martedì 31 maggio 2016

[Recensione] "Briciole" di Lorenzo Naia e Roberta Rossetti

Prima di tutto è doveroso un ringraziamento a Simo del blog La Biblionauta e alle altre blogger che hanno organizzato un tour che definire gustoso è dire poco e grazie alla VerbaVolant che ha messo in palio una copia di questa meraviglia, di questa opera a cura di Lorenzo Naia (per i testi) e di Roberta Rossetti (per le illustrazioni). 


Titolo: Briciole
Autori: Lorenzo Naia (testi), Roberta Rossetti (llustrazioni)
Data di uscita: 10 maggio 2016
Pagine: 65 (copertina rigida)
Editore: VerbaVolant

Trama: Ogni giorno nella Parigi dei primi del Novecento tante briciole di dolci si sentono scartate e rifiutate e vagano sconsolate per la città senza capire il perchè della loro triste sorte. Brisè, una briciola di tartelletta alla frutta, avanza verso l’Arco di Trionfo senza sapere che di lì a poco avrebbe incontrato tante altre briciole come lei: Tarte Tatin, Croquenbouche, Savarin, Eclair e tante altre… Seduta su una buccia di banana ai Jardins des Tuileries, una briciola di Churros, Pepito, regala preziosi consigli alle briciole rimaste orfane di impasto e le condurrà da Bibì, uno sfortunato ma tenace pasticcere della rue de Bièvre che non riesce ad attirare clienti nel suo negozio. Tutte le briciole si uniranno a un impasto di Bibì dando vita a un dolce molto speciale: ad assaggiarlo per prima sarà Marie Riderot, una spietata critica gastronomica della prestigiosa rivista “Paris Gourmet” fortunosamente giunta in pasticceria per ripararsi da un temporale. Un’esplosione di gusti che farà meritare a Bibì una fantastica recensione sulla rubrica “Saint Honorè”. 



Si tratta di una lettura breve, ma estremamente piacevole e assolutamente golosa. 
Insomma, queste povere briciole vengono abbandonate.. ma come si fa? 
Sacrilegio!

Il libro profuma - non di dolci, ma le sue pagine profumano comunque e ho passato almeno due minuti a sfogliarlo stando attentissima alle pagine intanto che le annusavo. 

È la storia di queste briciole abbandonate che vagano nelle strade di Parigi in cerca di qualcuno che si prenda cura di loro e grazie ad una briciola spagnola che ha già vissuto quest'esperienza prima di loro incontrano Bibì, uno sfortunato pasticciere che non riesce ad avere tutti i clienti che meriterebbe. 
L'incontro tra le briciole e Bibì sarà decisivo perché darà vita ad un dolce così buono che conquisterà persino la critica gastronomica di dolci più severa di Parigi. 

I disegni sono bellissimi, accompagnano le briciole lungo le strade di Parigi e ci donano sguardi incantevoli sulla città. 
Le briciole stesse sono bellissime, ognuna con la sua storia e la sua particolarità e sembra quasi di sentire il loro profumo mentre attraversano Pairigi lasciandosi una scia dolcissima dietro. 

È una lettura breve e dolcissima, l'ideale per rilassarsi dieci minuti dopo una giornata faticosa e per ritrovare il sorriso. 
Ma mi raccomando, abbiate sempre vicino qualcosa da mangiare perché la storia di queste belle briciole è inframezzata dalla storia della loro nascita e non potrete resistere di fronte a tutta quella bontà! 

Mi sa che vado in perlustrazione della dispensa.. 

 [la bellissima carta nella quale era avvolto il libro - foto appartenenti alla VerbaVolant]


[un esempio dei disegni e la dedica all'interno]



[Recensione] "Lo strano viaggio di un oggetto smarrito" di Salvatore Basile

Se mi seguite nei miei vari WWW, allora avrete letto che il romanzo oggetto di questo post lo bramavo con tutta me stessa e che l'avevo messo in wishlist non appena ho visto la sua copertina e letto la sua trama ancora a marzo. 

Quindi un grazie a mia madre che ha pensato bene di regalarmelo mentre lei e mio padre tornavano dalla comunione di mio cugino a Bergamo. 
La mamma è sempre la mamma, in fondo, e proprio di una mamma si parla anche in questo libro... 


Titolo: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito
Autore: Salvatore Basile
Data di uscita: 5 maggio 2015
Pagine: 290 (copertina rigida)
Editore: Garzanti

Collana: Narratori Moderni

Trama: Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po' ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario, lo ripone nella valigia, ma promette di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza sulla banchina.
Sono passati vent'anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l'unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell'unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano.
Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l'ha lasciato lì. Per lui.
E c'è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.
Questa è la storia di un ragazzo che ha dimenticato cosa significa essere amati. È la storia di una ragazza che ha fatto un patto della felicità, nonostante il dolore. È la storia di due anime che riescono a colorarsi a vicenda per affrontare la vita senza arrendersi mai.



