha anche ricordato un po' Blindspot perché il suo protagonista si risveglia senza alcun ricordo di chi è o di che cosa abbia fatto per finire in ospedale con un proiettile in testa. 

La storia di snoda su due linee temporali diverse: abbiamo i capitoli al presente in prima persona in cui il nostro protagonista riprende conoscenza in una stanza piena di uomini morti per poi svenire nuovamente e abbiamo i capitoli al passato, narrati in terza persona e non sempre con protagonista Tony ma anche altri personaggi. 

Scopriamo che Tony è rimasto orfano quando aveva solo tre mesi, che è scappato dall'orfanotrofio a dieci anni e che da allora ha vissuto una vita da criminale - prima con piccoli furti per poi arrivare con un'escalation a omicidi eseguiti a sangue freddo e ad un impero della droga messo su dal nulla. 

Quando si risveglia non ha alcuna memoria di quello che ha fatto e l'ispettore Stagger - che da anni non vede l'ora di sbatterlo in galera una volta per tutte - non crede minimamente alla sua amnesia. Tony non riesce a credere di aver fatto tutte quelle cose di cui è accusato e sebbene possegga ancora un forte istinto di sopravvivenza - specialmente quando i russi e la Yakuza tentano di ucciderlo per vendetta - non sente gli impulsi violenti che si suppone lui debba avere. Può un'amnesia cambiare totalmente l'indole di una persona? Può portare alla redenzione? 

Questa è la domanda che Tony si pone mentre fugge tra le strade e la violenza di Damp City, in cerca di risposte su quanto accaduto il giorno in cui gli hanno sparato e in cerca di se stesso - tentando in tutti i modi di sopravvivere nel frattempo. 


Tony è un narratore inaffidabile - e non solo perché ora ha perso la memoria, ma perché già prima era abituato a manipolare le persone per ottenere quello che voleva e quindi anche le azioni ambientate nel passato hanno sempre un secondo fine.

Lunedì avevo scritto che avevo una teoria, ma che poi si era rivelata sbagliata - e invece il mio sbaglio è stato ritenere proprio di aver sbagliato. Jack Weiss tesse così abilmente la storia che il lettore non solo rimane fregato da Tony, ma anche dallo scrittore stesso. E questo perché Weiss usa un trucco di cui ti accorgi solo alla fine, perché solo alla fine ricordi alcuni dettagli che forse avevi sottovalutato e ricordi di non aver mai notato nulla che davvero identificasse una linea temporale precisa. 

Jack Weiss gioca con il lettore ed è il primo a manipolarlo, portandolo ad empatizzare con questo Tony senza alcuna memoria in cerca del suo passato e mostrando nel frattempo il suo lato più malvagio negli altri capitoli per poi togliergli il tappeto da sotto i piedi. 
Ho capito come stavano le cose a circa 60 pagine dalla fine, solo poco prima che anche Tony le capisse - e questo significa che Weiss ha fatto un ottimo lavoro perché ha creato una storia così convincente che anche se sorgono dei dubbi, il lettore scrolla le spalle e si dice che non è possibile. Come ho fatto io ad un certo punto: avevo un sospetto, ma poi mi sono detta che non era possibile perché i conti non tornavano e quando tutto è venuto fuori alla luce del sole mi sono resa conto che c'erano state cose che invece avrei dovuto notare. 

In soldoni, se fino a metà ero convinta che il mio giudizio sarebbe rimasto sulle tre stelline - e peccato davvero per i diversi refusi che ho trovato, l'ultima parte e il plot-twist hanno decisamente alzato il voto. 
Jack Weiss e Antonio La Marca giocano con il lettore come il gatto con il topo e forse avrei dovuto accorgermi di quello che effettivamente mancava, di quello che non era scritto ma è stato proprio questo mio scrollare le spalle e andare avanti con la lettura che mi ha fatto apprezzare così tanto il romanzo alla fine. 

Una storia di sangue, violenza e vendetta ambientata in una città lasciata a se stessa, umida e criminale che non ha nulla da invidiare alla più famosa Gotham City. 


mercoledì 14 febbraio 2018

WWW.. Wednesday! #87

Febbraio continua a darmi l'impressione di essere più veloce di Flash - tanto che ieri ero convinta fosse giovedì e resta comunque il fatto che siamo già a metà mese e io mi chiedo cosa diamine ho combinato di concreto in questi giorni.  
 
