mercoledì 31 maggio 2017

WWW.. Wednesday! #55

E siamo finalmente giunti alla fine di maggio, altro mese segnato da una sfortuna notevole - fate tutti una ola per me! Prima il mio problema erano gli anni pari e avrei dovuto sospettare che anche questo mese si sarebbe fatto notare perché, a dispetto dell'anno, maggio e novembre sono i miei mesi più sfigati in assoluto - non chiedetemi perché, io a loro non ho mai fatto nulla di male eppure mi odiano. 

Ma dopo questo mio momento di lagna e vittimismo, passiamo alle letture che invece ci divertiamo di più. 
    


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Il primo libro che ho portato a conclusione è stato Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano, lettura che mi ha molto soddisfatta e che ha rispettato le mie aspettative fiduciose iniziali. Recensione QUI
La seconda lettura portata a termine è stata Sei casi al BarLume di Marco Malvaldi, un libro di mia madre. Non ho ancora letto i romanzi della serie, ma conoscevo già i personaggi e l'ambientazione perché mia madre era solita leggermi i pezzi che più la facevano ridere e visto che comunque sono sei racconti a sé stanti ho cominciato da loro. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho iniziato ieri, divorandone subito 90 pagine, Simon vs. the Homo Sapiens Agenda di Becky Albertalli - e a volte la vita sociale è una vera spina nel fianco perché non volevo uscire di casa per andare avanti a leggere e non sapete quanto sia difficile trattenermi dall'andare a scoprire chi sia Blue. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


La mia prossima lettura sarà Cime Tempestose di Emily Brontë perché ho accettato di partecipare ad un progetto creato da Susy del blog I miei magici mondi che partirà a breve. Dal momento che era anche ora che mi decidessi a leggere questo classico, ho colto la palla al balzo.  
In seguito leggerò DJ Rising di Love Maia, che sta nella mia TBR da veramente troppo tempo - tenete conto che l'avevo addocchiato nei suggerimenti di This Song Will Save You Life di Leila Sales (aka Resta fino all'ultima canzone) ancora nel 2015 e me lo sono fatta regalare per il mio compleanno l'anno scorso.

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E... fine di quest'ultimo WWW Wednesday di maggio! 
Come sempre vi invito a lasciarmi nei commenti le vostre letture oppure i link dei vostri post - poi passo! :)
Voi restate comunque nei paraggi perché domani nella mattinata vedrete il recap mensile e nel pomeriggio la mia tappa del tour "Nel nome della Strega" ideato da Annamaria del blog La contessa rampante
Cheers!

martedì 30 maggio 2017

Chi ben comincia... #6 | "Simon vs. the Homo Sapiens Agenda" di Becky Albertalli

Ho un buonissimo presentimento riguardo a questa lettura, specialmente perché una delle blogger inglesi che seguo più assiduamente ne ha parlato davvero bene e l'umorismo presente all'interno del romanzo sembra essere proprio il genere che amo. 

Questo libro l'avevo adocchiato prima ancora che venisse data la notizia della sua traduzione, ma sebbene disponibile in italiano ho deciso di optare per la versione originale come avevo già deciso in precedenza. 

Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Ad ogni appuntamento viene presentato l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da aiutarci a capire se il libro merita la nostra attenzione.

1.Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
2. Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
3. Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
4.Aspettate i commenti



It's a weirdly subtle conversation. I almost don't notice I'm being blackmailed. 
   We're sitting in metal folding chairs backstage, and Martin Addison says, "I read your email."
   "What?" I look up. 
   "Earlier. In the library. Not on purpose, obviously."
   "You read my email?" 
   "Well. I used the computer right after you," he says, "and when I typed in Gmail, it pulled up your account. You probably should have logged out."
   I stared at him, dumbfounded. He taps his foot against the leg of his chair. 
   "So, what's the point of the fake name?" he asks. 
   Well. I'd say the point of the fake name was to keep people like Martin Addison from knowing my secret identity. So I guess that worked out brilliantly. 
   I guess he must have seen me sitting at the computer. 
   And I guess I'm a monumental idiot. 

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È una conversazione stranamente discreta. Quasi non mi accorgo che sto venendo ricattato. 
   Siamo seduti su delle sedie pieghevoli di metallo dietro le quinte e Martin Addison dice, "Ho letto la tua posta."
   "Cosa?" Alzo lo sguardo. 
   "Prima. In biblioteca. Non di proposito, ovviamente."
   "Hai letto la mia posta?"
   "Beh, ho usato il computer dopo di te," dice "e quando sono entrato in Gmail mi è apparso il tuo account. Probabilmente avresti dovuto fare il logout.
   Lo fisso interdetto. Lui picchietta il piede contro la gamba della sua sedia. 
   "Perché un nome falso?" chiede. 
   Beh, direi che lo scopo del nome falso era quello di impedire a persone come Martin Addison di conoscere la mia identità segreta. Quindi immagino che abbia funzionato alla grande. 
   Immagino che mi abbia visto seduto al computer. 
   E immagino di essere un idiota colossale.

(Becky Albertalli - Simon vs. the Homo Sapiens Agenda)

lunedì 29 maggio 2017

[Recensione] "Sei casi al BarLume" di Marco Malvaldi

Cos'abbiamo qui, a quest'ora tarda della sera? 
Abbiamo una recensione piccola piccola di un libro che di norma non trovereste sul mio blog - ringraziate mia madre per questo.