Con questo libro è stato amore a prima trama - e se non era un modo dire prima, ora lo è diventato. 
Perché? 
Perché ho sentito subito un'affinità con Michele - immediata, forte, dolorosa - sebbene io abbia ancora mia madre accanto a me ma, come dice l'autore nell'intervista alla fine del romanzo, alla fine tutti bene o male sperimentiamo il dolore dell'abbandono ad un certo punto della nostra vita. 

(E vi giuro che cercherò di non renderla estremamente personale come avevo fatto con Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore di Susanna Casciani.)

Michele un giorno torna a casa a da scuola prima del previsto e trova sua madre con una valigia ai piedi e il suo diario in mano. 
E la mamma - la sua dolce, sorridente e meravigliosa mamma - gli chiede se può tenere il suo diario, che non lo leggerà ma che glielo riporterà. 
E Michele, un bambino di sette anni confuso, osserva la sua mamma salire sul treno e partire. 
Non farà mai ritorno. 

Vent'anni dopo Michele ha ereditato il lavoro del padre, quello di capostazione a Miniera di Mare e si occupa amorevolmente dell'unico treno che ogni mattina parte e immancabilmente torna ogni sera. 
Lo stesso treno su cui era salita sua madre, con la differenza che lei a Miniera di Mare non ci è più tornata. 

Michele si prende cura di quel treno, si prende cura di tutti quegli oggetti smarriti che trova nei vagoni e offre loro una casa e un riparo e una compagnia e affetto - quello stesso affetto che a lui è stato negato. 
Il padre gli ha sempre ripetuto che non ci si può fidare delle persone, che tutti sono portati ad ingannarti prima o poi e Michele, con una ferita mai rimarginata a causa dell'assenza della madre, si è rinchiuso in una vita solitaria costituita di brevi pasti e tanta solitudine - non esce nemmeno dal cancello della ferrovia. 
Ha i suoi oggetti smarriti da cui tornare a casa ogni sera e sono gli unici che non possono abbandonarlo. 

Finché una sera Elena irrompe nella sua vita - gli entra di prepotenza in casa alla ricerca di una cosa che ha perso sul treno, gli fa bruciare la cena, invade la sua vita e stravolge la sua routine e quella "pace" che aveva raggiunto. 
Elena è un vulcano, chiacchiera in continuazione, in brevissimo tempo riesce a insinuarsi nei pensieri di Michele, il quale rimane frastornato - improvvisamente ha a che fare con una persona dopo quasi vent'anni di sporadici contatti con solo il garzone del supermercato, il macchinista del treno e il controllore. 
Michele si spaventa e allontana Elena con tutte le sue forze perché non può fidarsi e cerca in ogni suo gesto una prova che il padre aveva ragione, che non bisogna riporre la propria fiducia negli altri. 

E la sera dopo, quasi alla fine del suo giro di ispezione, ecco che trova un quaderno su un sedile e riconosce il suo diario, quello stesso diario che sua madre si era portata con sé tanti anni fa. 
Come fa ad essere lì? Da dove arriva? È stata forse sua madre a portarglielo? E ora dov'è? 

L'unica cosa a cui riesce a pensare è quella di contattare Elena e chiederle se ha visto sua madre. Lei dice di no, ma si propone di aiutarlo a cercarla e studia un piano d'azione per lui da seguire. 
Michele inizialmente rifiuta, ma poi il pensiero che sua madre possa essere alla fine di una fermata del treno ha la meglio e, seppure ancora riluttante, parte. 


È vero, questa è la storia di Michele che parte alla ricerca di sua madre sparita vent'anni prima, ma non è solo questo - più di tutto è la storia della ricerca di se stessi. 

Mi sono vista moltissimo in Michele: tante barriere costruite per proteggersi, sfiducia e diffidenza verso gli altri, insicurezze e tarli che mordono da anni. 
Sempre con quella sensazione che la fregatura sia dietro l'angolo, che qualcosa sia troppo bello per durare.
Sempre con quella solitudine a fare compagnia, con quelle piccole abitudini e gesti rituali rassicuranti che non ti fanno vivere ma solo sopravvivere. 

E tanto per restare in tema con il libro citato prima, Michele vive con il cuore in un ripostiglio e forse lo faccio anche io e per quello tutta la "storia d'amore" con Elena mi ha fatto storcere il naso. 

Elena sul finale si riscatta perché finalmente scopriamo anche la sua storia e c'era una cosa che avevo sospettato, ma poi scartato e alla fine sono rimasta sorpresa quando è stato rivelato che avevo ragione. 
Ovviamente non ve lo posso dire, sarebbe spoiler. 

Comunque Elena mi dava sui nervi inizialmente. 
Ve l'ho detto, forse è perché sono cinica e ho il cuore in un ripostiglio - facciamo pure una cantina - ma il fatto che alla terza sera che lo vede lei si aspetti e cito: "una dichiarazione d'amore".. no, non sta né in cielo né in terra. 
Dopo, quando finalmente conosciamo la sua storia, parte di questi sentimenti risultano accettabili ma all'inizio proprio no, come Michele volevo dirle di tornarsene a casa. 