Quindi, complici mille telefilm che si sono accumulati tutti in una volta e che mi stanno facendo restare indietro con alcuni dei miei propositi di quest'anno, andiamo a vedere le letture che ho miracolosamente portato a termine questa settimana.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho terminato ieri sera Acerrimi nemici di Jack Weiss. Il mio piano era quello di terminarlo magari lunedì e di scrivere la recensione ieri, ma poi sono sorti impegni improrogabili e ieri sono stata fuori tutto il giorno - dovendo anche andare a trovare una mia amica in ospedale. La recensione la scriverò quindi oggi e andrà online domani, ma vi posso già dire che mi è piaciuto e che ho capito come stavano le cose solo alla fine, poco prima che lo scoprisse il protagonista - questo per dirvi che la costruzione della storia riesce a mantenere la sorpresa fino alla fine.
Sebbene poi fosse tardissimo, ho anche letto Buona vita a tutti di J.K. Rowling. Graficamente il libro è stupendo e il discorso che la Rowling ha fatto ai laureati ad Harvard nel 2008 mi ha davvero emozionata seppure racchiuso in appena 69 pagine - di cui la metà sono disegnate. Ve ne parlerò in un futuro appuntamento della mia rubrica BRT: Breve Riassunto della Trama - anche se di questo passo vedrà la luce un po' più tardi di quanto avessi previsto. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


In realtà non sono nemmeno certa di riuscirlo ad iniziare Autoboyography di Christina Lauren tra la recensione da scrivere e altre cose da recuperare, ma lo metto comunque in lettura - dovessi anche solo leggere una pagina. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


In successione leggerò Il sole d'agosto sopra la Rambla di Damiano Dario Ghiglino - che mi è stato gentilmente mandato in digitale dal suo autore. 
Poi leggerò Le cose che credevamo di sapere di Mahsuda Snaith, che mi ha attirata sin dal primo momento in cui ho letto la trama. 

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Mi sembra di non dormire da cent'anni e nonostante la mia intenzione di fare un booktag questa settimana, non credo proprio che ne sarò in grado. 
Le uniche cose sicure sono che domani andrà online una recensione e venerdì o sabato una segnalazione, per il resto non faccio promesse. 
Nel frattempo scrivetemi nei commenti com'è andata la vostra settimana di letture oppure lasciatemi il link dei vostri post e, anche se fosse ad un certo punto della notte o per qualche miracolo capitasse di giorno, passerò da voi! 
Cheers! :)

lunedì 12 febbraio 2018

What's on my bedside table? #42 | "Acerrimi nemici" di Jack Weiss

Posto tardissimo oggi perché, come ho già detto, febbraio mi sta scivolando tra le dita e mi sembra di non avere mai il tempo per leggere - ecco perché ormai è quasi una settimana che sono alle prese con questo libro, ci sono stati giorni che non sono riuscita a leggere nemmeno una riga.
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Acerrimi nemici" di Jack Weiss
Un thriller di un autore italiano, ma ambientato nella fittizia Damp City in Oregon.


SONO A... 
Pagina 211. Mi mancano poco meno di un cento pagine e ancora tutti i pezzi - un po' nel presente e un po' nel passato - devono incastrarsi e trovare il loro posto. Credevo di avere un'idea, ma poi si è rivelata sbagliata e quindi adesso sono curiosa di scoprire come sia andata davvero.


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... l'ho vinto in un giveaway organizzato da Sonia del blog Il Salotto del Gatto Libraio e mi aveva attirata fin da subito per le somiglianze con Gotham City e Blindspot.

sabato 10 febbraio 2018

[Spotlight] "Il sole d'agosto sopra la Rambla" di Damiano Dario Ghiglino

Ed ecco la seconda segnalazione di oggi - che leggerò prestissimo grazie al suo autore che mi ha gentilmente inviato una copia digitale del suo romanzo. 