Titolo: Sei casi al BarLume
Serie:
BarLume 
Autore: Marco Malvaldi
Data di uscita: 29 settembre 2016
Pagine: 274 (copertina flessibile)
Editore: Sellerio

Trama: Questi sei racconti, con protagonisti i quattro vecchietti del BarLume e il barrista Massimo, sono stati pubblicati per la prima volta in diverse antologie poliziesche di questa casa editrice, a partire da Un Natale in giallo del 2011. Nell’inedita prefazione, a sua volta una sorta di racconto tra i racconti, l’autore, informando della genesi dei personaggi e delle situazioni, ricorda cose della sua gente e dei suoi luoghi così cariche di stranezze di paradosso e di umorismo naturale che si stenta a credere che non siano opera di finzione. «Poco di quello che esce dalla bocca di nonno Ampelio è inventato». Dunque le irriverenze, i giochi geniali di parole, le «sudicerie» oltre il politicamente corretto, il cinismo miscredente, gli strani figuri che si affacciano al bancone del bar, insomma: il clima irresistibilmente anarchico del paesino toscano di Pineta che tanto profuma di antica libertà municipale, viene tutto da un vissuto. Un vissuto messo in scena poi dalla pura arte dell’intrattenimento letterario di Marco Malvaldi. «Arte di non inventarsi nulla» la definisce l’autore: ed essa spiega bene perché i vecchietti del BarLume buchino la pagina. Ma lo spiega anche un’altra qualità: nelle storie del BarLume troviamo rappresentata e tramandata, con consapevolezza antropologica ma voltata al comico della commedia dell’arte, una radicata civiltà locale, una forma di vita popolare, come una delle tante tessere che compongono il mosaico dell’identità degli italiani.


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Non ricordo com'è cominciata e dove mia madre avesse sentito parlare per la prima volta di Marco Malvaldi e della sua serie con i vecchietti al BarLume. 
So solo che è iniziata con lei ed è continuata sempre con mia madre che leggeva a voce alta a me e mio padre alcuni stralci dei romanzi fino ad essere rossa in faccia piangendo dal ridere. Mio padre poi li ha letti in successione e io mi sono ripromessa di farlo, prima o poi - e considerando la mole di libri che rischia di seppellirmi nella mia stessa camera si tratta più di un poi che di un prima

Di solito sono io quella che li informa delle nuove uscite dei loro scrittori preferiti, ma non so come questa l'anno scorso mi è sfuggita e quando alcuni mesi fa ho visto il libro sullo scaffale ho pensato di regalarlo a mia madre per la festa della mamma. Essendo una raccolta di sei storie non strettamente legate alla serie, mia madre mi ha esortata a leggerla anche se non ho ancora letto i romanzi e mi sono quindi lasciata convincere. 

Conoscevo già i personaggi perché mia madre me ne ha parlato in svariate occasioni tra una risata e l'altra e per me non è stato affatto difficile approcciare la lettura e ritrovarmi a Pineta nel BarLume - ma anche per chi fosse totalmente a digiuno di conoscenza non sarebbe un problema perché nel primo racconto tutti e cinque i personaggi principali vengono presentati come si deve.

Sei racconti in cui il protagonista Massimo - proprietario del BarLume - mal sopporta suo nonno Ampelio e i suoi tre amici scrocconi, rumorosi e ficcanaso. 
Ormai riconosciuti come portamerda cittadini, ovunque vanno spunta un cadavere e si divertono a cercare di risolvere l'indagine con conseguente crisi di nervi di Massimo - che spera sempre che li arrestino - e del commissario. 
Dal mistero della raccolta differenziata distribuita lungo la strada di notte ad un Capodanno a fine marzo con tanto di cadavere, dal ristorante di Aldo assediato da un russo a Ferragosto ad un tombola post-natalizia con tanto di arma del delitto come strenna, dal Carnevale con furto alla gita in montagna con risoluzione dell'omicidio a distanza, Massimo e i vecchietti del BarLume intrattengono e divertono con un senso dell'umorismo scanzonato, ironico e a volte anche un po' acido che fa ridere senza nemmeno sforzarsi di cercare la battuta a tutti i costi. 
Esattamente il tipo che piace a me, quel sense of humor semplice ma d'effetto che non ha bisogno della gran battutona per far ridere il lettore. Quel tipo di comicità irriverente che mi fa tanto amare il black humor

Mi ha divertita davvero tanto, con il suo dialetto toscano e i propositi neanche tanto velati di Massimo di far fuori suo nonno e i suoi amici per avere il bar finalmente libero dalla loro presenza e con quegli stessi vecchietti che ricordano i tempi passati e si lamentano di ogni cosa e hanno un'opinione su tutto, perfetti criminali se non fossero così tanto onesti e non si divertissero a voler risolvere omicidi - prendendo intanto in giro Massimo senza alcun pentimento anche quando è lui a trovare sempre la soluzione. 

Non mancherò quindi di recuperare anche gli altri ad un certo punto della mia vita perché nonno Ampelio è diventato il mio idolo. 

venerdì 26 maggio 2017

[Recensione] "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano

Con alcuni libri è amore a prima cover oppure amore a primo titolo - per me, in questo caso, è stato amore a primo incipit. 
Quando ho ricevuto da IBS una email con la presentazione del libro e l'incipit in anteprima, mi è bastato leggerlo per capire subito che questo libro avebbe fatto al caso mio perché c'era qualcosa in Gioia che mi ha ricordato... me.


Titolo: Eppure cadiamo felici
Autore: Enrico Galiano
Data di uscita: 18 aprile 2017
Pagine: 300 (copertina rigida)
Editore: Garzanti

Collana: Narratori moderni

Trama: Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire.
Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l’amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova.
Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi.