Dal lato di Michele invece li capivo di più e passatemi la "superficialità" del pensiero - dopo vent'anni di solitudine credo sia anche normale che si "attacchi" a qualcuno che finalmente lo vede come una persona, che vuole e tenta di sapere di più nonostante il senso di fastidio iniziale per l'invadenza. 
Vi ho promesso che non sarei scesa nel personale quindi vi dirò solo che pure io mi sono ritrovata a provare "amicizia" improvvisa per una persona del tutto nuova quando a diciassette anni ho avuto un crollo. 
Ti aggrappi a questa persona perché finalmente senti qualcosa di "vero" e non più solo la tua apatia e la tua noia, ma da qui a provare amore ce ne passa! 

È l'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso del rapporto tra Michele ed Elena, questo "amore" che nasce dal nulla quando ci sono cose più importanti a cui pensare. 
E Michele, grazie al cielo, dà la precedenza a queste cose e alcune scenate Elena se le poteva pure risparmiare, anche se nel finale un po' l'ho perdonata perché comunque è lei a dare la spinta iniziale a Michele e a spronarlo anche quando lui sembra voler mollare. 
È la sua presenza che di fatto lo riporta alla vita, non lo shock causato dal diario tornato a casa con quello stesso treno che aveva portato via sua madre. 
E anche Elena ha sofferto, ma ha fatto una promessa e non intende darla vinta al dolore. 

Salvatore Basile a volte usa un linguaggio ricercato per porre l'attenzione sui gesti e sulle emozioni dei protagonisti, su quelle cose che li scuotono nel profondo.  

Questo romanzo è pieno di frasi da sottolineare, di emozioni, di lacrime sull'orlo di cadere - è pieno di vita e di tutto quello che la compone: dolore, gioia, abbandono, speranza.

Michele parte alla cieca e in questo viaggio conosce tante persone - persone che gli donano un sorriso e persone che invece gli fanno venire voglia di mollare tutto e tornare a casa. 
Conosce personaggi strani e a prima vista bizzarri che gli insegneranno lezioni inaspettate e soprattutto conoscerà il vero Michele, in un corso accelerato sulla vita e su tutto quello che ha perso negli anni in cui è rimasto bloccato nei panni del bambino di sette anni abbandonato dalla mamma. 
Sperimenta quindi per la prima volta tutto quello che c'è al di fuori della stazione, lo trova dentro di sé e negli altri, riscopre alcune delle cose di cui si era volontariamente - e inconsciamente - privato quasi si trattasse di una punizione.

Questo romanzo mostra come la vita sia un puzzle a cui mancano i tasselli: alcuni li trovi e si incastrano, altri li perdi per strada e poi magari spuntano di nuovo fuori, altri sono perduti per sempre e alcuni magari non sono l'incastro perfetto ma vanno bene uguale. 

Michele parte alla ricerca di sua madre e nel farlo trova se stesso. 
E forse non tutte le domande hanno una risposta, ma sono meno opprimenti se trovi qualcuno smarrito come te e le condividi con lui. 

"Michele ripensò alla memoria dell'arto fantasma, a quelle dita che facevano sentire ancora la loro presenza. E capì che, in fondo, funziona così anche con le persone. Spariscono, muoiono o, semplicemente, vanno via. Eppure la memoria, molte volte, le rende ancora presenti, come fantasmi."

e ½

mercoledì 25 maggio 2016

WWW.. Wednesday! #6

Nuova settimana, nuovo WWW. 
Molti telefilm che seguo sono anche già a stagione conclusa o comunque quasi alla fine, quindi ho più tempo da dedicare alla lettura. 

Vediamo com'è andata questa settimana anche se ormai sapete che vado avanti al ritmo di un libro alla volta? 
Dettagli. 

WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.


What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho finito lunedì alle due di notte Gli occhi neri di Susan di Julia Heaberlin - un thriller psicologico più che altro, non uno da intendersi nel classico senso del termine e proprio per questo mi è piaciuto. 
Ricordo dai commenti della settimana scorsa che alcune di voi aspettavano la mia recensione una volta concluso e se non l'avete ancora letta, potete farlo cliccando QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho iniziato ieri Lo strano viaggio di un oggetto smarrito di Salvatore Basile e ho già passato il centinaio di pagine. Scorre veloce e sapevo che sarebbe stato così perché mi aveva catturata sin da quando ho visto la sua copertina e letto la sua trama ancora a fine marzo. 
Mi sta piacendo e non poco perché io sono esattamente come Michele in quanto a paure e modi di pensare e convinzioni radicate nella testa nel corso degli anni che non se ne vogliono andare e quindi ho già perso il conto di quante frasi mi sono appuntata da sottolineare una volta finito di leggerlo. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Sono ancora dell'idea di leggere Prima il cuore di Jessi Kirby e poi si vedrà. 
La mia TBR list è più lunga che mai, ma sto anche aspettando dei libri che non si decidono ad arrivare. 
Sul serio, sto aspettando Wolf di Ryan Graudin da un mese e ancora nessuna traccia e - come dicevo in un post precedente - non solo a Narnia hanno più connessione internet del posto in cui vivo io dove non sanno nemmeno cosa sia l'ADSL, ma probabilmente pure il mio indirizzo sembra essere quello di un'altra galassia. 