Titolo: Il sole d'agosto sopra la Rambla
Autore: Damiano Dario Ghiglino
Genere: LGBT, drammatico
Prezzo: 4,99€ - ebook (Kobo); 11,90€ - cartaceo (Amazon)
Pagine: 127

Trama: Sono i “giovani tramonti”, fragili e tenaci, ragazzi gay dai cuori spezzati impressi indelebilmente sullo sfondo di una Barcellona sotterranea. Ognuno alla ricerca di qualcosa e in fuga da qualcosa, ognuno con le proprie paure e i propri segreti.
Tra prostituzione e dipendenze, locali malfamati e preti pedofili, nostalgie e desideri brucianti, passioni e tenerezze passeggere, in attesa di quell'evento imprevedibile che cambierà per sempre le loro esistenze, cercheranno di fermare il tempo per vivere unicamente il presente ed attendere l'amore in quella dimensione, così sfuggente ed ambigua, dell'istante stesso.
Eppure quando un sentimento forte e sconosciuto si farà strada nei cuori dei diciottenni David e Borja, i più giovani del gruppo, la diffidenza e lo stupore lasceranno progressivamente spazio ad una coscienza sempre più profonda e ostinata.
Romantico e spietato al tempo stesso, questo romanzo rappresenta il ritratto psicologico di una generazione smarrita alla quale il futuro si presenta come imperscrutabile.

[Spotlight] "L’ultimo alito dell’estate" di Luca Rebecchi

Come è già successo la settimana scorsa, anche questo sabato mi dedico alle segnalazioni e nel corso di questi ultimi due giorni sono stata contattata da due autori. 
Per non fare torto a nessuno andrò in ordine cronologico e questa è la prima segnalazione, mentre la seconda arriverà tra qualche ora. 

Ma bando alle ciance e vi presento il romanzo di debutto di questo nuovo autore. 


Titolo: L’ultimo alito dell’estate
Autore: Luca Rebecchi
Prezzo: 15,00€ (cartaceo)
Editore: Bookabook

Trama: La vita che ha condotto gli ultimi otto anni in quel luogo sperduto equivale a un ritiro spirituale, un isolamento eremitico, più che ad un'esperienza primitiva. Ma i pensieri non possono essere messi a tacere a lungo, è questa la vera condanna degli uomini. 
Solo la morte riesce a domarli. 

Filippo è un giovane psicologo, attraente e sicuro di sé, ma basta un solo episodio in un mite pomeriggio di ottobre per mandare la sua vita in frantumi. Di colpo si rende conto di aver perso tutto: la donna che ama, la casa in cui vive, la professione che intendeva praticare... Dopo un tentativo di suicidio fallito, la madre - con la quale non aveva più rapporti da anni - gli fa promettere di vivere almeno fino al trentottesimo anno, l'esatta metà dell'aspettativa di vita di un uomo. Richiesta bizzarra che il figlio, nonostante l'avversione nei suoi riguardi, non sa rifiutarle. 
Così, le giornate di Filippo trascorrono solitarie una dopo l'altra, in una casa abbarbicata nelle Dolomiti bellunesi. Finché, a un passo dalla fatidica data del suo trentottesimo compleanno, incrocia sul suo sentiero Chiara, una graziosa ragazza dall'animo innocente e alle prese con un doloroso passato dal quale sta fuggendo. A dispetto della loro relazione forzata contraddistinta da reciproca insofferenza, scopriranno che qualcosa di sconvolgente li accomuna. E che da soli è impossibile combattere i propri fantasmi. 

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L'autore: 
Luca Rebecchi è nato nel 1974 a Modena. Da sempre convinto assertore di un sano sviluppo sostenibile, vive in un tranquillo paese della bassa pianura emiliana, dove lavora come frutticoltore nella sua azienda biologica. 
L’ultimo alito dell’estate è il suo primo romanzo. 

venerdì 9 febbraio 2018

This Is Not a Drill! I Repeat, This Is Not a Drill! #2

Non è una rubrica che appare spesso questa - e lo dimostra il fatto che questo sia solo il secondo appuntamento - ma la rispolvero solo nelle grandi occasioni.  
 
Ovvero quando c'è da fangirlare come se non ci fosse un domani.  