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Gioia ha 17 anni, due genitori un po' troppo dediti all'alcol e a mollarsi e a riprendersi per accorgersi di quello che accade davvero nella vita della loro unica figlia - dimentichi persino della nonna Gemma immobilizzata a letto e chiusa in uno stanzino. 
Gioia è una ragazza che ascolta musica che i suoi coetanei nemmeno conoscono e che si scrive ogni giorno sul braccio con la penna la stessa frase, una frase in cui lei trova la sua forza e con la quale si ricorda di cercare la bellezza e la felicità anche nelle piccole cose che tutti gli altri ignorano o sottovalutano. Viene vista come strana, asociale, problematica e per questo viene chiamata Maiunagioia dai suoi compagni di classe - ma per fortuna lei ha un professore di filosofia eccezionale con il quale scambiare opinioni, la sua macchina fotografica per fotografare le persone di spalle e il suo taccuino di parole intraducibili che ama perché sono le uniche per le quali non serve un traduttore, quel filtro che sembra essere sempre necessario quando parla con i suoi coetanei. 
E come dimenticare la sua amica immaginaria Tonia, una sempre pronta a dirle in faccia le cose come stanno - soprattutto quando sono scomode.

Ed ecco che una sera incontro Lo, un ragazzo che ha per soprannome un articolo determinativo e che gira sempre con un barattolo pieno di sassolini a ricordo dei posti che più hanno rappresentato qualcosa nella sua vita. Lo sembra l'unico ad essere in grado di stare al passo con Gioia e la stessa Gioia non si sarebbe mai aspettata di trovare qualcuno che non solo capisse, ma accettasse anche il suo sarcasmo e la sua acidità. 
Ecco perché all'inizio non dà retta a Tonia quando questa manifesta i suoi dubbi e perché, quando Lo scompare, Gioia cercherà di smuovere mari e monti nel tentativo di ritrovarlo. 

Enrico Galiano, proprio perché è un professore, sa bene come parlare di adolescenti e il libro scorre davvero benissimo a mio parere - a volte anche con quel tipico flusso di coscienza senza puteggiatura che si potrebbe trovare in un diario.
Sebbene a prima vista possa sembrare che il romanzo si concentri sulla storia d'amore tra Gioia e Lo, ad un'occhiata più approfondita non è affatto così. 
La storia tra Gioia e Lo fa solo da contorno ad argomenti come il disagio giovanile, i problemi famigliari, le prese in giro a scuola, cosa comporta essere diversi e contemporaneamente essere la nuova arrivata, la consapevolezza di dire la verità e vedere che nessuno ti crede, il dubbio su cosa sia reale e cosa sia immaginato anche se fino a quel momento sei sempre riuscita a distinguere le due cose. 
La storia che Gioia e Lo vivono servirà ad entrambi per crescere e maturare e accettare anche quelle parti di sé che a volte tentiamo con ogni mezzo di nascondere o di far finta che non esistano. O che magari proprio non sapevamo ci fossero. 

Ci sono a volte situazioni che sembrano un po' surreali, ma di base il mondo adolescenziale è descritto benissimo e quello che inizialmente mi aveva colpito di Gioia non solo si è confermato, ma si è esteso anche al resto del romanzo. 
I problemi con i compagni di classe, la mentalità del gruppo quando questo si focalizza su un unico elemento e la sensazione di unità che questo "tutti contro uno" trasmette, tenere il cappuccio in testa e le cuffie nelle orecchie, scrivere sulla carta pensieri e parole e testi che nessuno avrebbe potuto comprendere - leggevo di Gioia, ma intanto ricordavo me stessa perché a 17 anni ero esattamente così. 

Questo romanzo non parla solo di amore, ma anche di paura e timore e coraggio di fare la cosa giusta, crescita e maturità e accettazione. 
È un romanzo che mi ha ri(cor)dato la mia adolescenza nel miglior modo possibile. 


mercoledì 24 maggio 2017

WWW.. Wednesday! #54

Se vi ricordate, io stavo aspettando un miracolo
Voi l'avete visto? No? Nemmeno io. 
Già, perché a quanto pare la stampante è da buttare e io davvero non so se sto diventando elettromagnetica o cosa, ma in casa mia ormai sono davvero pochi gli oggetti che ancora non hanno smesso di funzionare. 

Vi assicuro che però il contagio non si trasmette virtualmente e, detto questo, passiamo alle mie letture della settimana.
    


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


La mia ultima lettura - con tanto di lacrime - è stata Sweethearts di Sara Zarr. È un libro dai toni dolceamari, che parla di amicizia e separazioni e forza interiore - e di amore in un certo senso, ma non in senso classico. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


L'ho iniziato lunedì e ieri notte ho superato la metà abbondante di Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano - che mannaggia la puzzola, sono arrivata ad un punto che quasi volevo farmi la nottata insonne pur di andare avanti. E niente, mi sta piacendo davvero tanto. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Come avevo promesso a mia madre, leggerò uno dei suoi libri e il libro in questione sarà Sei casi al BarLume di Marco Malvaldi - che le ho regalato per la festa della mamma. Gli altri della serie non li ho letti, ma non è un problema: questi sono sei racconti che si trovavano in altrettante antologie e quindi sono "slegati" dalla serie. Oltretutto so di andare sul sicuro perché a mia madre tutti i libri del BarLume sono piaciuti tantissimo e in più di un'occasione ha riso così tanto da piangere - leggendo poi a voce alta a me e mio padre diversi spezzoni dei vari romanzi. 
Infine torno alla lingua inglese con un libro che però è stato tradotto in italiano alla fine dell'anno scorso, ovvero Simon vs. the Homo Sapiens Agenda di Becky Albertalli - alias Non so chi sei, ma io sono qui della Mondadori. 