Ma basta con l'acidità e piuttosto ditemi dei vostri WWW!

martedì 24 maggio 2016

[Recensione] "Gli occhi neri di Susan" di Julia Heaberlin

Buongiorno mondo e ben trovati con questa recensione di un libro che mi ha tenuta sveglia fino a tardi. 

Nel tardo pomeriggio inoltrato di ieri mi mancavano ancora circa poco più di 130 pagine e con una breve pausa per la cena e per gli episodi 3 e 4 della terza stagione di The Following su TopCrime - tanto per rimanere sempre in tema di omicidi e pazzi furiosi - ho proseguito la lettura e visto che macinavo velocemente le pagine mica potevo fermarmi, no? Tanto valeva arrivare alla fine, vero? 

Morale della favola: ho chiuso il libro alle due di notte precise.  


Titolo: Gli occhi neri di Susan
Titolo originale: Black-Eyed Susans
Autrice: Julia Heaberlin
Data di uscita: 30 marzo 2016
Data di uscita originale: 11 agosto 2015
Pagine: 335 (copertina rigida)
Editore: Newton Compton Editori

Trama: Tessa Cartwright, sedici anni, viene ritrovata in un campo del Texas, sepolta da un mucchio di ossa, priva di memoria. La ragazza è incredibilmente sopravvissuta a uno spietato serial killer che ha ucciso tutte le altre sue giovani vittime per poi lasciarle in una fossa comune su cui pianta dei particolari fiori gialli. Grazie alla testimonianza di Tessa, però, il colpevole finisce nel braccio della morte. A quasi vent'anni di distanza da quella terrificante esperienza, Tessa è diventata un'artista e una mamma single. Una fredda mattina di febbraio nota nel suo giardino, proprio davanti alla finestra della sua camera da letto, un fiore giallo, che sembra piantato di recente. Sconvolta da ciò che quell'immagine evoca, Tessa si chiede come sia possibile che il suo torturatore, ancora in carcere in attesa di essere giustiziato, possa averle fatto trovare un indizio così esplicito. E se avesse fatto condannare un innocente? L'unico modo per scoprirlo è scavare nei suoi dolorosi ricordi e arrivare finalmente a mettere a fuoco le uniche immagini, nascoste per tanti anni nelle pieghe della sua memoria, che potranno davvero riportare a galla la verità...



La prima volta che mi sono imbattuta in questo romanzo è stata su Goodreads al momento della sua pubblicazione in lingua originale. 
Era parecchio che non leggevo un thriller, ma la trama mi ha subito appassionata. 

Le mie aspettative quindi sono sempre state altissime fin dall'inizio. 

Se avete letto il mio ultimo WWW - quello della settimana scorsa - sapete che l'avevo appena iniziato, ma che avevo un po' storto il naso. 
Mi cito: 

Non ho letto tanto finora, forse poco più di una quarantina di pagine perché poi ieri sera sono uscita con un'amica per quattro chiacchiere e un caffè, ma devo ancora ingranare perché forse i capitoli alternati tra presente e 1995 sono troppo corti e non mi danno il tempo di immedesimarmi che già vengo strappata via dalla scena. 
Normalmente amo questa dinamica, quella di scoprire poco per volta, ma al momento mi sento ancora un po' confusa - spero passi presto.

Alla fine Clary di Words of books nei commenti mi aveva rassicurata che era normale e che poi sarebbe andata meglio. 
Aveva ragione perché parte lentamente con la sensazione di avere troppe poche informazioni - per giunta così frammentate da non riuscire a farsi un'idea, ma poi prende più velocità. 

Non è un thriller nel vero senso del termine - è un'introspezione psicologica nella mente di Tessa, in quelle sabbie mobili che nascondono quello che ha subito senza che lei riesca a ricordarlo. 
È l'analisi di un trauma e di come questo riesca a condizionare la vita di una persona per gli anni a venire.  

Mi è piaciuto tanto e sarà difficile parlarne senza fare spoilers. 
Sarà che poi a me i libri che "scavano" nella mente e nella psiche umana piacciono molto. 

Nella prima parte del libro conosciamo la Tessa adulta e la Tessie di 17 anni. 
Entrambe custodiscono segreti, entrambe sono diffidenti, entrambe praticamente non parlano perché non si fidano e Tessa - oltre a proteggere sua figlia Charlie di 14/15 anni - è impegnata a proteggere anche la Tessie che è stata. 

Nei flashback del passato incontriamo Tessie l'anno successivo alla sua aggressione e al suo ritrovamento in una fossa insieme al cadavere di un'altra ragazza e ad un mucchio d'ossa. Incontriamo Tessie durante la seduta con uno psichiatra - l'ennesimo - mentre questo tenta di farla guarire da quella che viene chiamata "cecità isterica" e di prepararla al processo che verrà in quanto un tizio chiamato Terrell Darcy Goodwin è stato individuato e arrestato come assassino delle "ragazze Susan". 
C'è un problema, però: Tessie non ricorda nulla ed è assolutamente contraria all'ipnosi perché teme qualsiasi tipo di manipolazione sui suoi ricordi e detesta l'idea che qualcuno possa scoprire i suoi segreti prima di lei. 
Ma se non ricorda nulla, che cosa potrà mai tenere celato nella sua mente? 