This Is Not a Drill! I Repeat, This Is Not a Drill! è una rubrica inventata da me a cadenza assolutamente casuale nella quale fangirlo come una pazza esaltata sulle nuove uscite dei miei scrittori preferiti.

Esattamente come era successo nel primo appuntamento, anche questo sarà dedicato a Courtney Summers perché - dopo un countdown su Instagram che mi ha fatta quasi morire di impazienza - nelle prime ore di questa notte finalmente è stata annunciata la data del suo prossimo romanzo. E con tanto di cover ed estratto. 




Dire che ho l'entusiasmo a mille mi sembra un eufemismo.  
Che poi ho notato adesso che il giorno di settembre in cui esce è il quattro - e negli anni precedenti altre due cose belle sono successe il 4 settembre.  

La cover mi piace, per quanto molto diversa da quelle degli altri suoi libri - è bianca e c'è un disegno invece di una fotografia, ma come in tutti gli altri i lineamenti del viso della ragazza non si vedono. 



Sadie hasn't had an easy life. She grew up on her own, and she's been raising her sister Mattie in an isolated small town, trying her best to provide a normal life and keep their heads above water. But when Mattie is found dead, Sadie's entire world crumbles. After a somewhat botched police investigation, Sadie is determined to bring her sister's killer to justice, so she hits the road to find him, following a few meager clues. When West McCray— a radio personality working on a segment about small, forgotten towns in America — overhears Sadie's story at a local gas station, he becomes obsessed with finding the missing girl. He starts his own podcast to track Sadie's journey — and he's hoping to figure out what happened — and find her — before it's too late.

L'estratto è invece leggibile su Bustle - e niente, continuo a pensare che Courtney Summers dovrebbe essere tradotta anche qui in Italia. 

Mi è bastata una frase dell'incipit per essere già innamorata di questo romanzo.

mercoledì 7 febbraio 2018

Le Coppie Librose | Nick & Norah

Bentornati con questo secondo post in questo primo mercoledì di febbraio! 
Questa mattina avrete sicuramente visto il WWW e sebbene non sia mia abitudine pubblicare due post al giorno, questa è invece un'occasione speciale.

Quella che segue sotto è la terza tappa di un viaggio romantico attraverso le coppie preferite di tante blogger proprio nel mese di San Valentino - e sì, lo so, normalmente sono molto cinica, ma a volte riesco anche io a tirare fuori un lato tenero. 


Devo ovviamente e doverosamente ringraziare Susy del blog I miei magici mondi: riesce sempre a creare progetti ai quali è praticamente impossibile rinunciare. 
Motivo per il quale quando mi ha contattata e mi ha chiesto se mi andava di partecipare non ci ho neanche dovuto pensare due volte - così come non ho neanche dovuto pensare due volte alla coppia che avrei scelto di presentare.


Titolo: Tutto accadde in una notte
Titolo originale: Nick & Norah's Infinite Playlist
Autori: Rachel Cohn & David Levithan
Data di uscita: 9 maggio 2006
Pagine: 187 (copertina flessibile)
Editore: Mondadori
Link Amazon: http://amzn.to/2BFNPUo

Trama: Manhattan, sabato sera, un locale punk. Nick, che ha appena finito di suonare con il suo gruppo, chiede a una sconosciuta di essere la sua ragazza per cinque minuti. Le chiede solo cinque minuti e un bacio. Quanto basta per farsi vedere dalla sua ex che incede sicura nel locale con il nuovo ragazzo. Ma anche quanto basta per precipitare con Norah in una notte lunghissima. Vagando in una New York piovosa e sfavillante di luci, tra tassisti scontrosi, buttafuori vestiti da coniglietta, ingombranti ex fidanzati, un giubbotto che si chiama Salvatore e una vecchia auto di nome Jessie, Nick e Norah vivranno una notte indimenticabile, al ritmo di una colonna sonora fatta di clacson, cellulari squillanti e canzoni: pezzi rock urlati nei locali, testi appassionati scritti sui marciapiedi, canzoni amate e canzoni odiate, in una playlist all'ultimo respiro.