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Eccoci giunti alla fine di questo appuntamento #54 con il WWW Wednesday! 
Mentre mi scrivete nei commenti le vostre letture o mi lasciate il link dei vostri post - poi passo a ricambiare - io intanto mi attivo per cercare la quarta stampante della mia vita. *sospiro di esasperazione misto a rassegnazione*
Cheers!

martedì 23 maggio 2017

Teaser Tuesday #11 | "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano

Oggi vi lascio con un piccolo estratto del libro che ho cominciato ieri mentre attendo - magari invano - che il tecnico mi richiami per farmi sapere della mia stampante che ha in ostaggio da lunedì scorso.   

Che pazienza.  

Teaser Tuesday è una rubrica del martedì ideata dal blog Should be Reading con lo scopo di condividere con voi lettori uno spezzone di un libro che abbiamo attualmente in lettura.

1. Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso
2. Condividi un breve estratto da quella pagina
3. Attenzione a non fare spoiler!
4. Riporta anche il titolo e l'autore del libro così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.


Gioia è sempre stata abituata a sapere, almeno vagamente, quello che fa. Non le è mai capitato quello che le è appena successo: cioè di fare qualcosa senza nemmeno sapere bene perché. È solo che a un certo punto, la sua mano così vicina, il suo viso e quello spicchio di luce sugli occhi di lui, quel momento in cui tutto è stato buio... be', le è venuta fuori una paura come non ne ha avuta mai. Paura vera, e strana, perché in fondo le piaceva quello che stava succedendo - per quanto non stesse succedendo niente di che, lui le ha sfiorato la mano per un paio di secondi, forse anche meno - però le piaceva, e al tempo stesso le faceva paura, e tanta.     

(Enrico Galiano - Eppure cadiamo felici)

lunedì 22 maggio 2017

Chi ben comincia... #5 | "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano

Sono qui, con decisamente troppe poche ore di sonno alle spalle, per mostrarvi con questo nuovo appuntamento della rubrica Chi ben comincia... il libro che ho iniziato oggi. E di cui ho già letto quasi un centinaio di pagine tanto scorre bene. 

Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Ad ogni appuntamento viene presentato l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da aiutarci a capire se il libro merita la nostra attenzione.

1.Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
2. Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
3. Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
4.Aspettate i commenti



   LUCA TI AMERÒ PER SEMPRE

   SPATARO VECCHIO PORCO
 
   L’AMORE È COME IL PROFUMO FACILE DA METTERE DIFFICILE DA TOGLIERE IMPOSSIBILE DA DIMENTICARE

   IERI HO SCOPATO CON CASALI 3ª C E STATO BELLISSIMO

   DIMENTICHI LA COSA PIÙ IMPORTANTE: DIMENSIONI?

   ALMENO METTI L’ACCENTO SULLA E, ANALFABETA!

   Le conosce ormai a memoria queste scritte, Gioia Spada, eppure ogni mattina non riesce a fare a meno di rileggerle una per una, mentre mastica la sua brioche al mirtillo, seduta a gambe incrociate sulla tazza del water.
   Fuori dalla porta, le voci di almeno sei o sette delle sue compagne che ridono, si truccano e si chiedono consigli su cosa scrivere a quello stronzo che non si fa sentire mai.
   Che poi ci scommetterebbe tutta la sua collezione di vinili dei Pink Floyd: è stato quello scemo di Casali a scriverla, quella frase. È proprio il tipo capace di entrare di nascosto nel bagno delle femmine col pennarello in mano a vergare una tale perla di saggezza, per far credere a tutte le ragazze della scuola di essere un vero maschio alfa. Una specie di operazione di marketing, in pratica. Anche abbastanza astuta, va bene: ma che più squallida non si può.
   E poi, quella E senza accento: una specie di firma, per un ignorante figlio di papà come lui.
   Suona la prima campanella: le sue compagne sgattaiolano fuori ridendo e Gioia ha ancora da finire mezza brioche. Si sfiora, come fa sempre, la piccola cicatrice che ha dietro l’orecchio destro, mentre conta i secondi che servono per uscire senza essere vista da nessuno.
   La colazione la fa a scuola perché a casa, be’, è meglio esserci solo da non svegli. L’ideale sarebbe forse esserci da non vivi, perché probabilmente solo un morto sarebbe a suo a gio nel suo ambiente familiare: così da qualche mese a questa parte arriva a scuola prima, si chiude in bagno, e mangia lì.
   Gioia Spada: diciassette anni, capelli rossi naturali, una pioggia di lentiggini che dal naso scende giù fino agli zigomi. Due occhi che sono due grandi laghi blu, di quelli che sembrano sempre lucidi, anche quando non lo sono. Camicia di flanella a quadrettoni sempre addosso, insieme a un paio di jeans strappati e sgualciti, ma non di quelli strappati e sgualciti che in realtà costano come due mesi di affitto: sono semplicemente vecchissimi, e sono gli unici che ha. Fisico anche abbastanza asciutto, se non fosse per gli standard che si ritrova intorno, che la fanno sembrare costantemente un paio di chili sopra la media. Lei, del resto, non ci sta neanche attenta, o per essere più esatti non gliene frega proprio niente: non si è mai truccata in vita sua, e dedica alle operazioni del pettinarsi e vestirsi lo stesso tempo che vi dedicherebbe un maschio, forse anche meno.