Nel presente Tessa è una mamma e negli ultimi anni, complice un'avvocato molto tenace di nome Angie, ha cominciato ad avere dubbi sul fatto che il suo "mostro" sia realmente dietro le sbarre. 
Se lo fosse, com'è possibile allora che tante margherite gialle vengano piantate sotto il davanzale della sua finestra non importa quante volte cambi casa? 
Tessa è paranoica, ancora impaurita, ancora non ricorda e soprattutto le ragazze Susan non hanno mai smesso di sussurrare al suo orecchio che lui è ancora là fuori. 
Tessa si convince che nel braccio della morte sta per essere giustiziato un uomo innocente e forse dentro di sé l'ha sempre saputo - lei non voleva nemmeno testimoniare. Cosa puoi testimoniare se non ricordi nulla? 
E soprattutto, che fine ha fatto la sua amica Lydia sparita quasi immediatamente dopo il processo diciassette anni prima? 

Grazie ad un altro tenace avvocato e ad una brillante specialista in campo di ossa umane (mi ha ricordato molto la Temperance "Bones" Brennan di Kathy Reichs), i resti delle ragazze Susan vengono riesumati e parte una corsa contro il tempo per cercare di identificarle grazie ai progressi della scienza e per cercare altri indizi lasciati in maniera sadica dall'assassino. 

Nei capitoli c'è sempre quel velo di paranoia che aleggia, quella sensazione di avere le risposte davanti al naso ma di non riuscire a vederle. 
Tessie è in lotta contro tutti, contro le pressioni del suo dottore, contro i cambiamenti che la sua vita ha subito, contro quella tragedia che le ha sconvolto la routine. 
"Credo che tu ti senta in colpa. Quasi sempre. Da quell'evento. Continuiamo a girare intorno al problema." 
Succhio lentamente dal bicchiere di polistirolo e fisso il dottore. L'evento. Già, mi fa ancora infuriare quando lo chiama così. 
"Perché mi dovrei sentire in colpa?" 
"Perché credi che avresti potuto prevenire quanto ti è successo. Forse addirittura quanto successo a Merry." 
"Avevo sedici anni. Ero un'altleta. Non so esattamente cosa sia successo, ma di certo avrei potuto evitarlo se avessi fatto più attenzione. Non ho mica due anni, che mi si può buttare in macchina come un cuscino." 
Alla fine si siede davanti a me. "Hai centrato il punto, Tessie. Tu non hai due, quattro o dieci anni, Tessie. Sei un'adolescente, quindi si presume che tu sia in gamba. Persino più perspicace degli adulti. Di tuo padre. Dei tuoi insegnanti. Di me. In effetti, detesto dirtelo, questa è la Tessie più intelligente che sperimenterai in tutta la tua vita." 

Chi di noi a 15/16 anni non si è sentita - almeno per un momento - una ragazzina invincibile con il mondo ai suoi piedi?
Tessa viene ancora guardata come la sopravvissuta, è ancora oggetto di lunghe occhiate a causa delle sue cicatrici e lei stessa crede di stare impazzendo - che le voci di quelle ragazze Susan che le sussurrano che non è finita le abbiano fatto perdere la sanità mentale. 
"Voglio prendere le distanze dal passato." Ogni parola è ben scandita. È una richiesta, come se in qualche modo la dottoressa Giles fosse da biasimare. 
"È impossibile staccarsene," risponde in tono mellifluo. "Possiamo soltanto... esserne consapevoli. Sapere che non si può più tornare indietro. Che conosci una verità sulla casualità della vita di cui altre persone sono beatamente ignoranti."

Si fa sempre più insistente nella sua mente che anche la sua migliore amica Lydia sia stata vittima del "mostro" perché, dopo un litigio, lei e i genitori hanno messo in vendita la casa e sembrano scomparsi nel nulla. 

Il livello di tensione e di paranoia cresce a livelli esponenziali man mano che i capitoli procedono e lo fanno di pari passo con la voglia di Tessa di arrivare in fondo alla faccenda una volta per tutte. 
E tu sei lì, con lei, temendo che ogni rumore sia il suono di qualcuno fuori dalla casa e che ogni ombra celi il ghigno di quella persona che ha provato ad ucciderti diciotto anni fa e che ora sia tornata a finire il lavoro. Sei lì, con il cuore che batte e il fiato incastrato in gola mentre nella seconda parte ogni pagina - ogni luogo della vita di Tessa - porta a galla un nuovo indizio e una nuova macabra scoperta sulla notte dell'aggressione e sulle persone che erano accanto a Tessie in quegli anni. 
E quando capisci, quando tu stessa ti chiedi come hai fatto a non vederlo anche se sai che in fondo lo sospettavi, ecco che c'è un nuovo colpo di scena. 
E non è tanto uno di quei colpi di scena che ti fanno saltare in aria per lo spavento - perché, appunto, la "puzza di bruciato" inizi a sentirla prima anche se forse non te ne accorgi - ma quello che segue immediatamente dopo.. beh, a me ha messo i brividi. 
Mi ha messo i brividi essere davanti ancora una volta all'immagine distorta della psiche umana - e più di così non posso dire, ma diamine se non avrei voglia di scriverci sopra un intero post. 
Peccato che conterrebbe spoilers a vagonate. 