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Correva l'anno 2006, un anno che mi ha segnata per molti aspetti. 
Ma senza scendere nel personale vi basti sapere che stavo attraversando quello che sarebbe stato l'inizio di un periodo di profonda crisi, che i miei gusti musicali stavano ancora cambiando e virando più sul "pesante", che non leggevo da un paio di anni e che questo libro - insieme a Twilight di Stephenie Meyer e I Love You, Beth Cooper di Larry Doyle - è uno dei pochi che ricordo della mia adolescenza. 

Nel 2006 avevo diciassette anni e una connessione internet a 56K - cosa che se non fosse per le chiavette internet mia e dei miei genitori ancora avremmo, dal momento che qui non hanno mai neanche sentito parlare di ADSL. 

Nel 2006 avevo diciassette anni e usavo il computer principalmente per scovare nuova musica e scrivere sul mio primo blog di Splinder, ma un giorno sono capitata su un forum e ho trovato un topic che parlava di questo libro. 
Il titolo mi attirava perché mi ricordava un libro dal titolo simile che mi avevano regalato i miei genitori quando ero piccola, la trama parlava di musica e la cover mi piaceva perché in fondo mi consideravo emo - per gli anni successivi avrei sempre avuto il super-ciuffone che mi copriva metà faccia, gli occhi pesantemente truccati di nero, polsini e cinture a scacchi borchiate. 

Tutto accadde in una notte è stato il primo libro che ho letto dopo un paio d'anni di silenzio e di blocco, Nick è stato il mio primo Fidanzato di Carta (se escludiamo Mr. Darcy) e innamorandomi un po' di lui mi sono anche un po' innamorata di nuovo della lettura - anche se avrei ripreso a leggere davvero solo anni dopo. 


Rileggere questo libro è stato davvero emozionante - lo ricordavo bene, ma avevo scordato quanto fossi simile a Norah. 

La storia inizia un sabato sera in un locale di New York in cui Nick, il bassista di una band queercore, intravede la sua ex-ragazza nella folla insieme al suo nuovo tipo. Una volta finito il set e raggiunto il bancone, si accorge con orrore che Tris si sta dirigendo verso di lui e per non essere costretto a parlarle, Nick chiede alla ragazza di fianco a lui di fingere di stare insieme per cinque minuti. 

Norah, figlia di un produttore discografico, è nel locale insieme alla sua amica Caroline - persa chissà dove con un membro di qualche band - sognando il giorno in cui sarà lei a gestire il locale di Crazy Lou, quando vede arrivare la sua non-proprio-amica-ma-neanche-nemica Tris con l'ultima preda. E pur non di parlarle, accetta l'offerta dello sconosciuto e prendendo l'iniziativa lo bacia. 

Nick e Norah ancora non sanno di avere Tris come conoscenza in comune. 
Nick non sa che Tris e Norah si conoscono sin dall'infanzia e Norah non sa che Nick è quel fantastico ragazzo che Tris ha tradito e mollato senza pietà, nonostante le meravigliose compilation e le canzoni create apposta per lei e che Norah segretamente le invidiava. 

Tra Nick e Norah è quasi attrazione istantanea, ma in mezzo ci sono amiche ubriache da riportare a casa, ex-ragazze non ancora del tutto dimenticate ed ex-ragazzi che tornano dal Sud Africa apposta per denigrarti di fronte agli altri, incomprensioni e insicurezze da parte sia dell'uno che dell'altra che creano fraintendimenti. 

Ma Nick e Norah suonano una playlist tutta loro, seguono un ritmo che soltanto loro sentono e sono dolci, imbranati e spaventati dall'intensità che di quello che potrebbe succedere tra loro - tanto che spesso vanno fuori tempo. 
Ma è la vita notturna di New York a farli sentire così? Sono le luci, gli odori, la sensazione magica di una notte epica che sembra destinata a non finire mai? 
Sopravviveranno una volta che giungerà l'alba o il potenziale che c'è tra loro si dissolverà con le prime luci del mattino? 
Quando finisce la notte? Forse solo quando decidiamo noi che è finita. 