(Enrico Galiano - Eppure cadiamo felici)

domenica 21 maggio 2017

[Recensione] "Sweethearts" di Sara Zarr

Una recensione di domenica è insolita, ma dovevo proprio scriverla non appena ho finito il libro - è stata una necessità impellente. 

Non ricordo come e quando ho scoperto questo libro per la prima volta. 
Ricordo solamente che è stato uno dei primi libri che ho visto su Goodreads quando mi sono iscritta nel 2013 e in quel periodo cercavo la fine triste o dolceamara in qualsiasi libro che leggessi o in qualunque film guardassi - e Sweethearts sembrava proprio corrispondere ai requisiti da me cercati.


Titolo: Sweethearts
Autrice: Sara Zarr
Data di uscita: 1 gennaio 2009
Data di uscita originale: 1 febbraio 2008
Pagine: 217 (copertina flessibile)
Editore: Little Brown Books for Young Readers

Trama [tradotta da me]: Da bambini, Jennifer Harris e Cameron Quick erano entrambi degli esclusi. Erano anche l'unico amico l'uno dell'altra. Così quando Cameron scompare senza nessun avvertimento, Jennifer pensa di aver perso l'unica persona che l'avrebbe sempre capita. Ora alle superiori, Jennifer si è trasformata. Conosciuta come Jenna, lei è popolare, felice ed esce con qualcuno - tutto quello che "Jennifer" non poteva essere. Ma ancora non riesce a liberarsi del ricordo del suo amico perduto da tempo.
Quando Cameron ricompare improvvisamente, entrambi devono affrontare i ricordi del loro passato condiviso e le direzioni drasticamente diverse che le loro vite hanno preso.


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Le tag-line, se pensate e scelte con cura, su di me hanno sempre l'effetto desiderato: mi fanno sempre sentire come un pesce preso all'amo.  
Questa non è stata da meno. 


"Certain people come into your life...and leave a mark."

Jenna Vaughn non si è sempre chiamata così. 

Il suo nome era Jennifer Harris: una bambina con qualche chilo di troppo, un padre che se n'è andato quando aveva due o tre anni e una madre sempre assente tra il lavoro alla tavola calda e la scuola da infermiera. 
Il suo unico amico era Cameron Quick, un bambino lasciato in disparte come lei dai loro compagni di scuola e l'unico sempre pronto a difenderla dalle angherie dei bulletti. E Cameron era l'unico che la conoscesse davvero e a volerle bene per quella che era. Cameron era il suo porto sicuro nella tempesta - questo fino al giorno in cui è semplicemente svanito e la sua personale aguzzina Jordana le ha detto che era morto. 
Jennifer ovviamente non ci poteva credere, ma quando ha cercato conforto in sua madre si è semplicemente sentita rispondere "mi dispiace"

Con un funerale immaginario nella sua testa a Cameron, Jennifer decide di seppellire anche quella versione di se stessa. Decide di perdere peso, si allena per correggere i difetti di pronuncia, ignora le battute e i commenti di Jordana e Matt. E quando intorno alla seconda media sua madre sposa il suo nuovo compagno Alan e si trasferiscono in un nuovo distretto scolastico, Jennifer decide di cambiare nome e di diventare Jenna Vaughn - una ragazza che non piange più, sempre affidabile e sorridente e disponibile. Una ragazza la cui vita è facile e lineare e con diversi amici e da tre mesi un ragazzo. 

Non ha mai dimenticato Cameron, ma la sensazione diventa più intensa nel giorno del suo diciassettesimo compleanno. Jenna ha sempre odiato il suo compleanno sin da quando ha compiuto nove anni e a lei e Cameron è accaduto qualcosa di terribile - qualcosa che lei non ha mai confessato a sua madre, qualcosa di cui lei e Cameron non avrebbero mai parlato prima che lui sparisse, qualcosa che noi scopriamo poco alla volta perché Jenna non è pronta a ricordare l'evento nell'insieme tutto in un colpo. 

E proprio nel giorno del suo compleanno Cameron rientra nella vita di Jenna, prima con un biglietto di auguri indirizzato a Jennifer Harris e poi presentandosi nella sua scuola - mandando quindi in frantumi la convinzione che Cameron fosse morto degli ultimi otto anni. Con Cameron, un po' di Jennifer Harris torna in superficie e questo mette Jenna di fronte al suo passato e alla sua vita presente, mandando anche un po' in crisi i rapporti con i suoi amici e il suo ragazzo. 


Questa è una storia d'amore, ma non vi aspettate l'amore romantico. 
Quello che lega Jenna a Cameron - e quello che lega Cameron a Jenna - anche dopo otto anni di lontananza e silenzio è un tipo di amore che va al di là dell'amore romantico o del rapporto tra fratello e sorella. La stessa Jenna dice che non esiste una definizione, che niente sarà mai abbastanza e che ci sarà sempre qualcosa di più tra di loro - qualcosa che ha origine in quello che hanno condiviso e quello a cui sono sopravvissuti e che nessuno può capire. 
Quello che lega Jenna e Cameron è l'amore di qualcosa mai risolto, lasciato in sospeso - una sensazione che entrambi si porteranno sempre nel cuore fino al loro ultimo respiro. 