Questo romanzo è un crescendo di paranoia perché non sai mai sotto che forma il male si presenterà fino a quando non è troppo tardi. 
Soprattutto non riuscirete più a guardare una margherita gialla con gli stessi occhi e senza provare un brivido.  

Oh, lo so. Sembra quasi costruito il fatto che il mio copriletto primaverile presenti dei fiori. Fidatevi che dopo aver letto questo libro in realtà è alquanto macabro e inquietante.

lunedì 23 maggio 2016

[Spotlight] "Il Patto del Marchese" di Giovanna Roma

Eccoci alla seconda segnalazione sul mio blog dopo che sono stata contattata a sorpresa dall'autrice. 
E quale modo migliore di iniziare una settimana nuova se non immergendosi in un'atmosfera Regency? 


Titolo: Il Patto del Marchese
Autrice: Giovanna Roma
Editore: self-pubblishing
Genere: regency

Pagine: 500
Data di pubblicazione: 18 maggio 2016
ISBN: 9786050438246
Prezzo: € 2,99


Trama: Come reagireste se l'uomo più in vista del Regno vi porgesse il suo aiuto?
Accettereste la sua buona offerta, certo.
Non consideratemi un'ingrata per averla rifiutata. Ho le mie ragioni. Dietro la facciata di un lord magnanimo e misericordioso, si cela il più infido dei serpenti, pronto ad approfittarsi delle difficoltà di una donna per il suo diletto. La vita di corte dev'essere molto noiosa se è giunto fino a qui.
Bramate la bontà nel vostro soccorritore, non le fattezze della veste o del viso e siate sempre prudenti al cospetto di un marchese.   


Dove acquistarlo: Amazon | iTunes | Kobo | Google Play | Book Republic | Rizzoli 


E dopo tutti questi dati tecnici, che ne dite di un bel booktrailer



L'autrice: 
Giovanna è nata e cresciuta in Italia e ha viaggiato sin da bambina. I generi che legge spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non la convince, concede sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro.
È autrice dei romanzi La mia vendetta con te e il suo sequel Il Siberiano.

Di prossima pubblicazione una serie dark romance di cui si conoscono già i primi due titoli: Adam e Razov

Dove trovarla: Blog | Goodreads | Facebook | Twitter | Pinterest | Google+ | YouTube 


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mercoledì 18 maggio 2016

WWW.. Wednesday! #5

Eccomi di nuovo qui con l'appuntamento del WWW dopo aver saltato una settimana causa molteplici cose  - matrimoni, battesimi, telefilm, varie ed eventuali. 

Non è che sia cambiato molto, eh.. un piccolo passo in avanti però l'ho fatto. 
Ma bando alle ciance. 

WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.


What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Lunedì notte ho finito di leggere Calpurnia - L'ombra di Cesare di Sonia Morganti, che mi è stato gentilmente spedito dalla Leone Editore dopo che l'ho vinto al giveaway associato al tour di presentazione organizzato da Emanuela de Il Mondo di Sopra e da altre fantastiche blogger. Un sentito grazie va anche alla sua autrice, ovviamente. 
Mi è piaciuto molto, probabilmente anche perché ero assai curiosa di conoscere la donna che è stata fedele a Cesare per così tanti anni. Potete leggere la mia recensione QUI




What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)



Ho iniziato ieri sera prima di cena Gli occhi neri di Susan di Julia Heaberlin.
Ammetto che le mie aspettative sono altissime verso questo romanzo perché l'avevo addocchiato sin da quando l'ho visto comparire la prima volta su Goodreads, anche se poi alla fine l'ho acquistato in italiano. 
Non ho letto tanto finora, forse poco più di una quarantina di pagine perché poi ieri sera sono uscita con un'amica per quattro chiacchiere e un caffè, ma devo ancora ingranare perché forse i capitoli alternati tra presente e 1995 sono troppo corti e non mi danno il tempo di immedesimarmi che già vengo strappata via dalla scena. 
Normalmente amo questa dinamica, quella di scoprire poco per volta, ma al momento mi sento ancora un po' confusa - spero passi presto. 




What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)



La lettura successiva quasi sicuramente sarà Lo strano viaggio di un oggetto smarrito di Salvatore Basile - l'ho messo in wishlist a marzo non appena ho visto la copertina e letto il titolo e la trama e (come ho già accennato) mentre io ero al matrimonio della mia amica, i miei genitori erano alla comunione di mio cugino e nel tornare a casa da Bergamo mia madre ha pensato a me e mi ha sorpresa con questo libro. 
Dopo toccherà a Prima il cuore di Jessi Kirby - anche questo ricordo di averlo visto in originale su Goodreads con il titolo Things We Know By Heart e leggendo la trama italiana l'ho subito riconosciuto. 
Ho avuto poi la fortuna di vincerlo nel giveaway organizzato da Anncleire sul suo blog Please Another Book - quindi grazie Anncleire e grazie Mondadori per la copia che mi è arrivata nel giro di un giorno. 