Nick mi aveva conquistata subito, non solo per la descrizione accennata al suo aspetto e che corrispondeva esattamente ai canoni estetici che a diciassette anni mi attiravano, ma anche per la sua ironia e la sua dolcezza e il suo prendere le cose - le relazioni - sul serio. Ma è anche un ragazzo che fraintende e sbaglia e che poi cerca di rimediare - già, perché per lui avere una risposta a monosillabi pronta ogni volta che gli viene fatta una domanda significa che la conoscenza reciproca sta andando alla grande. Sicuro.
Norah... non ricordavo fosse così simile a me in certe cose. Ha le sue opinioni ma spesso di rende conto di avere preso un abbaglio quando è troppo tardi, è una ragazza straight-edge in un mondo in cui gli eccessi sono la normalità, è una snob musicale, sa di non essere una di quelle che fanno girare la testa ai ragazzi, sa essere decisa e determinata a volte al limite della strafottenza, straparla quando è nervosa e fa e dice cose che forse potrebbero farla sembrare un po' pazza, ma è anche insicura per tutto quello che riguarda il mondo dei ragazzi - gentile cortesia di quell'idiota del suo ex-ragazzo Tal. 

Nick e Norah insieme sono dolci, teneri e imbranati. 
Si piacciono, ma sanno anche di non essere i tipi di persone che "corrono", ma con il rischio che la notte finisca senza la certezza di una seconda possibilità sono pronti ad uscire dalla loro comfort zone. Sono pronti a fare un atto di fede, sono pronti a fare il salto per conoscersi e scoprire se davvero quella musica che i loro corpi hanno sentito fin dal subito è davvero quella giusta. 

Alcune recensioni negative che ho letto su Goodreads hanno parlato di insta-love, ma secondo me non è questo il caso. 
Attrazione instantanea quella sì (che poi neanche tanto visto che quel primo bacio è stato dettato dalla "disperazione" del momento e poteva trattarsi di Norah come di chiunque altra e quello che poi li spinge a stare insieme nel corso della serata è la curiosità nel trovarsi di fronte qualcuno diverso dal solito), il potenziale per qualcosa di più e di duraturo sì, ma sia Nick che Norah sanno che prima devono conoscersi meglio. 
E ho avuto diciassette anni anche io, sono stata anche io un mix di punk/rock/emo e adoravo andare ai concerti delle band emergenti - un po' perché mi esaltava sapere di essere una delle poche a conoscere una certa band, un po' perché perché ho sempre avuto un debole per i musicisti (e in particolare i cantanti) e un po' perché, in fondo, sognavo anche io di incontrare in quel mo(n)do il mio Nick. 

Quindi sì, in fondo io sono di parte e vedrò sempre questo romanzo con gli occhi a cuoricino perché è stato il primo a farmi battere il cuore dopo molto tempo quando ero adolescente e una delle poche gioie di quel 2006.  
Ma probabilmente lo adorerei anche se l'avessi letto adesso per la prima volta a quasi 29 anni - in fondo dentro di me c'è ancora quella ragazzina di diciassette anni. 

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Titolo: Nick & Norah - Tutto accadde in una notte
Regista: Peter Sollett
Attori: Michael Cera, Kat Dennings, Aaron Yoo, Rafi Gavron, Ari Graynor, Alexis Dziena, Zachary Booth, Jay Baruchel
Durata: 90 minuti
Uscita ITA: 13 febbraio 2009

Trama: Sono passate 3 settimane, 2 giorni e 23 ore da quando Tris ha rotto con Nick. La ragazza si è già trovata un rimpiazzo, mentre Nick è ancora scottato dalla fine della loro storia. Quando Nick vede la nuova coppia tra il pubblico del concerto della sua band, i Jerk Offs, è devastato. Pochi minuti dopo però, una bella ragazza, Norah, gli si avvicina e gli chiede di fingere di essere il suo boyfriend per cinque minuti. Resteranno insieme tutta la notte, in una Manhattan magica che regalerà loro momenti indimenticabili.

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Prima di lunedì pomeriggio avevo visto questo film soltanto un'unica volta nella mia vita - e mi sono ricordata perché.  

Partiamo da quello che è stato e continua ad essere il più grande NO di questo adattamento cinematografico: Michael Cera nei panni di Nick O'Leary. 
NO, NO, NO E ANCHE NO. 
Che ne è stato del mio fantastico emo-punk Nick? 