Cameron torna nella sua vita otto anni dopo, più alto e più forte, emancipato e indipendente e riluttante a chiedere aiuto. Torna deciso a ricambiare Jenna per quella volta a nove anni in cui lei gli ha salvato la vita, mostrandole e ricordandole la sua forza e il suo coraggio - tratti che appartenevano a Jennifer e che Jenna sembra aver dimenticato nel corso della sua trasformazione. 
Il loro è ora un rapporto fatto di silenzi, sguardi e ancora esclusivo come otto anni prima perché ancora si conoscono meglio di come li conoscono gli altri, ma riconoscono anche quello che è cambiato l'una nell'altro e c'è quell'urgenza di voler stare insieme e riscoprirsi colmando tutte le lacune - specialmente da parte di Jenna. 
Jenna vorrebbe salvarlo ancora una volta, ma si rende conto che non tutti sono disposti a farsi salvare e che non sempre è comunque possibile farlo. Cameron imparerà da solo a cavarsela, come ha fatto negli anni precedenti, e capirà qual è la cosa giusta da fare osservando Jenna nella sua nuova vita e in famiglia, prendendo come modello Alan. 

Alan, il patrigno di Jenna, mi è piaciuto davvero tanto. Lui e Jenna hanno un bellissimo rapporto e lui sembra molto più percettivo e attento nei suoi confronti di quanto lo sia sua madre, che invece non mi è piaciuta. Non mi è piaciuta soprattutto quando, anche una volta saputa la verità, per sopire i suoi sensi di colpa ha ignorato ancora una volta i bisogni di Jenna pur di non ammettere i suoi fallimenti come madre e preoccupandosi solamente di Cameron. Che, per carità, Cameron ha passato l'inferno ma comunque ha imparato a farcela da solo.

Questo libro parla di amore, di un amore così intenso che è impossibile dargli un nome o un'appartenenza specifici. Il romanzo è permeato di quel senso di nostalgia, malinconia e di "e se..." al pensiero di come sarebbero potute essere le loro vite se non si fossero separati. Jenna e Cameron condividono ancora quel legame che nessuno può comprendere, ma allo stesso tempo devono fare i conti con le vite che si sono costruiti e incontrandosi di nuovo hanno entrambi restituito uno all'altro le persone che sono state e la forza di accettare chi sono stati, chi sono ora e chi diventeranno anche lontani. 

Lo ripeto: non si tratta di un amore romantico. Lo è sotto alcuni aspetti, ma non lo è nel senso canonico di coppia. Ho pianto in diversi punti e ho compreso Jenna ad un livello che solo una persona che ha provato a seppellire chi era stata per diventare qualcuno di diverso può capire. Perché l'ho fatto anche io, perché anche io ho provato la scomodità di sentire quella vecchia versione di me stessa che si risvegliava e ho provato la paura di non riuscire a gestirla e a rimetterla a nanna perché non la accettavo. 
Sara Zarr - anche se in sole 217 pagine - parla di problemi con il cibo, bullismo, immagine e percezione di sé, abuso di minore e trascuratezza da parte dei genitori e dell'impatto che tutto questo ha sulla crescita mostrandoci il disagio che Jenna tace e che nessuno dei suoi amici prova ad ascoltare.

Ci sono persone che lasciano dei segni nelle nostre vite, ma con il passare degli anni restano nella nostra memoria solo i gesti da loro compiuti oppure le parole pronunciate perché la persona in sé perde di significato e perché avrebbe potuto essere qualcun altro, ma il gesto che ci ha segnati sarebbe rimasto invariato.
E poi ci sono quelle persone che sono diventate parte di noi e della nostra anima, quelle il cui nome ancora ci fa sussultare, quelle con cui non si hai mai una conclusione definitiva perché le cose da dire a riguardo sembrano non finire mai e i ricordi si confondono, si mescolano in ordine temporale o sono incompleti ma ancora non riusciamo a toglierci di dosso quel senso di insoddisfazione - quel senso di qualcosa lasciato in sospeso. 


venerdì 19 maggio 2017

[Release Blitz] "Cassia" (Deceptive Hunters #3) di Giovanna Roma

E dopo il cover reveal di inizio mese, eccoci qua finalmente con il release blitz di Cassia di Giovanna Roma, terza installazione della serie Deceptive Hunters
Continuate a leggere perché Giovanna ha pensato ad una sorpresa per voi. 


Ma procediamo per gradi e vediamo prima tutti i dati del libro!


Titolo: Cassia
Serie: Deceptive Hunters #3
Autrice: Giovanna Roma
Editore: Self-pubblishing
Genere: Dark romance
Data di pubblicazione: 16 maggio 2017
Prezzo: € 2,99


Sinossi: Non posso tornare indietro, né procedere con la mia vita.
Sono stata classificata inadatta a vivere nella società. Rinchiusa come un animale.
E questo ha attirato la loro attenzione.
Stanno venendo a prendermi.
Uno dei due vuole quello che nascondo nella testa. Vuole scagliarmi contro la sua preda.
L'altro vuole togliermi di mezzo per sempre.
Entrambi mi spingono verso il precipizio e io sono costretta all'impensabile.
La loro offerta non ha affatto il gusto di un'offerta.
Uscirne è impossibile.
Divengo parte di un piano già in atto.
Divengo l'ultima creatura nella quale pensavo di tramutarmi per continuare a vivere.
Divengo una cacciatrice. 


>> Attenzione<< Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente, linguaggio forte e rapporti sessuali di dubbio consenso o non consensuali. Non adatto a persone sensibili al dolore e alla schiavitù. Non sono frasi fatte, è la verità. Si prega di seguire l'avvertimento.