Anche per questo mercoledì è tutto, se volete fatemi sapere se vi ispira qualcosa e quali sono le vostre letture! :)

martedì 17 maggio 2016

[Recensione] "Calpurnia - L'ombra di Cesare" di Sonia Morganti

Non sono molto pratica di romanzi storici nonostante al liceo fossi praticamente l'unica a cui storia piacesse e che la volesse in terza prova alla maturità - magari senza quel piccolo dettaglio delle millemila date da ricordare. 

Essendo noi italiani, ovviamente, a scuola dedichiamo la maggior parte dello studio alla nascita della nostra storia - e come può Roma, la sua fondazione e il suo splendore, i personaggi che l'hanno abitata e resa famosa in tutto il mondo sia nei suoi periodi più brillanti che in quelli più neri, non essere il pilastro e le fondamenta di quello che ci viene insegnato? 

La figura di Cesare ci viene sempre dipinta come leggendaria, ci viene presentata la figura di un brillante stratega militare e politico che ha fatto grandi cose - che ha segnato la storia di Roma per sempre. 
Ma a parte i soliti noti che gli vengono sempre associati vicino - Pompeo, Crasso, Marco Antonio, Ottaviano, Bruto, Cicerone - chi davvero poteva dire di conoscere davvero Gaio Giulio Cesare? 

Ecco perché quando ho scoperto il romanzo di Sonia Morganti - romanzo che esplorava la vita di Calpurnia, la terza e ultima moglie di Cesare - ho voluto seguire il blogtour e saperne di più. 
Ho poi avuto la fortuna di vincere una delle due copie in palio e qui è doveroso ringraziare non solo l'autrice, ma anche Emanuela de Il Mondo Di Sopra e le altre blogger che hanno organizzato il tour e la Leone Editore. 


Titolo: Calpurnia - L'ombra di Cesare
Autrice: Sonia Morganti
Data di uscita: 17 settembre 2015
Pagine: 320 (copertina flessibile)
Editore: Leone Editore

Trama: Dopo essere cresciuta nella stimolante villa del padre ai piedi del Vesuvio, all’età di diciotto anni Calpurnia deve adattarsi al suo nuovo ruolo di moglie di Cesare, e quindi imparare a conciliare discrezione e presenza, a essere al di sopra di ogni sospetto senza perdere se stessa. Dopo la partenza di Cesare per la Gallia, terribili prove aspettano Calpurnia, che capisce di dover agire sempre come se il marito fosse lì al suo fianco, di doverne anzi essere l’ombra a Roma: l’ombra perfetta della luce più brillante.



Onestamente non ricordo una singola volta in cui - alle elementari, alle medie, al liceo - venisse fatto cenno alle mogli di Cesare. 
Tutto quello che ci veniva insegnato era come Cesare fosse un abile militare, come avesse un'alleanza con Crasso e Pompeo per avere il potere su Roma, come dicevano si fosse autoproclamato imperatore e come fosse poi stato assassinato in Senato ad opera di Bruto e di altri congiurati. 
Stop. 

In latino e letteratura latina non ci è andata tanto meglio. 

Il libro di Sonia ci mostra anche uno scorcio - seppure piccolo - di Cesare nel privato, un uomo con grandi ambizioni che voleva il meglio per la città che amava. 
E proprio Roma era il suo vero grande amore - forse solo la figlia Giulia gli era così cara. 

Calpurnia viene scelta come terza moglie di Cesare in un accordo stretto tra quest'ultimo e il padre di lei. 
Calpurnia, figlia unica e amatissima di Lucio Pisone, che ha sempre vissuto nella villa di Ercolano circondata da poeti e filosofi si ritrova improvvisamente come un pesce fuor d'acqua a Roma, circondata da pettegolezzi e intrighi. 

Calpurnia ci viene descritta come una donna minuta, ma intelligente e molto attenta a quello che la circonda, tranquilla e per questo sottovalutata da molti. 
Calpurnia si ritrova ad amare Cesare, a tenere davvero a lui - a tenere ad un marito che è sempre assente perché prima impegnato quasi dieci anni in Gallia e poi impegnato nella guerra civile contro Pompeo e poi in Egitto e poi in Spagna e tutto questo per avere la grandezza di Roma. 

Calpurnia resta a Roma e in assenza di Cesare, è compito suo ricordare a tutti che Cesare non se n'è davvero andato e quindi ci sono incontri formali con aristocratici e matrone romane, ci sono feriti di guerra di cui prendersi cura, ci sono apparenze da mantenere. 
E Calpurnia fa tutto questo a testa alta, costretta ad ignorare pettegolezzi e maldicenze, accuse di sterilità e costretta ad affrontare la gente anche quando la notizia che Cesare ha avuto un figlio da Cleopatra e che questi verranno presto a Roma è ormai di dominio pubblico. 