Michael Cera non ha mai suscitato in me un minimo di attrazione e nei panni di un bassista emo-punk non ha un briciolo di carisma o credibilità. Perché è vero che Nick "stona" un po' in quanto unico etero in una band gay, ma non è così scialbo come lo fa sembrare per tutto il tempo Michael Cera.
Onestamente non mi sono mai domandata che attore avrebbe potuto essere all'altezza di Nick, probabilmente perché all'epoca tra gli attori non c'era nessuno che corrispondesse abbastanza allo stile e poi perché per me Nick era quello sulla cover del mio libro. A posteriori, direi che Aaron Johnson - così come era nel film La mia è vita è un disastro, altro adattamento di un libro che amo - forse sarebbe andato bene.

Se lo prendete come film, solo ed esclusivamente come film, allora può anche essere una commedia ironica e divertente. Ma se lo pensate in relazione al libro non ci siamo proprio. 

Come ho già detto, Michael Cera nei panni di Nick non mi piace. Il Nick del film è quasi patetico, striscia ai piedi di Tris in una maniera indegna e invece, per quanto ferito, nel libro ha molta più spina dorsale. 
Norah parte un po' sottotono, ma adoro Kat Dennings dal 2004 e come Norah Silverberg devo dire che mi piace e che mi convince - salvo il fatto che la sceneggiatura le fa prendere del tutto l'iniziativa al primo incontro con Nick e se è vero che anche nel libro è lei la prima a baciarlo, lo fa solo dopo che Nick le ha fatto la proposta di fingersi la sua ragazza. E non lo dico perché io sia contraria ad una ragazza che fa la prima mossa, ma perché non è nel carattere di Norah. 

Che altro dire? 
La maggior parte del film è inventata di sana pianta e i personaggi secondari sono stati tenuti in scena con la funzione di spalla comica ai protagonisti - a volte anche snaturandoli un po'. Gli ex poi sono più molesti che mai quando nel libro non ne vogliono sapere di parlare con Nick e Norah.
Nel libro Thom e il suo ragazzo Scot si offrono di portare a casa una Caroline ubriaca mentre Dev sparisce con il cantante degli Hunter Does Hunter, qui invece del ragazzo di Thom non c'è traccia e Dev resta in furgone con lui e Caroline e un tipo totalmente random conosciuto al club. 

Potrei essere d'accordo sul fatto che fare un film solo su e con Nick e Norah forse avrebbe potuto essere "monotono", ma così si perde tutta la magia di quei due che esplorano e vivono New York e intanto esplorano e vivono se stessi e l'altro. 
Nel film invece è tutto un correre di qua e di là alla ricerca di Caroline che, ubriaca, è scappata dal furgone convinta che l'avessero rapita. 

Il punto è che se nel libro i personaggi secondari spariscono, lo fanno solo per ricomparire al momento più opportuno quando a Nick e Norah serve una scossa per uscire dalla situazione di stallo.

Sorvolerò poi sul fatto che uno dei momenti chiave, quello in cui Nick finalmente capisce di dover andare a rincorrere Norah grazie al discorsetto su I Wanna Hold Your Hand dei Beatles, sia pronunciato da Thom e non da Dev - perché c'è un motivo e c'è un senso se a pronunciarlo è Dev.  

Lo so, sono estremamente pignola, ma non ricordavo quanto fosse stata alterata la storia nel film, tra scene inventate di sana pianta e luoghi che nel libro non esistono e momenti che vengono anticipati. 
A vederli sullo schermo ti domandi seriamente su che basi quella Norah e quel Nick si piacciano o vogliano iniziare una storia. 

Se lo prendete come film a sé è anche carino, ma da amante del libro da quando avevo diciassette anni per me è un po' una sofferenza vedere gli eventi cambiati e un Nick totalmente diverso da come l'avevo sempre immaginato. 

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La mia tappa finisce qui, vi lascio il calendario qui sotto così potete recuperare quelle che eventualmente vi siete persi e per ricordarvi di non mancare le prossime - domani tocca a Silvia del blog La nostra passione non muore ma cambia colore e con una coppia che personalmente amo da morire. Non è che a qualcuno avanza un Mark Darcy?


Come sempre ho straparlato, quindi direi di chiuderla qui. Cheers! :)