 
Estratto: 
   Adam non ribatte, prende del tempo per osservarmi. Persino quando tace incute soggezione. Non sa cosa dire, ho vinto. Ne sono convinta finché il suo pollice preme intimidatorio sulla mia gola.
   «Non tirare la corda.» Il fumo esce dalla sua bocca e mi lacrima gli occhi. Quando il volto ricompare dalla foschia, avrei preferito rimanerne nascosta. «Perché si spezza» sussurra sotto i miei colpi di tosse. Infine allunga un braccio indietro e restituisce il bicchiere a Kirill.
   «Cassia non è pronta per la missione. La sua incapacità di sottostare alle direttive di un superiore è evidente.» L'amico afferra il calice. Ormai Adam mi dà le spalle. Le mani iniziano a sudarmi. «Non ti improvvisi sicario dall'oggi al domani.» Kirill si sposta per liberargli l'uscita. «Non capisci cosa siano il duro lavoro e la disciplina.»
   Spegne la sigaretta con un gesto brusco sul portacenere del carrello dei liquori. Mi condanna senza guardarmi. Ho l'assurdo senso di panico quando deludo qualcuno, quando temo che mi stiano abbandonando perché non mi sono impegnata abbastanza. Il nodo alla base della gola è difficile da mandare giù.
   «Aspetta!» urlo d'impulso. Non ci penso. Se l'avessi fatto, mi sarei tappata la bocca con entrambe le mani. Adam si irrigidisce, ma attende che prosegua per
onorarmi dei suoi occhi. Sperava nella mia resa?
   «Sono pronta a lavorare...» La sua testa si inclina, lo sguardo intercetta la mia figura. «Per Razov.» E i suoi smeraldi diventano selvaggi e abissali.  
   Il mio petto riprende a gonfiarsi d'aria, il sangue a fluire misurato nelle vene.
   Lavorerò per lui, non per te.
   Mai per te.
© "Deceptive Hunters Series" - "Cassia" di Giovanna Roma

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E ora è il momento del regalo che Giovanna ha pensato per voi! 

 
Il giveaway prevede ben tre copie digitali del romanzo "Cassia". Il contest durerà dal 16 al 23 maggio. Il 24 maggio Giovanna estrarrà il vincitore attraverso i suoi canali social e consegnerà i premi il giorno stesso sui loro Kindle.
 
Partecipare è semplice e sono certa molti passaggi li abbiate già fatti:
 
- #Like alla sua pagina autrice su FB;
- #Condividere il post fisso della sua pagina  sulla vostra bacheca FB in modalità PUBBLICA;
- #Commentare il  suo post fisso con i link (o screen) di entrambe le vostre recensioni per "Adam" e "Razov" su Amazon. Capite bene che si tratta dell'ultimo romanzo di una serie e Giovanna vorrebbe evitare che vi roviniate il finale. :)
 
Entrare nel suo gruppo Giovanna Roma's News non è obbligatorio, ma molto apprezzato. 

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L'autrice:
Nata e cresciuta in Italia, Giovanna Roma ha viaggiato sin da bambina. I generi che legge spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non la convince, concede sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. 
Giovanna è autrice dei romanzi La mia vendetta con te e il suo sequel Il Siberiano e lo storico Il patto del marchese

Dove trovarla: Blog | Goodreads | Facebook | Twitter | Pinterest | Google+ | YouTube | Pagina Amazon

mercoledì 17 maggio 2017

WWW.. Wednesday! #53

Mentre continuo ad aspettare un miracolo per la stampante - miracolo che deve avvenire visto che avevamo appena sostituito la cartuccia del colore *inserire imprecazione a piacere*, torniamo oggi sul blog con un nuovo appuntamento della rubrica più famosa del mercoledì: il WWW. 

Perché oggi è mercoledì, vero? Ultimamente le cose si sono fatte confuse tra un #mainagioia e un altro.
    


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Sono riuscita a leggere due libri in questa settimana. 
Il primo è stato The List di Siobhan Vivian - e no, voi non volete che io parta con un altro monologo come quello della recensione. Che, tra parentesi, trovate QUI
Il secondo, concluso lunedì notte anche se poi ieri mi sono alzata alle 6:30 del mattino - come oggi - e con tre ore scarse di sonno alle spalle, è stato Dreamwalker: la ragazza che camminava nei sogni di Mariachiara Cabrini. È diverso dalle sue precedenti opere, ma a me è piaciuto. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho letto sì e no una decina di pagine di Sweethearts di Sara Zarr, ma quando sono arrivata a casa ieri sera ero troppo stanca e il mio cervello si rifiutava di collaborare e di fornirmi un po' di concentrazione. Oggi però conto di andare avanti. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Il prossimo titolo sul mio comodino è Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano, il cui incipit mi aveva riportata immediatamente ai miei anni di liceo. 
Poi non lo so, immagino che forse accontenterò mia madre che vuole che legga un libro dei suoi. Quello che io le ho regalato per la festa della mamma. E sì, lo so che è stata solo tre giorni fa, ma che vi devo dire: è una scheggia. 

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E anche questo post è programmato perché sono fuori casa pure oggi, anche se spero che sarà meno un tour de force. 
Ma non preoccupatevi, non mancherò di rispondere ai commenti con le vostre letture o con i link dei vostri post - fermo restando che dei commenti ci siano! xD
Cheers! :)

martedì 16 maggio 2017

[Recensione] "Dreamwalker: la ragazza che camminava nei sogni" di Mariachiara Cabrini

Alla fine ho fatto una super-maratona notturna e l'ho finito - in fondo le mie occhiaie violacee non sono storia nuova per nessuno e io dovevo sapere
Questo post è programmato perché in questo momento io sono fuori casa e rientrerò soltanto stasera, ma sentitevi pure liberi di leggere questa recensione e scorazzare a vostro piacimento per il blog!