Noi viviamo con questa donna che trova conforto nei pochi momenti che riesce a passare con il padre ormai anche lui impegnato nella scalata politica, che trova conforto negli amici Lucrezio e Catullo, che trova conforto nel giardino da accudire personalmente nonostante le occhiate stranite degli schiavi e delle ancelle, che trova conforto nel ricordo del mare e della villa di Ercolano. 

Calpurnia è una donna che porta con dignità il suo ruolo di moglie e ombra di Cesare, anche quando gli intrighi politici e le alleanze sembrano prendere il sopravvento. 
Calpurnia ama Cesare e Cesare forse non la ama come dovrebbe e come meriterebbe, ma sa anche che Calpurnia è l'unica persona su cui può contare e fare affidamento data la sua sincerità e la sua lealtà. 

Quello di Sonia Morganti è un romanzo che parte piano per poi prendere un ritmo sempre più sostenuto mentre noi assistiamo alla vita di Roma nel corso di quegli anni. 
Assistiamo alla solitudine sempre più pesante sulle spalle di Calpurnia quando uno ad uno, tutti i suoi amici vengono a mancare - Lucrezio, Catullo, Giulia, la suocera Aurelia. 
Assistiamo con il cuore pesante mentre lei cerca di dare un lo stesso un ritmo alla sua vita, nonostante ora viva da sola in una casa che non vede Cesare da troppo tempo e da cui riceve sporadiche notizie. 

E sappiamo tutti cosa accadde il 15 marzo del 44 a.C. - vediamo come Calpurnia veda che qualcosa non va, come veda Bruto e Cassio confabulare e osservare in modo strano, vediamo come lei tenti di avvisare Cesare e come sia lo stesso tutto inutile. 
Con il cuore in gola vediamo Cesare uscire di casa per non fare più ritorno. 

E ancora una volta vediamo come Calpurnia - una donna tanto minuta e al tempo stesso forte e saggia, una donna che ha perso la sua ragione di vita - si rialza e tenta di dare onore a Cesare fino al suo ultimo respiro. 
Vediamo come Cesare sia il suo unico pensiero fino alla fine. 


Calpurnia era una donna atipica per quell'epoca - in realtà, sarebbe atipica anche oggi. 
Era una donna che nonostante non fosse amata come avrebbe dovuto essere amata dal suo compagno, lo stesso gli è rimasta fedele in ogni occasione. 
Lo stesso ha continuato a difenderlo e a portare alto il suo nome perché solo lei vedeva Cesare l'uomo e non Cesare il politico o l'ambizioso o il militare. 
Lo stesso gli è rimasta accanto sopportando tradimenti e un figlio da un'altra donna. 
E tutto questo con dignità e riservatezza, senza mai dare scandali. 

Per me è stato poi inevitabile pensare a Cesare con il volto di Todd Lasance - anche se l'attore è troppo giovane per il Cesare descritto nel romanzo di Sonia. 
Ma ogni volta che il nome di Cesare veniva scritto vicino a quello di Crasso, per me era inevitabile pensare a lui - viene persino nominato Spartacus ad un certo punto in riferimento alle glorie passate di Crasso e quindi non potevo non pensare a Todd e a Simon Merrells quando leggevo i loro nomi perché ho tutta la serie della Starz in DVD. 


Per l'età che ha effettivamente Cesare nel romanzo negli anni in cui è ambientato mi veniva in mente Ciarán Hinds che l'ha interpretato in Rome

Come potete notare, non sono mai stata indifferente alla storia romana. 

Sonia Morganti - davvero meticolosa nelle sue ricerche - non solo descrive la vita di una donna che non viene (quasi) mai nominata nei libri di scuola, ma descrive anche una società che in fondo aveva le stesse pessime abitudini che non abbiamo mai perso: pettegolezzi, maldicenze, intrighi politici, alleanze che cambiano a seconda dell'offerta migliore. 

E in tutto questo si erge Calpurnia, una ragazza che non avrebbe mai immaginato una vita così ma che ha saputo essere più di una semplice moglie. 
Ho sofferto con lei nei suoi momenti di solitudine, l'ho ammirata per la sua forza e ho amato il rapporto che aveva con suo padre - un padre che a volte si sentiva in colpa per averla "venduta" ma forte del fatto che era meglio un uomo come Cesare che un qualsiasi senatore accanto alla figlia. 
Un padre che amava davvero la sua bambina, un padre anche lui atipico come la figlia in una società dove di solito venivano sempre preferiti i figli maschi alle femmine. 

Ma Calpurnia non ha proprio nulla da invidiare a quelli che la circondavano. 
Una donna che così come quieta era entrata nelle loro vite, nella stessa quieta maniera se ne va. 

"Era a piedi scalzi, nel cortile, e il pavimento era ancora caldo. Quella pace era commovente.
In quel momento capì di sentirsi comunque felice, di essere riuscita a trovare un senso a ciò che viveva, a riempire il vuoto che aveva nel cuore con qualcosa di analogo a ciò che avrebbe dovuto esserci: l'assenza non era più una linea di confine che segnava l'inizio della mancanza, ma disegnava i contorni di chi non c'era."