Titolo: Dreamwalker: la ragazza che camminava nei sogni
Autrice: Mariachiara Cabrini
Data di uscita: 27 aprile 2017
Pagine: 306 (Kindle edition)
Editore: PubMe

Trama: Diana ha perso cinque anni della sua vita. Vorrebbe che non fosse accaduto, ma non può cambiare il passato, né cancellare le cicatrici che le ha lasciato. Può solo ricominciare da capo. Costruirsi una nuova identità, trovare nuovi amici, un nuovo scopo, e nascondere a tutti il suo segreto. Nessuno potrebbe mai immaginare che dietro i suoi abiti sempre coordinati, la sua quieta determinazione nello studio e l’abilità di creare dolci squisiti, si celi una paura che stenta a tenere a bada. Nemmeno Sebastiano, l’assistente del corso di giapponese che Diana ha iniziato da poco a seguire. Quando la guarda, lui vede solo una ragazza attraente, con gli occhi grigi più belli che abbia mai visto, ma quando lei lo guarda vede ciò che sta cercando disperatamente di lasciarsi alle spalle. Vede un incubo che le impedisce di dormire, un dolore che l’ha cambiata per sempre e che non vuole mai più provare. Amare è un rischio che non vuole correre di nuovo, ma la scelta non è unicamente nelle sue mani, e osare potrebbe permetterle di raggiungere un traguardo che non aveva mai neppure osato sognare.

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Avevo già letto due opere di Mariachiara e mi erano piaciute, quindi non ho esitato ad accettare quando mi ha proposto la lettura del suo ultimo lavoro e la ringrazio per la copia digitale. 

Mi sto chiedendo come fare a parlarvene senza fare spoiler. 

Il romance con un pizzico di paranormal non è un genere che leggo spesso - perlomeno non lo leggo assiduamente da diversi anni. C'era qualcosa però nella trama di Dreamwalker che ha stuzzicato la mia curiosità. 

Conosciamo Diana in un brutto periodo della sua vita, quello in cui ha veramente toccato il fondo. Ha fatto molti sbagli, ha commesso molte azioni deprecabili e tutte per sopravvivere e per punirsi e per anestetizzare i sensi di colpa che la tormentano. 
Sono la somma di cinque anni che vuole cancellare, ma ancora così tangibili da portarne addosso le cicatrici e le sofferenze. 

Diana è tornata a Verona cinque anni dopo che l'ha lasciata e sta cercando di tornare a vivere, tentando di trovare qualcosa il più simile possibile alla normalità che non avrà mai più. Rincorre il sogno che aveva da adolescente, quello di studiare lingue straniere e diventare traduttrice ed ecco che si iscrive all'Università - facendo un po' da mamma chioccia/sorella maggiore alla sua coinquilina Elisa e ai suoi vicini Roberto e Cristiano più giovani di lei di qualche anno e viziandoli con il suo talento nascosto per i dolci. 
E quando lo studio si fa troppo intenso, in alternativa alla cucina per rilassarsi va a correre e in palestra. 

E poi un giorno incrocia due occhi che le sono fin troppo famigliari e quelle poche certezze che aveva guadagnato crollano. 
Sebastiano assomiglia incredibilmente al suo primo amore, ma Diana sa che è impossibile - sa che non può essere lui. Razionalmente lo sa. 
E se le similitudini sono tante, altrettante lo sono le differenze e Diana non potrà impedirsi di lasciarsi catturare da quel sentimento che sta nascendo anche contro la sua volontà. 

Quest'opera di Mariachiara è diversa dalle altre e anche se manca quell'ironia che permetteva di ridere insieme alle sue protagoniste, lo stile adottato in questo romanzo fa entrare davvero in empatia con Diana - con la sua incertezza, con la sua confusione, con la sua tristezza, con il suo dolore. 
Anche se le pagine del mio Kindle erano scritte in modo fitto, mi sono ritrovata a leggere le parole tutte d'un fiato tanto scorrevano fluide nonostante qualche piccolo refuso. 

Questa è una storia di rinascita, coraggio, paura, sfida e speranza. 
È una storia in bilico tra sogno e realtà, tra quello che le distingue e quello a cui ci aggrappiamo quando è il momento di scegliere. 
È una storia di accettazione: di noi stessi, del nostro passato e dei nostri errori. Ma anche delle scelte degli altri e di quello che queste comportano. 
È una storia che parla di ciò a cui ci appoggiamo quando ne abbiamo bisogno e di ciò in cui scegliamo di credere - perché alla fine quella scelta è solo nostra. 

La ricerca che Mariachiara ha fatto per questo libro si vede perché ho riconosciuto molte cose - temi, situazioni e problemi - della serie televisiva Perception, che parla proprio di uno degli argomenti affrontati dalla protagonista. 

Diana è una ragazza forte, tenace ma anche consapevole dei propri limiti - anche se a volte tenta comunque di superarli perché non è mai stata capace di arrendersi. 
Anche i personaggi secondari sono degni apprezzamento: Marzio, oltre che ad essere un personal trainer che ti spreme fino al midollo, è anche un buonissimo amico e non potrete restare indifferenti a Federico, il suo fratello minore. 

È una storia che porta il lettore a chiedersi quale sia il sogno e quale sia la realtà insieme a Diana, a stare in ansia per il suo destino e a fare il tifo per lei - fino alla fine. Perché la speranza e la felicità esistono sempre, anche negli angoli più bui nei quali sono nascoste.